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Settembre26 , 2021

IMSA Weathertech 2020, il review della stagione

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E’ tempo di riavvolgere i film del 2020 del motorsport, con protagonista l’IMSA Weathertech Sportscar Championship. La massima serie americana di endurance, che conta un parterre di piloti internazionali mica da ridere, mette in piedi una stagione che, per quanto stravolta dalla pandemia, non manca di dare spettacolo.

In questo articolo vi racconteremo la storia della stagione endurance di quest’anno che, per quanto limitata dagli eventi esterni, è degna di nota. Siete pronti? Cominciamo.

IMSA Weathertech 2020, chi sono i protagonisti?

La serie IMSA Weathertech si compone di quattro classi: DPi, LMP2, GTLM e GTD. Le due classi prototipo partono dalla stessa base, ma con alcune differenza tecniche. Le DPi sono delle LMP2 con motori derivati dalla serie (ma non sempre) ed un kit di carrozzeria sviluppato dalle case. Vi partecipano Cadillac, Acura e Mazda. La LMP2, invece, è uguale in tutto e per tutto alla categoria della 24 ore di Le Mans.

La classe GTLM è riservata alla GT Endurance, ed adotta lo stesso regolamento della classe GTE Pro. La GTD, invece, è una categoria Pro-Am, con equipaggi misti di piloti professionisti e gentlemen drivers. La base tecnica è la FIA GT3.

I team e i piloti

La DPì di quest’anno vede le case coinvolte molto ben rappresentate. Cadillac può contare su ben tre team, con cinque vetture schierate in pista. Una di queste è del Wayne Taylor Racing, che punta su un equipaggio top. L’ex pilota IndyCar Ryan Briscoe affianca l’olandese Renger Van der Zande. Kamui Kobayashi si unisce al team per le gare più lunghe

L’Action Express Racing si trasforma in una sorta di nazionale brasiliana, con una coppia di piloti verdeoro. Luis Felipe “Pipo” Derani condivide il volante con l’ex di F1 Felipe Nasr, sotto la guida sportiva di un altro ex della massima formula, Christian Fittipaldi. Il JDC Miller schiera due vetture: una è per i veterani Joao Barbosa e Sebastien Bourdais, la seconda è per Matheus Leist e Tristan Vautier, due ex della IndyCar.

In rappresentanza della Acura, il Team Penske schiera due vetture. La prima è per Helio Castroneves e Ricky Taylor, la seconda è per Juan Pablo Montoya e Dane Cameron. La scuderia del Capitano Roger Penske è al suo ultimo anno nella categoria, dopo l’annuncio della separazione con la casa di proprietà della Honda.

A rappresentare la Mazda è la scuderia canadese Multimatic, che sviluppa per il suo conto un telaio equipaggiato con un 4 cilindri turbo AER “da corsa”. Jonathan Bomarito e Harry Ticknell fanno coppia fissa sulla numero 55, mentre la vettura gemella è nelle mani dell’ex pilota Audi Oliver Jarvis e del giovane statunitense Tristan Nunez.

Anche nel 2020, la serie IMSA Weathertech conta la classe LMP2. Tuttavia, la categoria d’ispirazione europea conta soli due iscritti, che per di più non partecipano a tutte le gare. Il PR1 Mathiasen e il team Dragonspeed si alternano per la vittoria di classe, specie nelle gare lunghe.

La classe GTLM si è impoverita parecchio nel corso degli anni, complici i costi e i cambi regolamentari delle classi prototipi. Chevrolet schiera la nuovissima C8R a motore centrale, che mostra subito segnali di competitività. Jordan Taylor e Antonio Garcia ritornano a fare coppia, con Tommy Milner a far compagnia al veterano Oliver Gavin.

La Ferrari è praticamente scomparsa dai radar, limitandosi alle partecipazioni alle gare lunghe. Risi Competizione lotta da tempo con il budget, mentre Scuderia Corsa si è votata alla GTD.

BMW prosegue il programma della M8 GTE con il team di Bobby Rahal. Dal DTM arriva Bruno Spengler, il quale affianca Connor De Philippi. John Edwards è il compagno di team di Jesse Krohn sulla seconda coupé bavarese.

Porsche North America si affida alla CORE Autosport per gestire il suo programma ufficiale, in quello che sarà l’ultimo anno. Earl Bamber, vincitore a Le Mans nel 2015 con Nico Hulkenberg, affianca il belga Laurens Vanthoor sulla RSR numero 912. La numero 911 è nelle mani di Nick Tandy e Frederic Makowiecki.

