Cinque le partite giocate nella notte NBA. Cadono Warriors e Lakers, vincono Houston e Milwaukee. I Sixers superano gli Utah Jazz

HOUSTON ROCKETS-BOSTON CELTICS: 127-113

Ancora James Harden. Ancora una partita sopra i 30 punti. Per la precisione sono 45, conditi da 6 assist e 2 rimbalzi. Se poi a questo si aggiungono 20 punti di Eric Gordon e 24 di Clint Capela (con 18 rimbalzi, 46 in due partite), ecco spiegata la netta sconfitta dei Celtics. Per la franchigia di Boston si mette subito male: il primo quarto termina infatti 35-24, con uno spaventoso Harden che piazza a referto 17 punti nel solo primo periodo, con una percentuale da 3 del 66%. A nulla vale la reazione del secondo quarto (31-22 per Boston) dei Celtics. Dopo un terzo periodo combattuto infatti (anche se Harden ne piazza altri 12), nel quarto Houston ( e il suo leader) dilagano. 35-27 (16 dei quali segnata dal Barba) , e parziale finale di 127-113. Per i Rockets è la 19° vittoria in stagione, che consente di avvicinare i primi posti della Western Conference. Boston invece ( record di 20-14) si allontana dalle zone nobili della Eastern Conference. Ora le vittorie di distacco dai lanciatissimi Raptors sono 6, ma anche quello da Bucks, Pacers e Sixers comincia a farsi allarmante. Per non giocare un primo turno playoff proibitivo, Irving e compagni dovranno presto cambiare marcia

MILWAUKEE BUCKS-NEW YORK KNICKS: 112-96

C’è ancora una volta la manona di Giannis Antetokounmpo nella vittoria (la 24° in stagione) dei Milwaukee Bucks. Contro i New York Knics altra grande prestazione del Greek Freak che mette a referto 31 punti, 14 rimbalzi e 8 assist. Al Madison Square Garden non c’è storia sin dall’inizio. Dopo un primo quarto combattuto (durante il quale spiccano i 12 punti di Khris Middleton, 27enne ala piccola dei Bucks), il resto dell’incontro è dominato da Giannis e compagni. 29-20, 34-29 e 25-19 i restanti parziali, con il fenomeno dei Milwaukee che si scatena soprattutto nel secondo tempo, mettendo a referto 11 punti nel 3° quarto e 13 nel periodo finale. Da segnalare anche i 25 punti di Middleton dei Bucks, e le ottime prestazioni (condite rispettivamente da 17 e 15 punti) di Brooke Lopez e Malcom Brogdon. Per New York si salvano soprattuto Luke Kornet (23 punti) e Noah Vonleh (15 punti e 13 rimbalzi). Con la vittoria al Madison, i Bucks restano incollati ai Toronto Raptors per la leadership nella Eastern Conference, mentre per i Knics (9 vittorie e 27 sconfitte), un desolante penultimo posto ad est, davanti solo ai Cleveland Cavaliers in piena ricostruzione post-addio di Lebron James

SACRAMENTO KINGS-LOS ANGELES LAKERS:117-116

Sconfitta prevedibile per i Los Angeles Lakers a Sacramento. Orfani di Lebron James e Rajon Rondo, i losangelini riescono ad offrire comunque una buona prestazione, sopratutto con il trio di giovanissimi Ingram-Ball-Kuzma. Quest’ultimo (33 punti, 9 rimbalzi e 4 assist) non fa rimpiangere King Lebron, mostrando tutto il suo talento. Notevole la prestazione di Lonzo Ball (20 punti e 12 assist). Ma a rubare la scena al Golden 1 Center di Sacramento è uno degli idoli di casa, Bogdan Bodganovic, guardia dei Kings, autore di 23 punti e della tripla decisiva dell’incontro. Le squadre si equivalgono per quasi tutto il match, ma nel quarto periodo i 12 punti di Bogdanovic e i 6 di De’Aaron Fox, uniti alla scarsa vena realizzativa di Kuzma e soci, contribuisce alla rimonta dei padroni di casa, che da un virtuale -15 riescono a recuperare fino alla beffa finale sui Lakers. Ottima comunque la prestazione delle due squadre, che mandano entrambe ben 6 giocatori in doppia cifra (i Lakers, oltra ai già citati Ingram, Ball e Kuzma, anche Tyson Chandler 11 punti, e Josh Hart e Lance Stephenson 10 punti, mentre i Kings oltre a Bodganovic 23 punti, anche Cauley-Stein 19, Shumpert e Bjelica 18, De’Aaron Fox 15 punti e vicino alla tripla doppia con 12 assist e 9 rimbalzi, e i 10 punti di Justin Jackson). Per i Kings è la 19° vittoria in stagione, che li mantiene ampiamente in corsa per la zona playoff al pari di San Antonio Spurs e Memphis Grizzlies, mentre Los Angeles (adesso 20 vittorie e 15 sconfitte) viene raggiunta dai Portland Trail Blazers al 5° posto della Western Conference

SGOLDEN STATE WARRIORS-PORTLAND TRAIL BLAZERS: 109-110

Seconda sconfitta consecutiva per i Golden State Warriors. Dopo il tonfo in casa contro i Los Angeles Lakers, ecco un nuovo ko alla Oracle Arena, questa volta per mano dei Portland Trail Blazers di Damian Lillard, autore della canestro decisivo dopo 4 quarti e un overtime, realizzato proprio a causa di una bruttissima palla persa da Stephen Curry. E dire che la prestazione individuale dei ragazzi della Baia non è nemmeno stata delle peggiori. Curry segna 29 punti, Durant 26, Draymond Green 15 con 11 rimbalzi. Solo 15 punti per l’altro Splash Brother Klay Thompson, che in questo inizio di stagione fatica a trovare il ritmo. Sta forse qui, nel calo di Klay, la chiave per scoprire il motivo del ritorno tra gli umani dei ragazzi di Steve Kerr. I Blazers sfornano una grande prestazione ( 27 punti e 12 assist per Nurkic, 24 per McCollum e 21 del già citato Lillard, ma c’è spazio anche per gli 11 punti di Moe Harkless e del fratello minore di Steph Curry, Seth), ma sembra evidente che con un Klay Thompson al top della forma, questa partita sarebbe stata vinta dai padroni di casa. Golden State è ora seconda ad Ovest, dietro la sorpresa dei Denver Nuggets di Jamal Murray e compagni, mentre i Portland agganciano in classifica i Lakers al 5° posto

UTAH JAZZ-PHILADELPHIA 76ERS-97-114 

Alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City va in scena lo scontro tra la 4° squadra della Eastern Conference e la 12° della Western. I Philadelphia, reduci dalla sconfitta contro i Celtics della notte di natale, affrontano i Jazz, vittoriosi due giorni prima sui Portland Trail Blazers. Non bastano alla squadra di Salt Lake City le grandi prestazioni di Donovan Mitchell, Dante Exum e Rudy Gobert. La varietà di scelte offensive dei Sixers (una squadra che mette insieme giocatori come Jimmy Butler, Ben Simmons, Joel Embiid e J.J Redick) ha la meglio su Utah nonostante il 1° quarto termini 29-22 con 10 punti di Kyle Korver. Il resto della partita è dominata dai Sixers, con i parziali di 35-23, 38-27 e 19-18. In evidenza come detto Embiid e Redick (che mettono insieme 47 punti), Jimmy Butler con 19 punti e Ben Simmons, autore di una tripla doppia da 13 punti, 14 rimbalzi e 12 assist.

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