Biligha con la maglia donatagli da Koulibaly.

Un gesto di stima e ammirazione verso un atleta come lui, ma soprattutto nei confronti del dottore in scienze agrarie e di quello che vuole essere il suo impegno per l’Africa. È questo, in sintesi, il motivo che ha spinto Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, a donare la sua maglia azzurra numero 26 al cestista dell’Olimpia Milano Paul Biligha. La casacca porta l’autografo del calciatore e una dedica a «Doc Paul», proprio a significare quanto il calciatore senegalese approvi i progetti futuri del collega.

Qualche mese fa, dopo essersi laureato, Biligha ha affermato che ha intenzione in futuro di lavorare in Africa per lanciare una serie di progetti volti a combattere la scarsità di approvvigionamenti nel continente, rilanciando il settore delle energie rinnovabili che, per mancanza di risorse, viene costantemente trascurato dai vari Paesi africani con conseguenti danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Dunque, una volta conclusa la sua esperienza sportiva nel mondo del basket, vorrebbe trasferirsi in Camerun per attuare dei piani seri e concreti per migliorare la vita delle persone in difficoltà.

Koulibaly, difensore del Napoli.

Koulibaly ha sposato fin da subito la causa di Paul Biligha (italiano e perugino a tutti gli effetti con genitori camerunensi) e tra di loro è nata una bella e sincera amicizia. Dopo aver ricevuto la maglia del difensore del Napoli, il cestista ha provveduto a ricambiare con la sua canotta e ha ringraziato il difensore per il bel gesto, dicendo che non se l’aspettava. Quindi ha sottolineato: «Anche io dico no al razzismo».

Biligha: la laurea in scienze agrarie per aiutare l’Africa

Paul Biligha ha conseguito la laurea in scienze agrarie durante il periodo di lockdown introdotto per contrastare l’epidemia di coronavirus. Nel mese di maggio ha rilasciato un’intervista a SportWeek (allegato della Gazzetta dello Sport) nella quale, tra le altre cose, si è soffermato proprio sui motivi che l’hanno spinto a studiare e a scegliere questa facoltà.

Energie rinnovabili: come risparmiare mezzo trilione di dollari

L’atleta ha spiegato di aver presentato una tesi sulle energie rinnovabili nell’Africa sub-sahariana. La sua è stata una scelta ben precisa perché, anche se italiano, i suoi genitori sono del Camerun e lui ha a cuore il bene della terra di cui è originario. Secondo il neo-laureato, il futuro e la crescita dell’Africa dipendono molto anche dall’introduzione delle rinnovabili. Al momento, infatti, per produrre ad esempio elettricità si abbattono alberi, si brucia una grande quantità di legna e si usano bombole al gas propano. Queste attività non solo vanno ad incrementare l’inquinamento, ma mettono a rischio la vita delle persone sottoposte ai pericoli legati ad eventuali esplosioni o devastanti incendi.

Paul Biligha si è laureato in scienze agrarie.

Biligha ha quindi aggiunto che per adesso si ricorre solo alle turbine di acqua per avere energia rinnovabile, ma siccome le risorse idriche scarseggiano in Africa, per evitare di sprecarne le riserve in molte città si taglia la luce ogni giorno e per alcune ore. In base ai suoi studi, l’atleta ritiene che sia necessario sfruttare il vento, il sole e l’energia geotermica per costruire gli edifici. Solo in questo modo la situazione potrebbe migliorare e lui al termine della sua carriera nel basket è pronto ad impegnarsi in prima persona trasferendosi in Camerun ma, avvisa: «Non è una cosa che si improvvisa, ci vuole un progetto dietro».

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