Una quaterna per riscattare la delusione europea. La Lazio di Simone Inzaghi raccoglie le energie residue in fondo ad una striscia di sette partite in 21 giorni e schianta un Lecce propositivo e dai chiari principi di gioco.

Rispetto alla gara di giovedì Inzaghi ripone in soffitta il turnover e si presenta con la formazione tipo per cercare di agganciare l’agognato quarto posto. Gli uomini di Liverani affidano l’attacco a Lapadula e affida nuovamente le chiavi della regia a Tachtsidis, recuperato dalla squalifica.

In avvio di gara, il copione sembra da subito molto chiaro: i padroni di casa gestiscono benissimo il match illuminati dalla classe di Correa e Luis Alberto, con Gabriel che deve fare da subito i miracoli sullo spagnolo (destro a giro deviato in angolo) e poi su Correa. Gli ospiti però non disdegnano di rispondere in contropiede e Babacar impegna seriamente Strakosha, bravo a rispondere anche ad un successivo tentativo di Tachtisidis.

Si procede con continui ribaltamenti di fronte e un quarto d’ora dalla fine del primo tempo Correa trova la zampata giusta infilando Gabriel dal limite con un secco diagonale di destro dopo splendido tocco di Luis Alberto, sempre illuminante nelle giocate.

Sembra l’episodio che può mandare gli uomini di Inzaghi in vantaggio all’intervallo, ma i salentini non ci stanno e a cinque minuti dal quarantacinquesimo trovano il pareggio con una zampata di Lapadula su azione d’angolo. L’entusiasmo della punta è incontenibile così come quello di Liverani in panchina.

Due minuti più tardi Luis Alberto si divora un rigore in movimento e Manganiello manda tutti al riposo col risultato in equilibrio. La ripresa si apre con un pericoloso colpo di testa di Luis Alberto che va poco alto sulla traversa e con una strepitosa risposta di Strakosha sulla zuccata di Babacar.

Al quarto d’ora della ripresa arriva la zampata di Milinkovic-Savic che riporta avanti la Lazio: splendido cross a giro di Acerbi, il serbo anticipa benissimo il suo diretto avversario e fredda Gabriel con la punta. Il goal invece di ammazzare gli ospiti, li galvanizza e la reazione infatti è immediata: su azione d’angolo Manganiello rileva un contatto falloso tra Savic e Mancosu e assegna il calcio di rigore.

Dal dischetto si presenta Babacar che si fa ipnotizzare da Strakosha; sulla ribattuta Lapadula insacca ma il VAR annulla perché l’attaccante leccese è entrato in area prima dell’esecuzione del rigore. E’ la mazzata che affossa definitamente gli ospiti e da alla Lazio quella tranquillità necessaria per chiudere la partita.

Al sessantesimo rigore per la Lazio per un fallo di mano di Calderoni: dal dischetto Immobile è freddissimo e vola sempre più solo in testa alla classifica dei bomber. Tre minuti più tardi Correa chiude la gara con un sinistro incrociato sul primo palo dopo splendido tocco di Immobile.

Sul quatto a uno arriva la rete dell’orgoglio degli uomini di Liverani con La Mantia che di testa insacca su perfetto cross di Petriccione. Al fischio finale esplode la festa di Inzaghi e di tutto il suo staff: la Lazio c’è. La lotta al quarto posto è più avvincente che mai.

Lazio – Lecce 4-2

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric (28′ st Bastos),Felipe, Acerbi; Lazzari, Milinkovic-Savic, Lucas (6′ st Cataldi), Luis Alberto, Lulic; Immobile, Correa (41′ st Berisha). Allenatore: Inzaghi

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello (41′ st Rispoli), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Majer (25′ st Shakhov), Tachtsidis, Petriccione; Mancosu; Lapadula, Babacar (28′ st La Mantia). Allenatore: Liverani

Arbitro: Manganiello

Marcatori: 30′, 80′ Correa, 40′ Lapadula, 62′ Milinkovic-Savic, 70′ rig. Immobile, 85′ La Mantia

Ammoniti: Mancosu, Lucas, Lapadula, Immobile, Lucioni, Shakhov

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