special one

La tradizione degli ultimi anni sul valzer di panchine giallorosse ha visto un alternarsi di allenatori che si definirebbero “giochisti”. Prima di Fonseca ci fu la mano di Luciano Spalletti, Eusebio Di Francesco e Luis Enrique, tutti indistintamente amanti del “bel gioco” nel palleggio e possesso palla. Il binomio tra un calcio tecnico e vincente o quantomeno efficace, riporta alla memoria del “Barone”, Nils Liedholm, che portò a Roma uno dei tre Tricolori Capitolini. Tecnico e pragmatico fu anche “Don” Fabio Capello che spesso univa alla qualità il minimo sforzo, capitalizzando il massimo nel risultato. Concreta, semplice, vincente, la Roma che auspica la piazza.

La Roma di Mourinho sarà semplice e concreta o tecnico-pragmatica?

La Roma di Mourinho sarà semplice e concreta o tecnico-pragmatica?
“Roma è una piazza difficile ma lui nelle piazze difficili si esalta. Spero per i tifosi romanisti che faccia tanto bene come ha fatto all’Inter. Non basta prendere un allenatore importante per vincere, ci vogliono anche i giocatori”. Queste le parole di Fabio Capello, esprimendo lo stupore del colpo dei Friedkin nell’ufficialità di José Mourinho. Analiticamente le scelte sono passate sempre su altri parametri rispetto a concretezza e solidità. Ma con l’avvento dello “Special One” potrebbe essere invertita la tendenza. In questo caso per la gioia degli appassionati del calcio “semplice” le percentuali di possesso palla minime ed i pochi tiri in porta, sarebbero la garanzia di molteplici e ciniche vittorie. Ma come direbbe “Don Fabio”, un certo tipo di calcio, oltre che un allenatore importante, prevede degli interpreti che sono specifici, esattamente come quelli del calcio più qualitativo che si è tentato di offrire altre volte.


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Da dove riparte José Mourinho?

“Zero Titoli”. E’ da qui che si riparte. Lo “Special One” approda nella capitale con un obbiettivo fra tutti: vincere trofei. La mourinho-mania dilaga, tra lo stupore internazionale e le domande che naturalmente vengono da porsi. L’asse José Mourinho-Tiago Pinto è già al lavoro per disegnare quella che sarà la squadra del futuro. Servono fisicità, resistenza e forza mentale, caratteristiche non proprie, ovviamente, di ogni calciatore esistente. Si parte da una buona base. Certamente le carenze manifestate durante il corso della stagione, hanno evidenziato una evidente esigenza di mercato, problematiche alle quali Tiago Pinto dovrà metter mano.

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