― Advertisement ―

spot_img

Superbike, Mandalika: Toprak vince gara 2 ma è Bautista a festeggiare

Il mondiale Superbike assegna il titolo 2022 in gara 2 a Mandalika. Alvaro Bautista voleva festeggiarlo vincendo la manche, ma nulla può contro Toprak...
HomeMotoriFormula UnoGiovinazzi fuori dalla Formula 1: ma è davvero tutta colpa dell'Alfa?

Giovinazzi fuori dalla Formula 1: ma è davvero tutta colpa dell’Alfa?

Antonio Giovinazzi è ufficialmente fuori dalla Formula 1. Guanyu Zhou prenderà il suo posto in Alfa Romeo, diventando il primo pilota cinese a correre stabilmente nella massima formula. Zhou porta con sé una consistente “valigia” di sponsor del suo paese, e questo ha scatenato le ire dei fan sul web. “Giovi” fatto fuori da un pilota con la valigia? Forse. E perché la Ferrari non lo ha difeso? Analizzando le prestazioni del pilota di Martina Franca, troveremo le risposte a queste domande, o perlomeno, ci proviamo. Poniamoci una terza domanda…


Antonio-Giovinazzi: il pilota lascerà l’Alfa Romeo


Giovinazzi ha meritato di restare in Formula 1?

Antonio ha debuttato nel 2019, quando Alfa Romeo è tornata nella categoria come sponsor del team Sauber. “Giovi” proveniva dalla Formula 2, dove nel 2016 ha combattuto contro Pierre Gasly per il titolo. Il pugliese aveva impressionato tutti per la sua velocità, e non c’erano dubbi sul fatto che la Ferrari avesse fatto bene ad inserirlo nella sua Driver Academy. Ma dopo quell’anno, il Cavallino lo ha “parcheggiato”, tenendolo nella stanza del simulatore a fare qualche sessione di collaudo ai limiti dell’inutile. Giovinazzi è arrivato in Sauber dopo due anni in cui non aveva toccato un volante vero, eccezion fatta per una 24 ore di Le Mans disputata con una 488 GTE. Ciononostante, il divario medio in qualifica nei confronti del compagno di team Kimi Raikkonen è di appena 5 millesimi. Niente male! In gara, le cose sono andate diversamente: Kimi ha raccolto per la squadra 43 punti, contro i 19 di Antonio. Il gap velocistico è rimasto minimo, ma il pilota pugliese ha pagato alcuni errori di gioventù, come la brutta botta di Spa. Nel 2020, ha ribaltato la situazione, rifilando a Raikkonen un vantaggio medio in qualifica di 2 centesimi. In gara hanno ottenuto lo stesso punteggio, con una vettura decisamente peggiorata rispetto all’anno prima. In 13 gare, Kimi ha sopravanzato Antonio nove volte, mentre Antonio ha finito davanti solo in quattro occasioni. Quest’anno il pugliese e si è visto ridotto il vantaggio medio su Kimi in qualifica (14 millesimi contro 20), ma ha anche mostrato ottimi sprazzi in prova, come la settima posizione in Olanda e l’ottava nella Sprint di Monza. Ma si ritrova in campionato con un solo punto, contro i dieci di Raikkonen.

Il verdetto

In conclusione, i numeri ci dicono che Giovinazzi non è cresciuto abbastanza per meritarsi il rinnovo della fiducia. Ma i dati vanno contestualizzati: tralasciando il discorso delle strategie penose, non si può non sottolineare il fatto che Antonio è arrivato a correre dopo due anni di stop, e con pochissimi test alle spalle. Giovi ha mostrato un potenziale, ma è finito in un sistema malato in cui le squadre assumono un esercito di piloti senza mai farli provare nel corso della stagione. Liberty Media dovrebbe concentrarsi su questo, invece di perdere tempo tra fiction e paesi illiberali. Intanto, ad Antonio tocca andarsene in Formula E. Mannaggia…

Immagine in evidenza di Alfa Romeo Racing ORLEN, per gentile concessione