Giulia Nicastro
Giulia Nicastro: Credit on Twitter

Continua a tenere banco il caso Giulia Nicastro: il giovane arbitro donna fu vittima di insulti sessisti durante un match giovanile. Ragazzino squalificato per un anno, ma la FIGC vuole il pugno duro

Lo scorso pomeriggio è arrivata la sentenza definitiva sul caso riguardante l’arbitro donna Giulia Nicastro. Il giovane fischietto veneto fu infatti vittima di continui epiteti sessisti durante un match di Giovanissimi regionali.

L’increscioso momento è avvenuto lo scorso 22 Maggio a Mestre. In quell’occasione mentre Giulia Nicastro arbitrava, si è dovuta sorbire da molti ragazzini in campo continui insulti. Il gesto eclatante che ha fatto scattare la segnalazione è stato quello di un 14enne del Treporti – squadra di casa – che nel corso della partita, abbassandosi i pantaloncini, ha iniziato ad inveire contro il direttore di gara.

Immediatamente il ragazzo ha visto sventolare al suo indirizzo il cartellino rosso.

Al termine del match, Giulia Nicastro ha messo a referto il triste accaduto, chiedendo aiuto ai piani alti della Lega Dilettanti del Veneto.

La sentenza definitiva è arrivata poche ore fa: il giovane calciatore del Treporti Calcio viene squalificato per un anno dalle competizioni. Tuttavia per il ragazzo c’è la possibilità di veder dimezzata la pena, se accetterà di sottoporsi a un percorso rieducativo con l’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Cavallino-Treporti.

Questa la decisione definitiva della Lega del Veneto dopo i gravi insulti sessisti riservati all’arbitro Giulia Nicastro, la quale è rimasta molto scossa per l’accaduto.

Tuttavia la squalifica non rende tutti contenti: sia il sindaco del comune di Treporti che la FIGC chiedevano il pugno di ferro.

Il primo cittadino del comune veneto, invece del percorso rieducativo, chiedeva che il ragazzo per un lungo periodo svolgesse lavori socialmente utili. Intanto il Comune ha invitato la stessa Giulia Nicastro a far ritorno in paese per le scuse ufficiali.

Come riportato dall’agenzia ANSA, sulla questione si è espresso anche il numero uno della Federcalcio in persona. Infatti Gabriele Gravina considera la squalifica troppo ‘blanda’, per un episodio così grave che non dovrebbe mai capitare non solo in un campo di calcio, ma nell’intera quotidianità.

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