Sarri esordisce a Stamford Bridge restando fedele all’amato 4-3-3, privo di cambiamenti rispetto alla vittoria della settimana scorsa sull’Hussersfield.
Emery irrobustisce la linea mediana inserendo Iwobi al posto di Ramsey, e accentrando nuovamente Özil. Obbligata la scelta di Monreal come laterale di difesa a sinistra

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A Stamford Bridge la Premier League offre un frizzante derby di Londra. I primi 20 minuti sono una vera esaltazione delle calcistiche dell’allenatore ex Napoli; i Blues sono semplicemente asfissianti, Jorginho è un direttore d’orchestra, è Sarri in campo ma con i piedi fatati, e fa sì che tutta la squadra gestisca a proprio piacere il ritmo di gioco. Malgrado due notevoli spaventi (clamorosa l’opportunità a botta sicura sciupata da Aubameyang al minuto 19) il parziale recita inappellabile 2-0 per i padroni di casa. Al 9′ minuto è infatti Pedro ad aprire le danze, sull’assist comodo di Alonso, dopo che lo spagnolo era stato liberato in maniera visionaria da una verticalizzazione di Jorginho. Il raddoppio arriva al 20′, quando l’altissima difesa dell’Arsenal è colta alle spalle da un lancio di Azpilicueta per Morata. Lo spagnolo batte in controtempo il portiere avversario dopo aver sterzato su Mustafi, affannato da un lungo recupero. Da questo momento però, gli ospiti sembrano assestarsi tatticamente, abbassando di qualche metro la linea difensiva. A ciò si aggiungono delle continue lacune difensive nella retroguardia dei padroni di casa, che faticano soprattutto a difendere le linee laterali. Uno squillo importante lo manda Mkhitaryan al 32′, ma spara clamorosamente alto da pochi metri. L’appuntamento tra l’armeno e il gol è però soltanto rimandato di cinque minuti. Al 37′ infatti l’ex Borussia Dortmund è abile a concludere seccamente sul primo palo dal limite dell’area, dopo aver sfruttato un’ottima percussione di Iwobi. Il portiere Kepa non risulta del tutto immune da responsabilità. Soltanto quattro minuti più tardi, il numero 7 dei Gunners restituisce il favore al compagno. Iwobi vede infatti premiato il suo inserimento da un’invitante palla rasoterra arretrata, dopo che la difesa dei padroni di casa si era fatta colpevolmente risucchiare sulla linea di porta. La fine della prima frazione di gara è il gong della salvezza per i padroni di casa, che, nel finale, in ben due occasioni, prima con Aubameyang, poi ancora con Iwobi, rischiano di vedere consumato il compimento della rimonta ai loro danni. 

Il secondo tempo si apre con il primo cambio da parte di Emery, che richiama in panchina l’ammonito Xhaka, per dare campo a Torreira. Gli uomini di Sarri però sembrano rientrare in campo con un piglio diverso, aumentando notevolmente i giri della pressione. L’Arsenal tuttavia non è da meno, ma si scontra con una retroguardia ravveduta, che non concede più gli spazi della seconda parte del primo tempo. Il match scorre su un alto grado di fisicità, ma senza troppe occasioni, se si esclude il diagonale di Barkley al 57′, respinto in angolo da Cech. Il momento di svolta della gara arriva al 60′, in cui si segnala in primo luogo l’esordio in maglia blu dell’ex Real Madrid Kovacic, ma soprattutto l’ingresso in campo di Hazard, al posto di un pure ottimo Willian. Il Chelsea gioca offensivamente in maniera paradossalmente non eccellente, esteticamente meno appariscente dei primi 20 minuti di gara. Ma la differenza la fa proprio il neo-entrato numero 10, giocatore in grado di squarciare la quotidianità di una partita. Al minuto 81 infatti, Lacazette serve colpevolmente il belga che punta in modo rapido l’avversario e regala un cioccolatino da finalizzare ad Alonso, che non manca l’impatto col gol del vantaggio. L’Arsenal mostra chiaramente di non avere la forza fisica di reagire dopo una partita molto dispendiosa, e, anzi, rischia due volte nel finale, per mano di Giroud, di vedere incrementato il parziale della sconfitta.

Il Chelsea chiude dunque questa seconda giornata a punteggio pieno, regalando sprazzi di talento individuale e fantastiche melodie di squadra, ma Sarri ha numerosi aspetti sui quali poter mettere mano.

L’Arsenal viceversa non riesce a rispondere alla sconfitta della settimana scorsa contro il Manchester City, anche se dal punto di vista della prestazione qualche passo in avanti è stato evidente. Certamente Emery dovrà continuare a lavorare. Sarebbe però ingeneroso non sottolineare come diversi giocatori tra le file dei Gunners stiano regalando prestazioni ben al di sotto delle loro potenzialità, su tutti Özil e Aubameyang.

Tabellino

Chelsea: Arrizabalaga, Azpilicueta, Rüdiger, David Luiz, Marcos Alonso, Kantè, Jorginho, Barkley (60′ Kovacic), Pedro, Morata (76′ Giroud), Willian (60′ Hazard). A disposizione: Caballero, Moses, Zappacosta, Christensen. Allenatore: Sarri.

Arsenal: Cech, Bellerìn, Mustafi, Sokratis, Monreal, Xhaka (45′ Torreira), Guendouzi, Mkhitaryan, Özil (68′ Ramsey), Iwobi (75′ Lacazette) Aubameyang. A disposizione: Leno, Elneny, Lichtsteiner, Welbeck. Allenatore: Emery

Ammoniti: Xhaka (Arsenal), Mustafi (Arsenal)

Marcatori: 9′ Pedro (Chelsea), 20′ Morata (Chelsea), 37′ Mkhitaryan (Arsenal), 41′ Iwobi (Arsenal), 81′ Marcos Alonso (Chelsea).

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