red bull ktm tech3

Il 2020 è un anno da ricordare per il team Red Bull Tech3, che al secondo anno di militanza in KTM centra due vittorie ed il settimo posto nel mondiale riservato ai team. Ma non è tutto rose e fiori: infatti, la bibita energetica di Dietrich Mateschitz annuncia l’addio alla scuderia francese come sponsor, sia in MotoGP che in Moto3. Ma alla fine, pare che l’azienda del Toro ci abbia ripensato, e manterrà un minimo di appoggio alla struttura di Hervé Poncharal. In questo articolo, vi raccontiamo il retroscena di una separazione mezza rimangiata, che illustra quanto sia complicato il mondo economico del motociclismo moderno.

Perché la Red Bull molla il team Tech3 nonostante KTM?

La separazione tra Tech 3 e Red Bull viene annunciata, seppur non ufficialmente, al GP di Stiria. E’ una nota amara in un fine settimana dolcissimo, in cui Miguel Oliveira ottiene la prima vittoria per il team, in maniera spettacolare. Il motivo della scelta? Non è quello che pensate.

Infatti, la crisi economica da Sars CoV-2 non c’entra nulla in questa storia. Non è una decisione economica ma sportiva: la Red Bull è delusa dal fatto che KTM l’abbia un po’ messa da parte nella scelta dei piloti 2021. La scuderia conferma Iker Lecuona e assume Danilo Petrucci, il quale non ha legami con l’azienda austriaca di nessun genere.

Da questo punto di vista, è doveroso aggiungere che KTM si è trovata con le mani legate sul fronte piloti. Ha incassato l’addio di Pol Espargaro, che ha firmato per affiancare Marc Marquez in HRC. E Andrea Dovizioso, dopo aver sondato il terreno, ha alla fine optato per non accordarsi. Secondo il presidente di KTM, Stefan Pierer, il forlivese aveva pretese economiche eccessive.

Ultima stangata è provenuta da Jorge Martin, il suo giovane più promettente. Lo spagnolo aveva una clausola sul contratto di Moto2 che prevedeva l’approdo automatico in MotoGP, ma solo se la Kappa fosse in grado di salire in top ten entro giugno. La pandemia ha voluto che la stagione non partisse prima di luglio, quando cioè la clausola era scaduta da un bel pezzo. Questo ha dato l’opportunità ad Albert Valera, manager del pilota, di arrangiare un accordo con Ducati, che ha piazzato Jorge presso il Pramac Racing.

Un ulteriore elemento da aggiungere alla nostra storia è questo: Tech3 non ha in mano alcun contratto di sponsorizzazione con Red Bull. L’azienda austriaca ha firmato direttamente con KTM, la quale poi decide come distribuire le risorse tra Rookies Cup (a cui fornisce le moto), Moto3, Moto2 e MotoGP. L’accordo economico è di 9 milioni di Euro, di cui 2,5 girati a Tech3.

Lo stesso discorso vale per Ajo Motorsports, scuderia finlandese che rappresenta ufficialmente KTM in Moto2 ed in Moto3. Inizialmente, Red Bull aveva deciso di mollare la storica squadra di Aki Ajo, ma poi ha cambiato idea. I loghi della bibita energetica saranno ancora visibili sulle RC250GP di Jaume Masia e Pedro Acosta, così come sulle Kalex di Remy Gardner e Raul Fernandez.

Un addio, un arrivederci

Per Tech3, invece, la storia è differente. E’ molto probabile che sulle RC16 il marchio Organics, la divisione non energy drink della Red Bull, sparisca dalle carene, per essere rimpiazzato dal classico arancione KTM. Ma sui caschi e le tute di Danilo Petrucci e Iker Lecuona compariranno ancora i loghi del toro, così come sulle loro borracce. E questo perché si è raggiunto un compromesso tra le parti: le due aziende coopereranno ancora nel 2021, ma con un supporto diverso.

In Moto3, la squadra junior di Ayumu Sasaki e Deniz Oncu ancora mostreranno sulle carene il logo Organics, come se dietro le quinte non fosse accaduto nulla. Ma a che dobbiamo questa mezza inversione?

E’ probabile che Red Bull si sia accontentata della rosa dei piloti, che seppur inediti, hanno del potenziale. Lecuona, al di là delle cadute e delle difficoltà, ha mostrato una buona crescita. E Petrucci è pur sempre un pilota che ha vinto due GP, e che ha mostrato di domare una moto difficile come la Ducati Desmosedici.

Insomma, più che un addio, quello di Red Bull con KTM Tech3 appare un arrivederci. E chissà che la bibita austriaca non ritorni a farla da padrone sulle carene delle moto satellite, nel non così lontano 2022…

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