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Le Mans 24h: è battaglia vera per la Hyperpole

Dopo le qualifiche, la 24 ore di Le Mans intrattiene il pubblico sugli spalti finalmente pieni con la Hyperpole. I migliori sei equipaggi delle prove ufficiali di ciascuna classe si contende la pole per ognuna di esse. Toyota lotta fino in fondo nella Hypercar e la spunta sulla concorrenza. Porsche e Corvette sono in lotta nella GTE Pro, con Ferrari che resta lì a guardare. Si consolerà nella GTE Am.


Le Mans 2022, qualifiche: Toyota al top anche sul bagnato


24 ore di Le Mans: che succede in Hyperpole?

Le due Toyota, le due Glickenhaus e l’Alpine si giocano la Hyperpole nella classe Hypercar. Alla fine è doppietta per la casa giapponese. Brendon Hartley batte Kamui Kobayashi nell’ultimo giro utile, distanziandolo di soli 177 millesimi: un niente, su un circuito di 13 Km. Per la quarta volta di fila, Toyota monopolizza la prima fila. Ma fino all’ultimo il destino era incerto, con Glickenhaus e Alpine minacciosamente vicine. La casa americana brilla con Ryan Briscoe, che nel suo run migliore era più veloce di mezzo secondo nel T2. Ma purtroppo, nel suo giro buono, l’ex IndyCar incontra il traffico delle GTE Am che lo costringono ad alzare il piede. L’australiano porta la prima Glickenhaus in quarta posizione, precedendo la vettura gemella di Olivier Pla. Anche l’Alpine sembra in procinto di arpionare la Toyota, grazie ai prodigi del capitano Nicolas Lapierre. Ma il francese viola i track limits troppe volte, collezionando giri cancellati. Il suo crono valido migliore è valido per il terzo posto: la ex LMP1 apre la seconda fila. In LMP2 invece non c’è storia, con WRT che monopolizza la prima fila. Robin Frijns stampa il miglior tempo della categoria e rifila oltre un secondo alla vettura gemella di Norman Nato. Seguono Filipe Albuquerque con United Autosports, Jota Sport con Antonio Felix Da Costa, Louis Deletraz con la Prema condivisa con Robert Kubica, e Alex Lynn, con la seconda vettura United Autosports.

Europa contro America in GTE Pro

L’edizione 2022 della 24 ore di Le Mans ci consegna una Corvette C8R più matura, pronta a giocarsi il risultato buono nella GTE Pro. Nella Hyperpole, le due Vette di Nick Tandy e Antonio Garcia sono prima e seconda nella parte iniziale del turno, in attesa dell’ingresso delle Porsche ufficiali. Gli ultimi dieci minuti di sessione vedono le 911 GT3 RSR ufficiali partire all’attacco. Frederic Makowiecki è più veloce nel T2 rispetto alle vetture americane, ma nel T3 perde tutto il vantaggio accumulato. Stessa storia per Laurens Vanthoor, sull’altra RSR “di fabbrica”: nel settore più guidato la Corvette sembra avere qualcosa in più. Le Porsche si accontentano della seconda fila. Tandy batte Garcia di appena 2 decimi, conquistando la prima Hyperpole per il team Corvette. Le Ferrari sono lontane anni luce: Antonio Fuoco è il migliore della pattuglia del Cavallino, quinto ma ad oltre un secondo e mezzo dalla vetta. Distacco simile per James Calado, ultimo della classe Pro. La Ferrari si consola nella GTE Am, dove monopolizza la prima fila. La Hyperpole della categoria semi amatoriale è di Vincent Abril, sulla 488 di AF Corse. Dietro di lui la vettura gestita da Ronnie Kessel, con al volante Mikkel Jensen. La Porsche si deve accontentare del terzo posto con il Dempsey Proton, ed il veterano Harry Thincknell al volante. Delude Nicki Thiim con l’Aston Martin, velocissimo nelle libere ma non altrettanto qui. Chiude la classifica la Ferrari rosa delle Iron Dames, anch’essa deludente. Rahel Frey abusa dei track limits perdendo molti giri veloci. Il miglior crono valido è lontano un secondo e passa da quello di Abril, una performance decisamente al di sotto delle aspettative.


Griglia di partenza