Siamo a metà ottobre, ma al Milan è già arrivato Lucas Paquetà, trequartista brasiliano classe 97, strappato da Leonardo al Flamengo, sua ex squadra (esordì da calciatore all’età di 17 anni proprio lì), per la bellezza di 35 milioni di euro più succulenti e sostanziosi bonus. Senza girarci troppo intorno, un colpo da vecchio Milan. Strappato alla concorrenza delle big inglesi, Liverpool in testa, e a veri colossi “petroliferi” come Manchester City e Psg, nonché al fascino da sempre irresistibile della camiseta blaugrana; il giovane brasiliano ricorda per tempistiche e rapidità di chiusura dell’affare la vicenda di un altro brasiliano, quell’Alexandre Pato che nel gennaio 2008 incantò il popolo rossonero segnando all’esordio a San Siro il definitivo 5-2 contro il Napoli. Anche in quel caso blitz in piena regola dell’allora amministratore delegato Adriano Galliani che strappò per la cifra di 22 milioni di euro il giovane paperoalla concorrenza delle stesse squadre battute oggi da Leonardo. L’allievo che eguaglia il maestro. “Abbiamo un accordo con il Flamengo per Paquetà, ma dobbiamo aspettare il 3 gennaio per l’ufficialità: oggi il mercato è chiuso”. Parole e musica del DT brasiliano, omaggiato oggi col premio Nils Liedholm, e pretattica nota ai tifosi del Diavolo, i quali sanno che in fatto di connazionali l’ex Inter difficilmente sbaglia. Citato Pato, come non ricordare Kakà e Thiago Silva? Anch’essi giunti a Milano da sconosciuti e poi rivelatisi veri e proprio crack del calcio mondiale. Non azzardando ancora giudizi tecnici sul calciatore, per il quale aspettiamo come sempre il giudizio insindacabile del campo, è giusto però sottolineare cosa questa operazione certifichi: Elliott c’è. Il fondo statunitense guidato da Paul Singer e dal figlio Gordon ha deciso di fare le cose in grande e di tramutare in realtà le parole pronunciate il 10 luglio scorso al momento di rilevare le quote societarie: riportare il Milan ai fasti di un tempo. “Abbiamo intenzione di fare una squadra competitiva ai massimi livelli”: queste le ulteriori parole di Leonardo a margine della premiazione.

Dichiarazioni che sentenziano ineluttabili la voglia di Milan che pervade l’animo dei Singer. E quale calciatore incarna perfettamente la fame e l’ambizione di competere sempre al massimo delle proprie possibilità? Qualche indizio? Si fa chiamare Ibracadabra, ma per gli amici è Zlatan: Zlatan Ibrahimovic è oggi più che mai vicino al ritorno in rossonero. Per 6 mesi o un anno e mezzo questo è ancora da stabilire, ma la voglia di Ibra di tornare a calcare il prato di San Siro cammina di pari passo col desiderio dei vertici milanisti di riportare a casa l’alieno svedese. Addentrandoci in aspetti più strettamente tecnici, è palese come questo inizio di campionato abbia evidenziato una lacuna notevole nella rosa guidata da Rino Gattuso, ovvero la mancanza di una terza punta con cui sparigliare le partite quando si incanalano su un binario morto, col solo Cutrone non sufficiente a garantire quel plus di personalità e tecnica che solo uno come lo svedese può assicurare. In più, dettaglio da non trascurare in ottica FPF, l’esborso per il cartellino sarebbe nullo in quanto il contratto del gigante di Malmoe coi LA Galaxy scadrà il 31 dicembre prossimo. Torna l’acquisto a parametro 0 di “Gallianesca” memoria: l’allievo ha imparato bene dal maestro. Lontano da accostamenti e similitudini, Paquetà e Ibra, dicevamo: il giovane e l’esperto, il professore e l’alunno. Più semplicemente, il giusto mix necessario per creare quel delicato ma imprescindibile bilanciamento per modellare una squadra forte e competitiva per il presente e per il futuro. Finisce qui? Noi crediamo di no, ma ciò che più conta è che i tifosi milanisti possano di nuovo tornare a gioire. A palpitare. Perchè oggi il mercato sarà anche chiuso, ma tra 2 mesi il cassetto dei sogni di mercato rossoneri sarà spalancato. Pronto a trasformarsi in realtà. Da Ibra a Paquetà.

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