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Tour Down Under 2019: le pagelle dei migliori e dei peggiori

Per il secondo anno consecutivo Daryl Impey si aggiudica la corsa, sfruttando la sua continuità e anche la sfortuna di Patrick Bevin. Ecco le pagelle dei migliori e dei peggiori

Le pagelle dei migliori

DARYL IMPEY

DARYL IMPEY 10: il sudafricano della Mitchelton Scott bissa il successo ottenuto lo scorso anno grazie alla sua continuità e ad una versatilità che gli consente di essere competitivo tanto nelle volate, quanto nei finali mossi o addirittura in salita come quello di Willunga Hill. Vince la quarta tappa a Campbelltown, e poi resiste agli assalti di Poels e Porte nell’ultima frazione

RICHIE PORTE

RICHIE PORTE 7,5: corridore completo, competitivo su tutti i terreni. Che la salita di Willunga Hill fosse il suo terreno di caccia preferita era noto (con la vittoria di quest’anno è salito a 6 successi consecutivi). Paga la scarsa predisposizione alle volate e la presenza di un Impey in grado di tenergli testa anche sull’ultima asperità della corsa

PATRICK BEVIN

PATRICK BEVIN 8: la sorpresa del Tour Down Under 2019 è lui, neozelandese 27enne della CCC. Vince la seconda tappa ad Angaston, e poi si tiene stretto il primo posto finché ne ha, anche dopo esser caduto nella quinta frazione, decidendo generosamente di onorare la maglia arancione e di partire nonostante dolore e contusioni un po ovunque

Le pagelle dei peggiori

JACUB MARECZKO

JACUB MARECZKO 6,5: l’ex Wilier (ora passato alla CCC), parte subito bene, ottenendo un podio al primo arrivo a Port Adelaide. Parole sue, l’obiettivo è quello di vincere una tappa. Non ci riuscirà, e non otterrà altri piazzamenti degni di nota. Può fare di più

CALEB EWAN

CALEB EWAN 6: vale un po il discorso fatto per Mareczko. Ci si aspetta sempre tanto da corridori talentuosi come l’australiano nato a Sidney. Ottiene un secondo posto ad Angaston, dietro Patrick Bevin, e un declassamento alla quinta tappa (poi vinta da Jasper Philipsen) proprio per aver ostacolato il belga della UAE

MICHAEL WOODS

MICHAEL WOODS 6: ci si aspettava di più anche dal 32enne della Education First. Il percorso era perfetto per le sue caratteristiche, soprattutto nelle ultime due giornate. Ma il canadese, pur rimanendo fra i migliori (7° posto della generale), non ha mai dato l’impressione di poter vincere.