9 partite nella notte NBA: i Thunder, trascinati da Paul George, battono i Lakers a Los Angeles. Philadelphia supera di misura i Phoenix Suns, mentre Boston torna alla vittoria, battendo Minnesota

CLEVELAND CAVALIERS-MIAMI HEAT 92-117

ALEC BURKS E JOSH RICHARDSON

Successo prezioso per i Miami Heat sul campo dei Cleveland Cavaliers. Trascinati dai 28 punti di Josh Richardson, gli Heat battono nettamente i padroni di casa, in un match mai davvero in discussione, se non nel 1° quarto. Con questo successo, Miami consolida la propria posizione nella Eastern Conference (ora gli Heat sono sesti dietro ai Boston Celtics)

WASHINGTON WIZARDS-ATLANTA HAWKS 114-98

BRADLEY BEAL

Vittoria interna dei Washington Wizards sugli Atlanta Hawks. Grande prestazione offensiva dei Wizards (tutti i giocatori del quintetto base vanno in doppia cifra), al contrario di Atlanta, che si affida principalmente alle giocate di Alex Len e Josh Collins (24 e 11 rimbalzi per il primo, 21 punti per il secondo). Il match, equilibrato per gran parte del tempo, viene deciso nel 4° quarto, quando i Wizards scavano il solco definitivo, facendo registrare un 26-14 (con un Bradley Beal che segna 11 punti in 8 minuti), portando a casa la vittoria numero 15 e tenendo in vita le proprie speranze di raggiungere i playoff

CHARLOTTE HORNETS-DALLA MAVERICKS 84-122

LUKA DONCIC

Successo netto dei Dallas Mavericks sul campo dei Charlotte Hornets. In una partita mai davvero in discussione, i texani mostrano subito i muscoli segnando ben 42 punti nei primi 12 minuti (Dennis Smith Jr segna 10 punti in 7 minuti). E la superiorità dei texani è dimostrata anche dagli score fatti segnare a fine partita da molte seconde linee (i 18 punti di Dennis Smith, i 15 di Dwight Powell, gli 11 di Wesley Smith). Non ci sono note liete per gli Hornets, e nemmeno per la stella Kemba Walker, che segna solo 11 punti. Charlotte che ora si vede superata da Miami nella lotta playoff. Per Dallas una buona iniezione di fiducia dopo la sconfitta contro i Thunder

BROOKLYN NETS-NEW ORLEANS PELICANS 126-121

D’ANGELO RUSSELL

Sfida combattuta al Barclays Center di New York tra i Brooklyn Nets e i New Orleans Pelicans, ai quali non riesce la rimonta dopo un primo tempo in cui sono i bianconeri a fare la partita. Non basta la prestazione monstre di Anthony Davis (34 punti e 26 rimbalzi), né i quasi 70 punti del terzetto Holiday-Randel-Payton ai Pelicans per ottenere la vittoria. Per i Nets, oltre al già citato Russell, buona prestazione anche di Joe Harris (21 punti) e Jarrett Allen (10 punti e 11 rimbalzi)

CHICAGO BULLS-ORLANDO MAGIC 84-112

NIKOLA VUCEVIC

Netta affermazione degli Orlando Magic a Chicago, sul campo dei Bulls. Già nel 1° quarto infatti, la squadra ospite doppia lo score degli avversari (32-16) e mette in discesa la partita per Orlando. Ancora protagonista Nikola Vucevic (per lui 22 punti e 12 rimbalzi) ma non manca l’apporto decisivo di un giocatore come Aaron Gordon (18 punti, 9 assist e 8 rimbalzi). Male i Bulls, soprattutto nei suoi uomini migliori (solo 14 punti per Markkanen, 16 per Zach Lavine, mentre Wendell Carter viene spedito in panchina per punizione da coach Jim Boylen)

BOSTON CELTICS-MINNESOTA TIMBERWOLVES 115-102

GORDON HAYWARD

Tornano alla vittoria i Boston Celtics dopo la sconfitta esterna contro i San Antonio Spurs, e lo fanno trascinati da un sorprendente Gordon Hayward (per lui 35 punti) che si prendere in mano la squadra orfana di Kyrie Irving (rimasto fuori per l’infortunio all’occhio patito contro gli Spurs dopo un contatto a rimbalzo con Marco Belinelli). Minnesota può consolarsi con l’ennesima grande prestazione di Karl Anthony Towns (28 punti e 12 rimbalzi) e per la vena realizzativa di Andrew Wiggins (31 punti)

