Saranno tredici le tappe del mondiale SBK 2020. Dopo le anticipazioni delle scorse settimane, la Dorna ha pubblicato l’elenco definitivo, confermando di fatto quanto era stato predetto in precedenza.

La prima cosa che si nota nel nuovo calendario è la netta prevalenza delle gare europee, in controtendenza agli anni passati. Ciò è dovuto alla due grandi defezioni che si sono registrate, quella della Thailandia e quella degli USA.

Riguardo al round americano la questione è complessa. Il circuito di Laguna Seca era gestito da un’associazione di volontari, la SCRAMP, che è stata sollevata dall’incarico a causa delle sue difficoltà economiche. Il 20 novembre scorso il consiglio della Contea di Monterey ha nominato una società privata, la A&D Narigi Consulting, come nuovo gestore. Di fronte a queste incertezze societarie, Laguna Seca non poteva rinnovare l’accordo con Dorna. Al momento non si hanno alternative per quanto riguarda la tappa oltreoceano: il circuito di Austin ospita la MotoGP e non sembra interessata ad accogliere anche la Superbike. Non ci sono altri tracciati omologati disposti a diventare la nuova casa statunitense della serie.

Per quanto concerne la gara asiatica, la pista di Buriram ha deciso di sacrificare le derivate di serie per concentrarsi esclusivamente sulla MotoGP. Una decisione che ha scontentato le case giapponesi, le quali puntano molto su quel mercato. Proprio il Sol Levante potrebbe essere una prossima frontiera, ma al momento non c’è nulla di firmato. Se ne riparlerà per i prossimi anni.

I nuovi ingressi nel calendario SBK 2020 sono il Montmelo, che correrà a settembre, e la Germania. Più che un debutto, si tratta di un ritorno, perché la location scelta è Oschersleben, che ha già ospitato il mondiale dal 2000 al 2004.

La tappa del Qatar passa da ottobre a marzo per ragioni logistiche, facendo dell’Argentina l’ultima gara del calendario. Confermati gli appuntamenti italiani di Imola e Misano Adriatico.

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