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Immagini dal canale Youtube ufficiale della NASCAR

Buongiorno, e benvenuti al nostro consueto appuntamento con le notizie della settimana dal mondo NASCAR. Siamo ad agosto, un mese che risulterà decisivo per decidere chi continuerà a lottare per il titolo.

Non dimenticate l’appuntamento con le gare. Qui di sotto, vi riproponiamo quella di domenica scorsa.


La prima delle notizie della settimana: l’ultimo calendario NASCAR

La NASCAR ha pubblicato la tranche finale del calendario 2020, con le tappe che vanno da settembre a novembre. Rispetto alle gare estive, questa parte del calendario riporta un pizzico di normalità. Non ci sono prove infrasettimanali (che tra l’altro hanno deluso in termini di ascolti TV) né doubleheaders.

Il mese di settembre parte con Darlington, alla sua terza gara quest’anno. Si torna a Richmond (la cui gara primaverile è stata cancellata), Bristol, Las Vegas e Kansas. Il campionato si concluderà relativamente presto, l’8 novembre, a Phoenix.

La gara di Darlington aprirà i Playoff della Cup Series.

Porte aperte, porte chiuse

Cominciamo parlando degli spettatori. La pandemia ha imposto di svuotare le tribune, ma la NASCAR non vuole rinunciare a riaccogliere i fan, almeno per le occasioni speciali. Per la doppia gara di Dover, ad esempio, avevano chiesto la disponibilità per 20 mila spettatori, tuttavia lo stato del Delaware non ha dato il nulla osta. Via libera invece per Darlington, il cui evento di settembre è stato inserito nell’elenco delle manifestazioni autorizzate ad ospitare più 350 persone. La 400 miglia del South Carolina, che aprirà i Playoff, non potrà riempire più di 8000 posti.

La NASCAR continua a dialogare con le autorità dei singoli stati, per monitorare la situazione.

Erik Jones appiedato

Passiamo ora alle notizie di mercato. La bomba clamorosa di questa settimana è la decisione del Joe Gibbs Racing di non confermare Erik Jones. Il pilota del Michigan, che quest’anno guida la Toyota numero 20, dovrà cercarsi un’altra sistemazione.

Il team non ha spiegato le ragioni di questa scelta, ma si presume che sia una questione di risultati. Da quando ha preso il posto di Matt Kenseth sulla numero 20, Jones ha raccolto solo due vittorie (tre se contiamo la gara spettacolo di Daytona di quest’anno), e non è mai andato oltre la prima fase dei Playoff. Non ha fatto quel salto di qualità che si aspettava.

Ieri il team Gibbs ha annunciato il sostituto di Jones. Sarà Christopher Bell, attualmente pilota del Levine Family Racing, team che di recente è stato messo in vendita.

Tornando a Jones, le opzioni per il 2021 sono limitate. L’ipotesi più logica è che vada a prendere il posto di Jimmie Johnson alla Hendrick Motorsports, ma bisogna vedere se il team della Chevrolet non decida di passare da quattro a tre vetture. In quel caso, sulla numero 48 salirebbe Alex Bowman.

Debutto a Daytona (stradale)

Per la prima volta nella sua storia, la NASCAR correrà sulla variante stradale del Daytona International Speedway. La configurazione del tracciato è identica a quella della 24 ore endurance, con l’aggiunta di una chicane dopo curva 4 dell’ovale, per ridurre le velocità. La variante disporrà anche di un’impianto d’illuminazione mobile, in modo da poter correre fino a sera.

Lo stradale di Daytona prende il posto di Watkins Glen, costretta a rinunciare causa pandemia.

La entry list delle tre classi vedono apparire alcuni nomi interessanti del road racing. Avevamo già parlato settimana scorsa di Earl Bamber, pilota ufficiale Porsche, che debutta nella XFinity con il team di Richard Childress. Nella Truck Series approda Alex Tagliani. L’ex pilota Indycar correrà con il Kyle Busch Motorsports. Nella Cup, infine, ritorna in pista Brendan Gaughan, alla sua ultima apparizione prima del ritiro definitivo.

Ultima delle notizie della settimana: NASCAR in Indycar

Concludiamo parlando della 500 miglia di Indianapolis, che si correrà il prossimo 23 agosto. Cosa c’entra con la NASCAR? Domanda legittima, ma in questo caso la risposta è affermativa. Infatti, alcuni pezzi del mondo NASCAR faranno capolino nella corsa più importante della IndyCar.

Il primo pezzo, e anche grosso, è Cole Pearn. L’ex capotecnico di Martin Truex jr, con cui ha vinto il titolo Cup nel 2017, entrerà a far parte della squadra d’ingegneri del team di Ed Carpenter. Pearn, di nazionalità canadese, si era ritirato dalle corse alla fine del 2019, per stare più vicino alla famiglia. Oggi gestisce una stazione sciistica.

L’altro pezzo è il Rick Ware Racing. La piccola scuderia della Cup Series ha annunciato la partnership tecnica con il Dale Coyne Racing, per schierare una Dallara a motore Honda. Nell’operazione è coinvolta anche la famiglia del compianto Jonathan Byrd, la cui scuderia ha una lunga storia a Indianapolis, con piloti del calibro di Arie Luyendyk.

L’onore di tenere il volante nella 104esima edizione della Indy 500 sarà James Davison, pilota australiano che ha corso con Ware nelle ultre tre gare della Cup Series.

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