Come è strano il calcio. E quanto per questo è meravigliosamente affascinante. Dieci giorni fa Gattuso e i suoi uomini si leccavano le ferite per la sconfitta col Betis in Europa League al termine di una prestazione orrenda e Leonardo e Maldini scrutavano pensierosi l’ultimo bullone che sorreggeva la traballante panchina del tecnico calabrese. Stasera, 10 giorni e 9 punti dopo, ci si chiede dove possa arrivare questo Milan, lanciatissimo nella rincorsa ad Inter e Napoli e saldamente quarto a braccetto con la Lazio di Inzaghi. Eppure la partita non si presentava alla vigilia come una classica passeggiata di salute, vuoi per un campo, quello di Udine, storicamente e tradizionalmente ostico per i rossoneri, vuoi soprattutto per la miriade di assenze che avevano falcidiato la rosa di Gattuso nell’ultima settimana.

Proprio per questo, il Milan si presenta al fischio d’inizio dell’arbitro Di Bello con un abbottonato 4-4-2, dove in difesa Zapata rileva Musacchio e Abate sostituisce l’infortunato Calabria, mentre a centrocampo la coppia Kessiè-Bakayoko ha il duplice compito di schermare la fisicità del centrocampo friuliano (Fofana il migliore dei suoi) ed innescare, con l’assistenza dei due esterni Suso e Laxalt, il tandem Higuain-Cutrone, per la terza volta consecutiva titolari dall’inizio. La prima mezz’ora è di marca Udinese, fatta eccezione per un’incursione di Suso il cui tiro a giro finisce fuori di un soffio. Il 3-4-1-2 disegnato dallo spagnolo Velazquez da fastidio alle due linee da 4 milaniste, con De Paul che galleggia alle spalle del centrocampo rossonero cercando di innescare Pussetto e Lasagna. È proprio di quest’ultimo la migliore occasione del primo tempo, con una girata di sinistro da dentro l’area di rigore che lambisce il palo alla sinistra di Donnarumma. Il Milan, che intanto alla mezz’ora ha perso Higuain (ginocchiata alla schiena di Mandragora) sostituendolo con Castillejo, fatica a rifornire l’attacco, ed è solo su una palla recuperata a centrocampo da Laxalt e servita in profondità a Cutrone che si rende pericoloso: il sinistro in corsa dell’italiano però viene disinnescato agilmente da Musso.

Si va quindi al riposo sullo 0-0, la ripresa è invece un monologo degli uomini di Gattuso che si piantano stabilmente nella metà campo avversaria alla ricerca del goal del vantaggio. Prima Castillejo, tiro dal limite parato con miracolo da Musso, e poi Suso, rigore in movimento calciato alle stelle dopo ottima incursione dell’ex Villareal, però non riescono a concretizzare l’enorme mole di gioco di Kessiè e compagni. Quando poi il fortino eretto dal tecnico spagnolo sembra reggere fino alla fine, nei minuti di recupero cambia completamente il copione della partita: al 95’ arriva l’espulsione di Nuytinck per uno sgambetto su Castillejo e poi 2 minuti più tardi, al tramonto della partita, arriva l’episodio che decide il match: grande palla recuperata da Romagnoli a centrocampo su Opoku, passaggio in profondità per Cutrone che dopo aver difeso palla la mette in mezzo per Suso; doppio scambio tra lo spagnolo e il capitano rossonero che infine dopo aver controllato scarica un terrificante sinistro alle spalle del numero 1 friuliano. Gioia e tripudio. Rabbia e frustrazione. E “zona” Romagnoli. Per un Milan sempre più in alto verso il sogno Champions.

TABELLINO

UDINESE – MILAN 0-1

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Suso, Kessié, Bakayoko, Laxalt (73′ Borini); Cutrone, Higuain (35′ Castillejo)

Allenatore: Gattuso

UDINESE (3-5-2): Musso; Opoku, Ekong, Samir; Avest (84′ Nuytinck), Pussetto (84′ Balic), Mandragora, Fofana, Larsen; Lasagna, De Paul (90′ D’Alessandro)

Allenatore: Velásquez

Marcatori: 97′ Romagnoli

Arbitro: Di Bello

Ammoniti: Samir, Kessié, Ekong, Zapata, Pussetto, Romagnoli

Espulsi: Nuytinck



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