MEMPHIS GRIZZLIES-DETROIT PISTONS 94-101

BLAKE GRIFFIN

Pesante tonfo interno per i Memphis Grizzlies in chiave playoff. I padroni di casa, reduci da 2 sconfitte consecutive, perdono anche contro Detroit, e si allontanano dalle zone nobili della classifica. Se nel 1° quarto le due squadre si equivalgono, e nel secondo Memphis sembra poter prendere il sopravvento, nel terzo periodo la situazione si capovolge: grazie ad un parziale di 21-12, Detroit si riporta in testa, e nell’ultimo quarto consolida il vantaggio, assicurandosi la vittoria. Protagonisti del match Blake Griffin, che mette a referto 28 punti, e Andre Drummond (10 punti e 11 rimbalzi), che con le loro prestazioni rendono ininfluente la doppia doppia di Jaren Jackson dei Grizzlies (26 punti e 10 rimbalzi)

PHOENIX SUNS-PHILADELPHIA 76ERS 127-132

JOEL EMBIID

Partita dai due volti quella tra gli ultimissimi della Western Conference, i Phoenix Suns (ora 9 vittorie e 30 sconfitte) e i quarti della Eastern Conference, i Philadelphia 76ers. Tutto sembra andare come da copione, con i Sixers che legittimano la loro supremazia con due primi quarti notevoli (44-32 il 1°, 28-17 il secondo), e con Joel Embiid che piazza 30 punti in 16 minuti). Ma nel secondo tempo i Soli di Poenix sono un’altra squadra: spinti da un super Devin Booker (15 punti nel secondo tempo) e dal trio Jackson-Holmes-Ayton, i Suns tornano in partita, e alla fine sfiorano l’impresa fermandosi però a -5 dai Sixers. A placare la rimonta dei padroni di casa ci pensa Ben Simmons, autore di 15 punti nel secondo quarto, e lo stesso Joel Embiid che piazza altri 10 punti. A nulla, se non all’onore, servono i 37 punti di Booker o la doppia doppia del rookie DeAndre Ayton, anche perché dall’altro lato del campo c’è un 24enne di nome Embiid, in grado di far segnare 42 punti e di fare 18 rimbalzi

LOS ANGELES LAKERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 100-107

PAUL GEORGE

Vincono ancora gli Oklahoma City Thunder, questa volta in casa dei Los Angeles Lakers, che pur bersagliati dagli infortuni, riescono a giocare con personalità contro i ben più attrezzati avversari. Alle assenze di Lebron James e Rajon Rondo infatti, si aggiunge quella di Kyle Kuzma, uscito anzitempo dal campo. Ma Los Angeles gioca alla pari, e alla fine del 3° periodo sembra pure poter vincere, anche grazie alla pessima prestazione offensiva del leader dei Thunder, Russell Wesbrook, autore di soli 14 punti a fine partita. Ma i Thunder non sono solo Westbrook, e i californiani lo imparano a proprie spese. Paul George alza il proprio livello offensivo e segna 37 punti, ma in generale Oklahoma riesce a sopperire bene al mancato feeling con il canestro del proprio leader, distribuendo bene i punti e portando in doppia cifra giocatori come Jerami Grant, Steven Adams, Dennis Schroder e persino Abdel Nader. Sarebbe stato un successo ancor più netto se solo Westbrook avesse segnato con più costanza l’enormità di tiri passati dalle sue mani. Complici gli infortuni, Los Angeles scivola al limite della zona playoff, nonostante il trio Lonzo Ball-Brandon Ingram e Kyle Kuzma abbia sostituito a dovere l’infortunato Lebron James. Per i Thunder luci e ombre: ad un Paul Goerge sempre più leader, fa da contraltare l’incostanza di un Russell Westbrook chiamato quest’anno al salto di qualità definitivo, per trascinare Oklahoma alla vittoria del tanto agognato primo anello

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