La classe GTD è la più ricca di vetture, grazie anche all’adozione del regolamento FIA GT3. Il Michael Shank Racing schiera una Honda NSX (marchiata Acura), affidandola a Matt McMurry ed al tedesco Mario Farnbacher.

I loro principali rivali sono il team canadese AIM Autosport, la quale ha stretto una collaborazione con l’ex campione IndyCar Jimmy Vasser. La formazione schiera due Lexus RC-F GT3. Una è per i due ex formulisti Jack Hawksworth e Aaron Telitz, la seconda è per Townsend Bell, affiancato da Frankie Montecalvo prima e Michael De Quesada poi. La leggenda della NASCAR Kyle Busch ha raggiunto il team per la 24 ore di Daytona.

Porsche si affida alla Wright Motorsports per schierare una 911 GT3R. Ryan Hardwick e l’ufficiale Porsche Patrick Long sono i due piloti che hanno corso l’intera stagione.

Gar Robinson ed il gentleman Ben Keating sono i due conduttori della Riley Motorsports, che schiera l’unica Mercedes AMG GT3 in pista. Presente anche una sola Ferrari, quella della Scuderia Corsa. Cooper MacNeil è il conduttore principale della squadra di Giacomo Mattioli, il quale gli mette a disposizione diversi compagni. Tra questi anche il nostro Alessandro Balzan, già edito delle corse USA.

Nutrita è la presenza delle Lamborghini, con le Huracan GT3 Evo. Andy Lally e John Potter sono i titolari del Magnus Racing, che collabora con il team tedesco Grasser. La scuderia aveva anche una seconda vettura “al femminile”, con Christina Nielsen e Katherine Legge, ma il programma è stato chiuso a stagione in corso. Altra Huracan è quella del Paul Miller Racing, con Madison Snow al fianco di Bryan Sellers.

Presente anche un BMW M6, gestita dal Turner Motorsports. La scuderia schiera il giovane Robby Foley ed il 51enne Bill Auberlen, vero e proprio decano della categoria. Presente anche una McLaren, la Compass Racing di Paul Holton e Corey Fergus, ed un’Aston Martin, per Ian James e Roman De Angelis.

Il calendario

La pandemia ha stravolto il calendario 2020 dell’IMSA Weathertech series, obbligandola a rinunciare ad appuntamenti iconici come i GP di Long Beach e di Belle Isle. Anche le tappe di Lime Rock e Watkins Glen sono saltate, complice la complicata situazione legata ai contagi. Almeno la 24 ore di Daytona si è svolta regolarmente, a gennaio…

La pausa forzata sposta la ripartenza al weekend del 4 luglio, con una gara sprint a Daytona. Si è poi andati a Sebring, sempre per una prova sprint, a cui è seguito il tradizionale appuntamento di Road America. Le tappe al Virginia International Raceway e sullo stradale di Charlotte sono riservate alle GT.

Road Atlanta ha ospitato una gara sprint e la tradizionale Petit Le Mans, in programma ad ottobre. Dopo il recupero di Laguna Seca, la stagione si è conclusa a novembre, con una tardiva 12 ore di Sebring.

IMSA Weathertech: rivediamo il 2020

Come da tradizione, il 2020 della IMSA Weathertech Serie parte a gennaio, con la 24 ore di Daytona. Il Wayne Taylor Racing trionfa per la terza volta in carriera, nonostante le difficoltà e qualche errore di troppo. Alla terza ora di gara, Kobayashi supera il limite di velocità ai box, che costa un drive through. Alla ventesima ora, Briscoe non vede il semaforo rosso in pit lane, e deve scontare uno stop&go di 60 secondi. Nonostante tutto ciò, il team dell’ex pilota Wayne Taylor trionfa. Per la gioia del nostro Max Angelelli, che del team è azionista.

Delusione per la Mazda, velocissima in qualifica. Oliver Jarvis e Tristan Nunez dominano le prime tre ore di gara, ma poi una caution li penalizza mentre sono ai box. L’altra vettura è penalizzata da un’entrata kamikaze di Bomarito alla bus stop, che sperona l’incolpevole Castroneves. La Acura è costretta al ritiro, il brasiliano mostra la sua frustrazione ai microfoni della NBC.

In classe GTLM, la Porsche parte al comando ma è la BMW a trionfare. Alla decima ora Chaz Mostert sorpassa Mathieu Jaminet, portando la M8 che condivide con Edwards e Krohn al comando. Le 911 perdono ritmo, le Corvette sono bloccate da problemi ai box e rotture meccaniche, la Ferrari di Risi è sola. Il risultato è una passerella bavarese, prima e seconda al traguardo.

