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Secondo giorno di test a Jerez per il mondiale SBK, e la Kawasaki è al centro dell’attenzione. Non solo perché è la campionessa in carica, ma perché svela la sua nuova arma. Contrariamente a ciò che ci aspettavamo, la casa di Akashi non ha aspettato la presentazione del modello di serie (che avverrà lunedì prossimo) per mostrare al pubblico (si fa per dire, il test è a porte chiuse) la nuova ZX-10RR. La moto percorre oggi i suoi primi giri di pista, con Jonathan Rea e Alex Lowes. Il responso sembra già interessante.

Tes Jerez, com’è la nuova Kawasaki?

In attesa di scoprire la scheda tecnica completa, possiamo già dare qualche indicazione interessante sulla nuova verdona.

La prima cosa che salta all’occhio è il nuovo cupolino, che ha un profilo molto appuntito. In parte s’ispira alle forme della H2R, la belva da pista sovralimentata che Kawasaki ha lanciato cinque anni fa (e tutt’ora in vendita). Il resto dell’estetica, dalla carena al codone, è molto simile al modello precedente.

Ciò lascia intuire che la nuova Ninja sia un’evoluzione, più che una rivoluzione. Telaio e ciclistica sono quasi identici al modello attuale: gli ingegneri hanno preferito non stravolgere l’equilibrio che hanno fatto della Ninja una moto vincente.

Il sound della nuova Kawasaki ZX-10RR.

Il pezzo forte della nuova “Kawa” è il motore, riveduto e corretto rispetto al modello precedente. Rea ha chiesto più potenza, per fronteggiare ad armi pari la Ducati Panigale V4R. I giapponesi lo hanno accontentato, o perlomeno ci provano. La nuova ZX-10RR promette di avere più CV e coppia in basso, ma paga ancora 900 giri rispetto alla rossa bolognese. Basterà per mantenere il primato?

Il cupolino non ha solo vezzi estetici. Ai lati dei nuovi fari, molto accattivanti, spuntano due feritoie che fungono da alette. Anche la Ninja si dà all’aerodinamica spinta, una via tracciata da Ducati e che ha fatto proseliti in casa Honda e BMW.

Fin qui, vi abbiamo descritto com’è la moto. Ma come va?

La cronaca dei test

Il primo responso della pista è buono, anzi, eccellente. Rea infatti conclude il secondo e ultimo giorno di prove spagnole con il miglior tempo. Non solo batte il crono di ieri di Garrett Gerloff, ma si concede anche il lusso di precedere Stefan Bradl…che guida una MotoGP.

Rea passa gran parte del turno a fare prove comparative. Gira con la moto vecchia per poi salire sulla nuova, e viceversa. Il miglior tempo l’ottiene con il pacchetto 2021, negli ultimi 15 minuti di sessione. E’ ancora presto per dire se la Kawa dell’anno prossimo è un’arma letale, ma le premesse sono buone. Come si dice in questi casi, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Prova comparativa anche per Alex Lowes, il quale però usa la moto 2021 solo nel pomeriggo. L’inglese ha il terzo tempo tra le superbike, battuto anche da un Toprak Razgatlioglu decisamente brillante. Il turco di casa Yamaha è a meno di un decimo da Rea.

Gerloff è quarto di classifica, dopo aver dominato la sessione di ieri. Seguono Leon Haslam e Andrea Locatelli, il quale ha fatto un discreto passo avanti. Il “Loka” ha abbandonato la zona dei rookies, anche se gli mancano ancora 1.5 secondi per acciuffare Rea. Va invece male Alvaro Bautista, lontano quasi due secondi dalla vetta. Lo spagnolo di casa Honda risulta più lento di Lucas Mahias, primo degli indipendenti. Il francese guida una Kawasaki 2020 gestita dal team di Manuel Puccetti.

Dietro a Bautista conclude Kohta Nozane, alla sua seconda uscita al di fuori del Giappone. L’ex allievo di Norifumi Abe percorre giri su giri, cercando soprattutto di familiarizzare con il metodo “europeo”. Isaac Vinales e Loris Cresson chiudono la classifica di giornata.

Arrivederci al 2021.

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