Shaktar - Atalanta

Miracolo e giubilo. Bastano queste due semplici parole per descrivere la clamorosa impresa dell’Atalanta di Gasperini che contro tutti i pronostici sbanca Kharkiv e complice la vittoria del Manchester City con la Dinamo Zagabria ottiene una storica prima qualificazione agli ottavi di finale.

Partita perfetta quella dei bergamaschi che a parte un paio di spaventi conducono le danze dall’inizio alla fine con una autorità impressionante. Falcidiata dalle assenze di Toloi, Ilicic e Zapata, la squadra di Gasperini si presenta col doppio trequartista Gomez-Pasalic alle spalle del colombiano Muriel e preferisce Castagne ad Hateboer in fascia.

L’inizio è fulminante: dopo cinque minuti Pasalic su perfetto invito di Muriel ha la palla del vantaggio ma si decentra troppo e al momento della conclusione trova la presa sicura di Pyatov. Pochi minuti dopo è Muriel a ciabattare da ottima posizione appena dentro l’area. Ma il pallino è saldamente nelle mani dell’Atalanta, che tiene lo Shakhtar rintanato nella sua metà campo e blocca tutti i tentativi d ripartenza degli ucraini.

Gomez conclude la serie delle occasioni dei suoi facendosi clamorosamente rimpallare il tiro a centro area. L’occasione sfumata da fiducia agli ucraini che al minuto venti costruiscono la vera prima grande palla goal con Gollini strepitoso a deviare in angolo una zuccata prepotente di Moraes.

Il primo tempo non regala più grandi emozioni a parte un goal annullato ai padroni di casa dal VAR per un millimetrico fuorigioco di Tetè a inizio azione. Si va dunque al riposo sullo 0-0 ma con la netta sensazione che l’Atalanta possa da un momento all’altra fare sua la sfida.

L’inizio della ripresa è nuovamente di chiara marca degli ospiti che vanno vicini al vantaggio con un velenosissima punizione di Muriel alzata sopra la traversa da Pyatov. E’ tuttavia il preludio del vantaggio (meritato) che arriva al minuto 66 con Castagne che insacca su filtrante invitante del Papu Gomez e dopo fortuito rimpallo col portiere.

Inizialmente annullato, ci vuole l’intervento lungo e provvidenziale del VAR per cambiare la decisione del direttore di gara è dare l’uno a zero agli ospiti. A quel punto, col City che vince a Zagabria, i padroni di casa sono costretti a tentare il tutto per tutto e a sbilanciarsi terribilmente, scoprendo il fianco alle micidiali ripartenze nerazzurre, favorite dall’ingresso di Malinovskkyi.

Quando l’impresa sembra avvicinarci, un aiuto ulteriore arriva poi da Dodò che a palla lontana colpisce con una manata Freuler beccandosi così una sacrosanta espulsione (75’). E quattro minuti più tardi Pasalic, con una zampata sotto porta su azione d’angolo, trova il raddoppio che proietta l’Atalanta nella storia.

Gli ultimi dieci minuti sono di pura resistenza agli assalti disperati degli ucraini (traversa di Tayson che poi costringe Gollini al miracolo) e soprattutto consentono in pieno recupero a Gosens, che sfrutta un clamoroso errore difensivo, di siglare la rete del tre a zero.

Cala il sipario e comincia la festa di Gasperini e del suo fantastico manipolo di uomini: si è fatta la storia. E a Bergamo nessuno è ancora intenzionato a scrivere la parola fine.

Shaktar – Atalanta 0-3

Shaktar (4-2-3-1): Pyatov; Dodo, Kryvtsov, Matviyenko, Ismaily; Patrick, Stapanenko; Tetè (14′ st Marlos), Kovalenko (26′ st Solomon); Taison,Moraes.

Allenatore: Castro

Atalanta (3-5-2): Gollini; Masiello (16′ st Malinovskiy), Djimsiti, Palomino; Castagne, Freuler, Pasalic, De Roon, Gosens; Muriel (26′ st Ibanez), Gomez (45′ st Hateboer) Allenatore: Gasperini

Arbitro: Zwayer

Ammoniti: Muriel,Patrick, Freuler,Hateboer Espulsi: Dodò

Marcatori: 66′ Castagne, 80′ Pasalic, 94′ Gosens.

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