In GTD, invece, la battaglia è più accesa che mai. Dopo vari avvicendamenti, la Lamborghini del Paul Miller Racing si aggiudica la classifica di classe, grazie all’apporto decisivo dei piloti italiani. Andrea Caldarelli viene a dar man forte a Sellers e Snow rivelandosi essenziale per la lotta per la vittoria. Allo stesso modo, Mirko Bortolotti fa risplendere l’Audi, che quest’anno si presenta nella serie a ranghi ridotti.

Il prosieguo della stagione

Dopo la 24 ore, l’IMSA Weathertech 2020 chiude per ben sei mesi. In mezzo c’è il calvario sanitario del coronavirus, tra contagi, decessi, ed ospedali pieni.

Si riprende con una gara sprint di 250 miglia, sulla stessa pista. E’ la rivincita della Mazda, che dopo aver perso la 24 ore domina la corsa breve. Su un asfalto bagnato, in via di asciugatura, le due vetture schierate dalla Multimatic fanno doppietta, con Tincknell/Bomarito primi e Jarvis/ Nunez secondi. Completano il podio il duo Cadillac dell’Action Express Racing, con Pipo Derani e Gabby Chaves, che sostituisce un Nasr positivo al Covid -19.

Continua la sfortuna nera di Castroneves e Ricky Taylor, costretti al ritiro per un problema al motore.

La GTLM registra il primo successo della nuovissima Corvette C8R, il 100esimo della storia del programma del cravattino. Decisiva è la strategia, con la vettura di Garcia e Taylor che opta per le due soste anziché le tre. Dietro la C8R finiscono le due Porsche ufficiali.

Doppietta Lexus nella GTD, grazie anche allo stop&go inflitto alla McLaren del Compass Racing, scattata dalla pole. Completa il podio la Acura NSX dello Shank Racing.

Dopo Daytona, è il turno del GP di Sebring. Nelle classiche condizioni di caldo estivo della Florida, Derani e il rientrante Nasr dominano la corsa dall’inizio alla fine, precedendo di 40″ la vettura gemella di Barbosa e Bourdais. Ancora un buco nell’acqua per le Acura Penske: Montoya e Cameron sono solo settimi, mentre Castroneves e Ricky Taylor sono ancora KO per un problema al motore.

La Corvette domina la GTLM, con Milner/Gavin a precedere Garcia/Jordan Taylor. La Porsche, invece, si suicida con le due 911 che collidono tra di loro. Alla fine, la vettura di Vanthoor/Bamber recupera e sale sul podio.

In GTD, Aaron Telitz e Jack Hawksworth bissano il successo di Daytona, con la loro Lexus GT3. A contenderela vittoria fino all’ultimo è la Ferrari di Scuderia Corsa, con Toni Vilander a dare man forte al titolare MacNeil.

Dal caldo afoso di Sebring si passa al meteo ballerino di Road America. Due forti temporali provocano molti incidenti e due bandiere rosse, di cui la seconda comporta la fine anticipata della gara. Castroneves rompe la sfortuna con una vittoria netta e perentoria, la prima della stagione per le Acura Penske. Il brasiliano, in coppia con Ricky Taylor, cucina a fuoco lento Van Der Zande, che va lungo, e azzecca i tempi giusti per passare alle gomme rain. L’olandese con Briscoe finisce secondo, con Derani e Nasr terzi.

In GTLM ancora un contatto per la Porsche. Earl Bamber finisce in una pozzanghera e va a sbattere. Prima ancora, Nick Tandy si tocca con la BMW di John Edwards, compromettendo una gara a lungo dominata. Ringrazia Corvette, che fa di nuovo doppietta con Garcia e Taylor vincitori.

In GTD, la Lexus trionfa per la terza gara consecutiva, questa volta con gli esperti Bell e Montecalvo.

Le gare di Virginia e sul Roval di Charlotte sono riservate alle classi GT. Corvette Racing le vince entrambe nella GTLM, con Garcia e Jordan Taylor sempre più padroni del campionato. In GTD, invece, trionfa la vecchia BMW M6 del Turner Motorsport. Particolarmente dolce è la vittoria di Alton, che permette a Bill Auberlen di entrare nella storia. Con quel trionfo, il californiano sale a quota 61 successi, diventando il pilota più vincente della storia della IMSA.

Tornando ai prototipi, Castroneves e Ricky Taylor piazzano altri due successi, a Road Atlanta e Mid Ohio. Non sono vittorie facili, però: in Georgia, Helio si becca un minuto di penalità per essere uscito dai box a pit lane chiusa, e rimonta dal fondo. In Ohio, Taylor fatica non poco con le gomme, e deve contenere la rimonta di uno scatenato Derani.

Grazie alla tripletta, il duo di Roger Penske rimedia ai KO tecnici d’inizio stagione, e rilanciano le loro quotazioni per il titolo finale.

