A cinque mesi dalla chiusura del suo rapporto con il Milan, l’ex dirigente rossonero, Zvomimir Boban, è tornato a parlare attraverso la Gazzetta dello Sport, rinnovando il suo amore per quei colori: “Mi sono divertito tanto soprattutto a vedere il Milan, che è stato super. Rifarei tutto, non potevo rischiate di vedere nello specchio uno sconosciuto con la mia faccia. Personalmente sono felice che tante decisioni discusse e non capite si siano rivelate di alto livello. Ora tutti vedono che le nostre scelte, fra mille complessita’, non sono.state fatte invano e che la base per un vero Milan c’è. Abbiamo fatto tutto in pochi mesi. Il fatto è che bisogna sapere che il tempo calcistico è diverso da quello normale, sono pochi a capirlo e pochi ad avere la pazienza di aspettare. Auguro a quelli.che lavorano nel Milan di completare l’opera nel migliore dei modi e nel rispetto della grandezza e della storia del nostro club. Da tifoso sogno che i rossoneri tornino la dove è il loro posto naturale: tra i migliori, tra quelli che vincono. Ma per essere là bisogna investire bene, la base almeno c’è. Credo che però manchi ancora un 30/40% per essere una squadra top in Europa e in Italia”.

Boban addio Milan, ora c’è Gazidis

La sua spalla al Milan era Paolo Maldini ,che secondo Boban, deve restare: “Maldini dovrebbe restare per mille motivi ma soprattutto per la competenza dimostrata….Ci siamo divertiti troppo poco tempo ma c’est la vie'”.

Poi svela un retroscena interessante sull’ acquisto di Ibrahimovic lo scorso gennaio: “Dopo il mercato estivo l’anno scorso ho dichiarato che ci servivano due giocatori di esperienza.Con Ibrahimovic e Kjaer, in più con la straordinaria esplosivita’ di Rebic che è un vice campione del mondo e un giocatore di buona esperienza, il Milan è diventato molto più maturo e sicuro di sé. Di conseguenza , quasi tutti i giocatori si sono trasformati in meglio. Comunque per quanto riguarda Ibra avevo chiesto a febbraio di rinnovare il suo contratto perché avevamo con lui un gentlemen agreement: il patto era che, se non fosse stato sufficientemente in forma, avrebbe smesso da solo. Ecco, ero sicuro che non ci sarebbero stati problemi con lui, perché Zlatan è consapevole di se stesso e del suo corpo. Però il rinnovo in quel momento non si è potuto fare, diciamo cosi”.

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