Scrivere qualcosa in questo momento è veramente difficile, ma come si dice in questi casi, the show must go on. Kobe Bryant, è stata ed è tuttora un’icona sportiva, di quelle che anche se non se segui assiduamente il basket ti entra nel cuore e nella testa. Kobe, per molti Black Mamba, nome attribuitosi da solo dopo aver visto Kill Bill: Volume 2. Il numero 24 dei Lakers ha trovato molte somiglianze sul modo di agire del serpente rispetto al suo modo di giocare, decidendo così di farlo diventare il proprio soprannome.

Kobe Bryant: Il mondo della musica lo saluta

La morte di Kobe ha lasciato un segno indelebile per tutti i suoi avversari e compagni in NBA, non è mancata grande commozione e frasi importanti per lui. Alcuni di lui ricordano i suoi punti, le sue bombe, ma la cosa che più di tutti la gente ricorda di lui è il non mollare mai, lo spirito di sacrificio. Alla veneranda età di 35 anni si ruppe il tendine d’Achille, molti si sarebbero fermati, invece lui no, si allenò fino alla morte per tornare in campo ed omaggiare i propri tifosi con le sue giocate.

Nell’incidente ci ha lasciato anche sua figlia, Gianna Maria Bryant, talento del basket femminile, che stava entrando a piccoli passi in questo mondo. I due legati dalla passione per lo stesso sport, infatti quando gli posero la domanda se gli mancasse avere un figlio maschio che portasse avanti la sua dinastia nel basket, la sua risposta fu: “Mi hanno chiesto più volte se, avendo quattro figlie femmine, desiderassi un figlio maschio che potesse portare avanti la mia eredita. Ma io ho la mia Gigi che lo farà”.

Allenamento di Kobe con la figlia Gigi

Il Legame di Kobe Bryant con l’Italia

Non è noto a tutti ma Kobe Bryant sapeva l’italiano alla perfezione, ciò è dovuto dal fatto che ha vissuto in Italia dall’età di 6 fino ai 13 anni, dato che suo padre, cestista anche lui per alcuni anni ha giocato in Italia, tra le squadre in cui ha giocato ci sono state: Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Proprio quest’ultima è la squadra a cui il Mamba è stato maggiormente legato, in cui aveva ancora qualche amico che sentiva sporadicamente.

A voi la sua intervista a Sport italia, in cui parla un italiano impressionate, se pensiamo che è stato in Italia solamente 7 anni.

Intervista in Italiano di Kobe Bryant

Frase Iconica

“Se non credi in te stesso, chi ci crederà?“

Lettera d’addio al Basket

“Caro Basket,
sin dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzettoni di mio papà e a immaginare canestri decisivi per la vittoria al Great Western Forum, mi è subito stata chiara una cosa: mi ero innamorato di te.

Un amore così grande che ti ho dato tutto me stesso.

Come un bimbo di sei anni, innamorato, non ho mai visto la luce in fondo al tunnel.

Mi vedevo soltanto correre, e così ho corso. Su e giù per ogni campo, rincorrendo ogni pallone per te. Mi hai chiesto il massimo sforzo, così ti ho dato il mio cuore.

Ho giocato quando ero stanco e affaticato, non perché fossero state le sfide a chiamarmi, ma perché TU mi hai chiamato. Ho fatto qualsiasi cosa per TE, perché così fanno le persone quando qualcuno le fa sentire vive (come hai fatto tu con me).

Hai dato a un bimbo di sei anni il sogno di essere un giocatore dei Lakers e ti amerò sempre per questo. Ma non posso amarti in modo ossessivo per molto tempo ancora. Questa stagione è tutto quel che mi rimane da darti.

Il mio cuore può reggere il peso, anche la mia mente, ma il mio corpo sa che è giunto il momento di salutarci. Ma va bene così.

Sono pronto a lasciarti andare. Volevo che tu lo sapessi, così potremo assaporare meglio ogni momento che ci rimarrà da gustare insieme.
Le cose belle e quelle brutte. Ci siamo dati l’un l’altro tutto. Ed entrambi sappiamo che, qualsiasi cosa farò, sarò sempre quel bambino con i calzettoni, il cestino della spazzatura nell’angolo e 5 secondi ancora sul cronometro, palla in mano.

5… 4… 3… 2… 1.

Ti amerò sempre.

Tuo Kobe

Chi di noi almeno una volta al campetto, a scuola, in palestra, ha tirato la sua famosa bomba (tiro da tre punti) gridando il suo nome, be adesso nel farlo verrà un po’ il magone, ma continuando a farlo lo si ricorderà per sempre.

Ieri non ci ha lasciato Kobe Bryant cestista, ci ha lasciato Kobe Bryant uomo, padre di famiglia, mentore per i propri compagni e discepoli.

Ci mancherai Kobe, insegna agli angeli a schiacciare come solo tu sapevi fare.

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