By Michael Barera, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=79583056

Le ultime novità sul mercato piloti della IndyCar 2020, a meno di quattro mesi di distanza dall’inizio della nuova stagione.

Da dove eravamo rimasti l’ultima volta, sono avvenuti diversi colpi di scena nelle ultime settimane. Il primo, clamoroso ma forse non del tutto inatteso, è stato l’appiedamento di James Hinchcliffe dal team Schmidt Peterson. La scuderia appoggiata dalla McLaren ha difatti annunciato la separazione dal pilota canadese, per puntare sulla coppia di giovanissimi Oliver Askew e Patricio O’Ward (appena fuoriuscito dal Red Bull Junior Team). Per quanto riguarda Hinchcliffe, il suo appiedamento sembra essere legato alla sua sponsorizzazione della filiale canadese della Honda, incompatibile con la fornitura dei motori Chevrolet. Hinch, dunque, dovrà trovarsi una nuova sistemazione in un team con propulsori giapponesi.

Una possibilità potrebbe essere il Dale Coyne Racing, il quale ha annunciato la partenza di Sebastien Bourdais. Una notizia, questa, ancora più clamorosa di quella di Hinchcliffe. Il pilota di Le Mans, infatti, sembrava sicuro del suo posto ma il ritiro di uno degli sponsor ha compromesso tutto. Nel 2020, Bourdais lascerà l’IndyCar per trasferirsi nella serie di durata IMSA, al volante di un prototipo Cadillac.

Per quanto riguarda il secondo sedile di Coyne, il nome non è ancora stato confermato, ma il team sta lavorando per riconfermare Santino Ferrucci.

Altri movimenti del mercato IndyCar 2020 riguardano i team di Foyt e Carpenter. Il veterano AJ ha confermato Tony Kanaan, alla sua ultima stagione di gare, ma deve cercare un secondo pilota. Non c’è più posto per Matheus Leist, e serve un sostituto che porti in dote dei soldi. Hinchcliffe potrebbe essere un candidato per quel sedile.

Sempre per ragioni di sponsor, Ed Carpenter ha appiedato Spencer Pigot per sostituirlo con Rinus Veekay, olandese della Indy Lights. Serve un altro pilota che si alterni con il titolare, che corre solo sugli ovali. C’è chi continua a fantasticare su Nico Hulkenberg, nonostante Carpenter lo abbia smentito in tutte le lingue. Più probabile che si punti su Conor Daly, già edito della categoria.

Michael Shank debutta a tempo pieno con Jack Harvey, mentre Dragonspeed si accontenta di un programma part time con Ben Hanley. L’obiettivo è di correre full time in futuro, ma questo potrebbe richiedere la rinuncia all’European Le Mans Series.

Trevor Carlin, infine, non ha ancora comunicato il suo programma per la prossima stagione. Servono soldi per allestire la squadra, e mancano ancora i piloti. Con Max Chilton che ha chiuso con gli ovali e Charlie Kimball che non ha il becco di un quattrino, il futuro della scuderia inglese è tutt’altro che certo. Le alternative non mancherebbero, ma tra i piloti esclusi nessuno ha un supporto economico adeguato. E senza i soldi, non si corre da nessuna parte.

Confermata, infine, la presenza di Fernando Alonso per la 500 miglia di Indianapolis. L’asturiano potrebbe tornare con McLaren, oppure legarsi all’Andretti Autosport.

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