Jannik Sinner continua a scalare il ranking ATP. Dopo essersi aggiudicato la finale del “Masters 1000” di Miami, il diciannovenne altoatesino vola sempre più in alto. Il tennista che è stato capace di giocate incredibili, è uno dei giocatori emergenti più forti sulla piazza. Con Sinner, sono 10 gli italiani nella top 100 degli azzurri che figurano tra i più grandi.


L’attesissima sfida tra Sinner e Hurkacz


Sinner continua a scalare il ranking, a che posizione si trova?

Dopo il successo ottenuto al torneo di Miami, Jannik Sinner ha scalato la classifica di ATP. Il tennista diciannovenne, se prima era 23esimo nel mondo, ora si trova al sedicesimo posto. È un risultato a dir poco strabiliante, ma del resto se lo merita. Negli Stati Uniti ha dato prova di avere la stoffa del vero campione e il suo talento l’ha portato dritto in finale. La partita contro il tennista polacco Hurkacz non è andata come Sinner avrebbe voluto, ma tutto serve e sicuramente questa esperienza professionale è molto importante. Jannik è l’atleta del momento, così giovane ma così forte in campo che ha davvero sorpreso tutti gli appassionati. Ora testa alle prossime sfide: Monaco, Barcellona, il Foro Italico puntando poi al Roland Garros.

Sinner e la stoffa del campione

Al termine della finale di “Masters 1000”, Jannik aveva dichiarato: “A volte vinci ed a volte impari, quando hai 19 anni e giochi la finale a Miami sai che è dura ma quello che vuoi è vincere. Ero nervoso fin dall’inizio, ma volevo davvero vincere. Non è stata la mia giornata, mi congratulo con il mio avversario.

Sinceramente ero venuto qui per vincere il torneo, sapevo che non c’erano Nadal, Djokovic, Federer e Thiem, quindi era una grossa opportunità per tutti noi. Cerco di lavorare in ogni gara nel modo giusto, provo ad andare a rete, fare il mio gioco e muovere i miei avversari, ci sono sempre riuscito tranne oggi. Penso che dalla gara di oggi posso solo imparare, non riesco a commentare la gara ma è tutto nella mia testa. Ora non devo pensare alla sconfitta ma è tempo di tornare sulla terra battuta e di tornare al lavoro“.

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