“Voglio 11 cani rabbiosi”: al di là della metafora più o meno appropriata, con queste parole Rino Gattuso aveva caricato la vigilia di Milan-Sampdoria, gara etichettata come quella del riscatto dopo i passi falsi nel derby e quello di giovedì in Europa League con il Betis. E gara del riscatto è stata, anche se i milanisti hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio di un’ottima Sampdoria guidata alla grande da Marco Giampaolo.

La partita comincia con la notizia della defezione di Bonaventura che lascia il posto all’uruguagio Laxalt e con la novità dell’inedito 4-4-2 con il quale Cutrone e Higuain cominciano finalmente per la prima volta una partita dall’inizio.  I primi 15 minuti sono sostanzialmente di stallo, con le 2 squadre bloccate che cercano di studiarsi per scoprire i punti deboli di entrambe. Al 17’ però arriva il primo squillo della gara, ed è targato Milan: grandissimo cambio di gioco di Rodriguez che pesca Suso, cross pennellato per la testa di Cutrone che di testa batte Audero, bagnando col secondo goal in campionato la sua prima volta da titolare in stagione. Nemmeno il tempo di godersi la gioia per l’immediato vantaggio che la Samp, sull’asse Quagliarella-Saponara, mette a nudo i soliti limiti difensivi dei rossoneri: siamo 1-1 con il classico goal dell’ex.

A questo punto riemergono i recenti fantasmi psicologici dei padroni di casa, e gli ospiti ne approfittano col goal di Quagliarella, che con un sinistro al volo da dentro l’area su splendido lancio di Praet fredda l’incolpevole Donnarumma. Fischi copiosi e panchina di Gattuso che torna pericolosamente a traballare. Dato però che il calcio premia sempre, o molto spesso, chi osa, l’intuizione di Gattuso di presentarsi con le 2 punte porta il Milan al pareggio sul finire del primo tempo: uno-due al limite dell’area tra il Pipita e il Cutrone, con l’argentino che chiude l’azione freddando il portiere ligure sul primo palo. Riemerse dall’intervallo, entrambe le squadre presentano gli stessi 11 con cui avevano iniziato il match. E sono i rossoneri a spingere subito sull’acceleratore, con Suso che con un tiro a giro dal limite al 62’ porta in vantaggio i suoi ridando ossigeno a tutto il mondo Milan.

Il resto della gara è un susseguirsi di emozioni, con la squadra di Gattuso che si copre e si difende dagli assalti della Samp, cercando di ripartire in contropiede per chiudere la partita. E l’occasione capita al minuto 88, con Laxalt che imbeccato da Suso prima si fa rimpallare il colpo di testa da Tonelli e poi sul proseguo dell’azione colpisce il palo esterno con un tiro “sbucciato” sull’uscita del portiere. Quando il quarto uomo poi alza il tabellone indicando i 4 minuti di recupero, i ricordi nefasti della partita con l’Atalanta minacciano i cuori palpitanti dei tanti tifosi rossoneri allo stadio e a casa, ma questa volta l’esito è diverso: finisce 3-2, con piccola polemica finale di Gattuso col quarto uomo, reo di aver suggerito all’arbitro di allungare il recupero di altri 30 secondi. Alla fine, però è baci e abbracci. Gattuso può vivere sereno almeno fino al recupero della prima giornata di mercoledì sera col Genoa e godersi il quinto posto in coabitazione con la Roma a 3 punti dalla Lazio quarta. Aspettando buone nuove da Madrid…

TABELLINO

MILAN – SAMPDORIA 3-2

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Calabria (78’ Abate), Romagnoli, Musacchio, Rodriguez; Suso, Kessie’, Biglia, Laxalt (89’ Calhanoglu); Cutrone (76’ Castillejo), Higuain

Allenatore: Gattuso

SAMPDORIA (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Tonelli, Andersen, Murru (29’ Sala); Linetty, Ekdal, Praet; Saponara (77’ Caprari); Defrel (60’ Kownacki), Quagliarella

Allenatore: Giampaolo

Marcatori: 17′ Cutrone, 21′ Saponara, 31′ Quagliarella, 36′ Higuain, 62′ Suso

Arbitro: Maresca 5,5

Ammoniti: Linetty, Sala, Abate, Kessiè

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