Il Commissario Tecnico della nazionale di calcio femminile, Milena Bertolini, ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Gazzetta dello Sport”. Ha parlato di calcio giocato e del sistema calcio a partire dall’emergenza coronavirus.

Coronavirus

Il movimento femminile è importante. La virologa Ilaria Capua dice che le donne sono più forti e torneranno prima a lavorare, quindi chissà, magari torneremo anche prima in campo” aggiungendo “Ripartiremo quando sarà possibile, non si lascia per strada quello che si è conquistato“.

Sistema calcio

Il virus ci ha messo di fronte alla fragilità del sistema calcio. Questo è un momento drammatico, ma è anche l’occasione per progettare qualcosa di nuovo. Un sistema che badi all’etica, che non metta soltanto delle toppe. Bisogna pensare a un calcio che sia in grado di autosostenersi. A una riforma che tenga dentro non soltanto lo sport femminile, ma il calcio cosiddetto minore, il calcio giovanile, la Lega Pro. È il momento di rilanciare l’attività di base».

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Idee

“Credo, ripeto, che si dovrebbe ripartire da un pensiero circolare. Il conto delle perdite e di quello che si deve ricevere in cambio per ammortizzare il mancato guadagno non basta più. Il calcio rischia di fallire davanti a un imprevisto, per quanto drammatico sia. Lo abbiamo capito nel peggiore dei modi. L’importante è rivedere il sistema e andare oltre

Campionato maschile concluso?

“Ci sono tragedie, come quella di Bergamo e delle bare portate dai camion dell’esercito. Il campionato finirà in qualche modo, altrimenti pazienza. Mi pare importante, ripeto, avere un pensiero circolare e per una volta guardare più lontano

Euro 2021

Mi auguro che sia possibile. L’anno prossimo sarà pienissimo, fra Europeo maschile, Olimpiade e altro. Spero che ci sarà spazio per il calcio femminile, con la necessaria risonanza mediatica

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