Come avevamo già scritto, la Russia è stata esclusa dalle Olimpiadi di Tokyo 2020. La ragione sta nel sistema che la Rusada, l’agenzia nazionale antidoping, aveva creato per eludere i controlli, e per permettere agli alteti di assumere sostanze illecite senza problemi. Uno scherzetto che costerà loro un bando di quattro anni. E potrebbe non finire qui, perché anche altri eventi potrebbero essere a rischio, come il GP di Russia di F1 di Sochi.

Infatti, il provvedimento della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, prevede anche il divieto di organizzare eventi sportivi nel paese per tutta la durata della sospensione. E per eventi sportivi, s’intende qualunque disciplina, dal calcio alle corse. Quindi anche il GP di Sochi.

Tuttavia, c’è una possibile via d’uscita. Il ban della Wada, infatti, riguarda esclusivamente il divieto di svolgere nuovi eventi, mentre per quelli già programmati in precedenza scatterebbe l’esenzione. Il GP di Russia è entrato a far parte del calendario della F1 nel 2016, quando gli organizzatori della corsa di Sochi hanno firmato il contratto con Liberty Media. Quindi rientrerebbe ampiamente nell’esenzione.

Va anche aggiunto che la Rusada ha ancora la possibilità di presentare ricorso al TAS, quindi il provvedimento Wada potrebbe essere sospeso o revocato. Almeno in teoria, perché nella pratica i diretti interessati hanno ammesso di nutrire poche speranze di ribaltare la pesante sentenza.

Per quanto riguarda gli organizzatori della gara F1, invece, serpeggia parecchio ottimismo. Essi sono convinti che il GP alla fine si farà, a tal punto da aver già iniziato la prevendita dei biglietti per l’edizione 2020. E oggettivamente, non ci sono ragioni per pensare diversamente, anche in virtù del fatto che il loro contratto con Liberty scade nel 2025. E nulla fa presagire uno scioglimento anticipato.

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