Super League svizzera a rischio chiusura per coronavirus.

L’ombra dei contagi da coronavirus si allunga sulla Super League svizzera, il cui prosieguo è quantomai in dubbio. In queste ore il club dello Zurigo ha diramato un comunicato ufficiale nel quale ha dichiarato che, in seguito alla positività riscontrata al giocatore Mirlind Kryeziu, sono stati effettuati altri controlli a giocatori e staff e sono emersi nuovi positivi. In un primo momento, la società elvetica si era limitata a riportare che dai tamponi erano emersi nuovi contagi al Covid-19 che riguardavano in generale non solo i calciatori, ma anche addetti ai lavori e dipendenti. Quindi aveva ricordato che, nel pieno rispetto delle norme e delle linee guida varate dal BAG (Ufficio Federale della Sanità Pubblica) e dal dipartimento sanitario del proprio Cantone, aveva provveduto a far scattare l’isolamento domestico.

Zurigo: Kryeziu positivo al coronavirus.

In una seconda nota, invece, lo Zurigo ha specificato che i positivi al coronavirus sono in totale nove e che si tratta di sei calciatori e tre membri dello staff. Ad ogni modo, dai controlli successivi non sono stati riscontrati ulteriori contagiati. Tutti sono comunque asintomatici o presentano dei sintomi leggeri della malattia e per nulla gravi. Il presidente dello Zurigo è anche intervenuto in prima persona per difendere Kryeziu, evidenziando che il suo tesserato ha avuto fin da subito un comportamento impeccabile e responsabile, chiedendo subito di essere sottoposto al test quando ha notato la prima sintomatologia sospetta. Ovviamente, essendo nota la facile trasmissibilità del virus, non si può negare che ci siano ulteriori rischi di infezione. Infine il patron della squadra della Super League svizzera ha chiarito che in questa fase non è ancora chiaro se Kryeziu sia stato il primo a far scattare la catena dei contagi.

Coronavirus: il Belgio chiude il campionato e assegna il titolo al Club Brugge

A questo punto ci si chiede cosa ne sarà della Super League svizzera. Sull’argomento è intervenuto il presidente del Sion che non ha risparmiato toni alquanto aspri. Christian Costantin infatti ha chiesto la chiusura immediata del massimo campionato elvetico. In un’intervista rilasciata alla Blick ha ricordato che la Coppa di Svizzera è stata spostata ad agosto perché, dietro consiglio dei medici, era stato stabilito che non si potesse giocare ogni due giorni. Adesso però, a fronte dei nuovi rinvii (per adesso sono slittate le gare Zurigo-Sion e Basilea-Zurigo) si è chiesto come sarà possibile recuperare queste partite se non addirittura altre. Infatti, tenendo conto delle indicazioni dell’UEFA, i campionati nazionali si dovranno chiudere necessariamente entro il 3 agosto. Per tutti questi motivi, il patron del Sion ha invocato lo stop immediato del torneo.

Non solo Super League: anche la seconda serie svizzera è in bilico

Il coronavirus non sta creando problemi soltanto alla Super League. Infatti è notizia di poche ore fa che anche nella Challenge League (la Serie B elvetica) è stato riscontrato il primo caso di contagio da quando c’è stata la ripartenza. Il giocatore del Grasshopper, Amel Rustemoski, è risultato positivo al Covid-19 e già da qualche giorno si trova in isolamento volontario perché si era insospettito in seguito all’emergere di alcuni sintomi influenzali.

Grasshopper: un giocatore è positivo al Covid-19.

La società ha fatto partire subito controlli e tamponi per calciatori e staff, nonostante pare che il centrocampista non sia venuto a contatto con altre persone da quando si è accorto di avere dei lievi sintomi. Ovviamente, è stata immediatamante sospesa la sfida di campionato tra Grasshopper e Wil. Anche in questo caso, però, ci si chiede se sarà o meno il caso di lasciar proseguire la competizione, oppure se per questioni di sicurezza e tutela della salute non sia meglio fermare definitivamente la stagione agonistica.

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