E’ un Parma versione anni ’90, la citta’ gia’ sogna.

La seconda sosta del campionato per lasciare spazio agli impegni delle varie nazionali permetterà ad ognuna delle venti squadre della massima serie di tracciare un primo bilancio della stagione. Andando a leggere quella che è la classifica, al nono posto con 17 punti conquistati troviamo il neopromosso Parma di Roberto D’Aversa la cui partenza ha stupito molti degli addetti ai lavori. La squadra gialloblu tornava in massima serie dopo il fallimento del 2015 con conseguente ripartenza dalla serie D e le  successive tre promozioni conquistate in tre anni. L’obiettivo era, come per qualsiasi neopromossa, quello di ottenere la salvezza. Il direttore sportivo Daniele Faggiano, conscio dell’obiettivo salvezza, inizialmente  ha operato in sede di mercato per consegnare a D’Aversa una squadra con il giusto mix di esperienza e gioventù per ottenere l’obiettivo prefissato. Tra i colpi più importanti di inizio mercato ci sono stati il ritorno dell’eterno Massimo Gobbi, l’arrivo dello svincolato Bruno Alves dal QPR e di Luca Rigoni dal Genoa sempre a parametro zero. A questi si sono aggiunti giovani interessanti come Jacopo Dezi, Amato Ciciretti e Leo Stulac prelevato dal Venezia dopo una stagione da protagonista in serie B con i lagunari di Filippo Inzaghi. I veri capolavori di Faggiano sono stati però quelli realizzati sulla sirena del calciomercato che ha visto gli arrivi nella città ducale di Roberto Inglese (in prestito dal Napoli insieme ad Alberto Grassi) e di Gervinho a parametro zero, oltre al ritorno del figliol prodigo Jonathan Biabiany. I ducali hanno quindi iniziato la stagione sulle ali dell’entusiasmo sospinti da una delle tifoserie più calde d’Italia che sta ritornando a vedere la luce dopo anni di purgatorio.

I 17 punti conquistati finora in 12 giornate sono frutto di 5 vittorie, di cui due in casa contro Cagliari ed Empoli e tre in trasferta rispettivamente a San Siro contro l’Inter, al Ferraris contro il Genoa e l’ultima allo stadio olimpico “Grande Torino”; due pareggi e cinque sconfitte. Un ruolino di marcia che ha portato il Parma al ridosso della zona Europa League. Il calcio veloce progettato da D’Aversa per la sua squadra sta dimostrando di poter far male a molte difese della serie A, il gioco del Parma si basa infatti su un 4-3-3 che sfrutta la velocità supersonica di Gervinho da una parte e la rapidità di Di Gaudio dall’altra per innescare il bomber Inglese. A centrocampo il regista è Stulac con ai suoi lati gli incursori Barillà, Grassi e Rigoni. La difesa è guidata dall’esperto Bruno Alves alla sua seconda esperienza in Italia dopo l’anno trascorso a Cagliari, in porta c’è Luigi Sepe che con le sue prestazioni sopra la media si sta dimostrando uno dei principali artefici di questo avvio sorprendente dei ducali.  ‘

Alla luce di questi risultati si prospetta per il Parma una salvezza tranquilla e, se si manterrà una media punti simile a questa, magari potrà anche  lottare fino alla fine per guadagnarsi un posto nella parte sinistra della classifica che sarebbe miracoloso alla luce di quanto ci si aspettava ad inizio anno.

Roberto D’Aversa per ora non vuole sentire parlare di obiettivi diversi da quello salvezza dichiarando lui stesso nella conferenza post Torino “siamo a +10 dalla terzultima” e considerando la salvezza tranquilla come “ciliegina sulla torta”, rimandando alla società per qualsiasi altro discorso. Un Parma che sempre secondo l’allenatore dovrà “continuare ad avere fame di vittorie e non sentirsi appagato”, se vorrà continuare su questa strada e candidarsi ad essere la sorpresa definitiva della Serie A 2018-2019.

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