A Road Atlanta, la BMW interrompe la striscia positiva della Corvette. Connor De Philippi e Bruno Spengler battono le Chevy e le Porsche con esecuzioni perfette dei pit stop. Ma in Ohio, Garcia e Taylor rimettono le cose a posto, in una gara dove le C8R lottano di fatto tra di loro. In GTD, la Acura di McMurry/Farnbacher e la Lexus di Hawksworth/Telitz segnano un successo a testa: saranno questi due a contendersi il titolo di classe.

Finale di stagione

Dopo Mid Ohio, mancano tre gare alla conclusione della stagione 2020 della serie Imsa Weathertech: Petit Le Mans, Laguna Seca e la 12 ore di Sebring. Una gara sprint e due endurance per decidere i campioni delle varie classi.

Ricapitoliamo: Castroneves e Taylor sono leader tra i prototipi, con Derani, il duo di Wayne Taylor e la Mazda ad inseguire a breve distanza. La GTLM la Corvette passeggia, mentre in GTD la battaglia tra Farnbacher/McMurry e Hawksworth/Telitz è accesa più che mai.

La Petit Le Mans finisce con qualche colpo di scena. Castroneves/Taylor e Derani/Nasr si scambiano la prima posizione più e più volte, prima di toccarsi e rischiare il ritiro. Ne approfittano Briscoe e Van der Zande, che vincono davanti alle due Acura Penske. In GTLM, la Porsche di Makowiecki e Tandy (con Matt Campbell in aggiunta) approfittano di una collisione della BMW di Farfus per vincere davanti alla C8R di Garcia e Taylor. In GTD, Farnbacher e McMurry collidono e finiscono decimi, con la Lexus che invece fa seconda. la vittoria va nelle mani della Ferrari della Scuderia Corsa, con Alessandro Balzan che da una mano ai titolari Vilander e MacNeil.

Castroneves e Taylor piazzano il poker a Laguna Seca, ultima prova sprint della stagione. Corvette nel frattempo chiude anzitempo la sfida iridata nella GTLM, con Garcia e Taylor campioni. La Porsche concede il bis dopo aver trionfato in Georgia. In GTD, infine, McMurry e Farnbacher rimediano ai pasticci della Petit Le Mans dominando la gara californiana, e sfruttando al massimo la giornata no di Hawksworth e Telitz.

Il match decisivo per la stagione 2020 dell’IMSA Weathertech è la 12 ore di Sebring, che quest’anno si corre eccezionalmente di novembre.

Per i leader della DPi, la gara parte subito male. Un problema all’intercooler costringe il duo di testa (coadiuvati da Alexander Rossi) ad una lunga sosta ai box, perdendo 11 giri. Sembrava finita per il titolo, quando Mr Destino ci mette lo zampino.

Briscoe e Van der Zande sono i primi leader, prima che il loro terzo uomo Scott Dixon non manda tutto all’aria collidendo con la Mazda di Bomarito e Thincknell. Che botta di fortuna per Penske: due avversari affondati in un colpo solo!

Altro colpo di scena riguarda l’Action Express Racing, anch’esso in lizza. Derani, Nasr e il rientrante Chaves subiscono la toccata dell’Acura gemella di Montoya. Gabby perde il controllo e si vendica sul connazionale, rendendosi protagonista di una manovra antisportiva. Risultato: sterzo rotto ed una penalità. Addio sogni di gloria…

Al traguardo, vince la Mazda ma non è sufficiente per ribaltare il pronostico. Con l’ottava posizione, Helio Castroneves e Ricky Taylor sono campioni della classe DPi.

In GTLM, a Porsche centra il terzo successo consecutivo, e chiude in bellezza il suo programma nord americano. La Corvette risale sul podio con il titolo già in tasca. E con un inconveniente tecnico che segnerà le sorti del campionato GTD.

Infatti, il liquido perso da una delle C8R spedisce a muro la Lexus del team AIM Vasser, in piena lotta per il campionato. Le due RC-F GT3 schierate dal campione CART 1996 sono fuori gara, cosa che consente al rivale Michael Shank di fregarsi le mani. Mario Farnbacher e Matt McMurry portano la loro Acura NSX GT3 al terzo posto, più che sufficiente per portarsi a casa il titolo di categoria.

La vittoria di classe va nelle mani della Porsche del Wright Motorsports, con Hardwick e Long affiancati dal belga Jan Heylen. Fuori dalla lotta la Ferrari Scuderia Corsa, dopo che la 488 di Balzan, MacNeil e Jeff Westphal ha subito un contatto che è di fatto costato un piazzamento sul podio.

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