Djokovic
Djokovic Novak: Credit on Twitter @Wimbledon
Finale per cuori forti sul Centre Court: Djokovic vince una sfida infinita al tie-break del quinto set contro un instancabile Roger dopo aver annullato due match point | Nole entra nell’olimpo dei grandi di sempre, quinto successo a Wimbledon e 16° Slam.
Djokovic - Federer

Londra – 14 luglio 2019: segnatevi bene questa data perché per decenni resterà scritta indelebilmente negli almanacchi storici del tennis | Novak Djokovic vince Wimbledon dopo una sensazionale finale contro Roger Federer.

Una partita difficile da descrivere, la quale ha contenuto al suo interno tutto ciò che il tennis sa offrire: spettacolo, match point annullati, psicodrammi, tie-break, storia.

Soffermiamoci sull’ultimo aspetto elencato. Ebbene sì questa finale entra ufficialmente nella hall of fame di Wimbledon come finale più lunga di sempre.

Il grande protagonista è stato sempre l’equilibrio, poteva vincere Novak come poteva vincere Roger. I più grandi rimpianti forse gli ha avuti il più grande di questo sport, con quei due match point sciupati sul 8-7 al quinto set con servizio a favore gridano ancora vendetta.

Ma il tennis è così, si sa da sempre, si passa in un lampo dalla gioia al dolore. E questa può essere una partita difficile da dimenticare per il fenomeno svizzero, ma che in cuor suo sa di vittoria.

Djokovic entra con merito nell’olimpo degli dei di questo sport – in realtà era presente carico di consensi – vincendo il quinto Wimbledon della sua carriera ed eguagliando un certo Björn Borg in successi ai Championships.

16° major conquistato, con i due rivali Federer e Nadal sempre più vicini.

La partita –

In questo Super Sunday nella bellissima cornice londinese, ci accorgiamo subito di essere in una cultura minuziosa e sempre precisa alle ore 15:10. Infatti insieme alla finale dei Championships parte il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone. Da queste parti sgarrare di un secondo è reato. Nonostante il combaciarsi di eventi – lo scorso anno c’era addirittura la finale dei Mondiali di calcio – l’interesse non viene assolutamente meno.

Probabilmente anche i più scaramantici dei burloni inglesi sapevano che l’idolo locale Lewis Hamilton come di consueto avrebbe dato una pista a tutti. Quindi perché non mettere il rombo di motori nelle cuffiette e gustarsi una finale di Wimbledon?

Non perché siamo di parte, ma almeno in questo sport, e in questi anni vorrei aggiungere – non ce ne vogliano i nostri colleghi dei motori – vige ancora un pò di incertezza.

Ok che anche qui vincono sempre gli stessi, ma questa finale come potrà mai finire? A giudicare dal risultato poi, ottima scelta, o come direbbero i nostri amici british, good job.

Ovviamente non serve neanche dire che non entra più uno spillo nel Centre Court, tutto il mondo è in trepidante attesa per l’evento.

La speranza era quella di vedere ancora più spettacolo che nella semifinale tra Federer e Nadal: pazienza gente, tempo al tempo.

Una domenica coperta, con una temperatura più bassa rispetto ai giorni precedenti. Questa giornata conclusiva è quella con il tempo meno estivo delle due settimane dell’All England Club.

Anche in questo gli inglese sono talmente precisi che sono scesi a patti con il non tanto benevolo clima britannico, al fine di evitare le figuracce di Roma e Parigi.

Dopo le consuete foto di rito, l’incontro comincia rispettando le previsioni della vigilia: Federer varia e Djokovic presidia bene da fondo campo.

Al terzo game c’è la prima chance da break per lo svizzero, che però sparacchia alto alle stelle. Roger gioca sui cambi di ritmo e rotazione degli scambi, ma Nole non si fa ingannare e risponde colpo su colpo.

Sul 5-4 Federer arriva a due dita dal set point dopo due grandi dritti in chop, ma Djokovic con grande autorità si rifugia in corner. Si arriva al tie-break, dove i servizi funzionano ad intermittenza.

Federer parte male regalando due punti sul proprio servizio, ma riesce comunque ad issarsi fino al 5-3. Dopo di che quattro punti consecutivi del serbo – tre gratuiti di Roger – gli consegnano il primo set.

La curiosità statistica vede questo set durare 58′, addirittura due in più dell’intera finale femminile di sabato, sintomo che siamo solo all’inizio.

Secondo set –

Federer si ritrova sotto nel punteggio senza aver concesso palle break, ma nel secondo parziale è deciso ad invertire il trend. Djokovic accusa le scorie mentali del tirato tie-break ed inizia a commettere qualche ingenuità di troppo da fondo campo.

Il tennista di Basilea fiuta l’occasione e vola addirittura 4-0. Poco dopo arriva il terzo break sul 5-1, con Roger che porta a casa il secondo set per 6-1.

Terzo set –

Dopo il parziale orribile di Nole, il match sembra pendere dalla parte di Federer, ma lo svizzero non riesce a tramutare questa supremazia in punteggio. Infatti il servizio del serbo torna a funzionare e si torna a giocare sull’onda dell’equilibrio.

Lo svizzero risveglia il match da un’apparente momento di torpore con una demi-volée che manda in estasi il Centre Court e regala il set point. Tuttavia Djoker non è in finale per caso e l’annulla con un eccellente prima di servizio, portando il match al secondo tie-break di giornata.

Il n.1 al mondo si conferma glaciale e vola subito sul 5-1, ma Roger non molla e si rifà sotto 5-4. Una brutta risposta di Federer su una seconda lentissima di Djokovic decide le sorti del secondo set: siamo ora 2-1 per il serbo.

Quarto set –

Continua la giornata no dal punto di vista del punteggio per The King, che è già ad un bivio della sua partita pur non avendo concesso mai palle break.

Infatti il n.3 al mondo ha da recriminare in entrambi i set persi, dove non ha sfruttato vitali chance.

Al quinto game il servizio di Djokovic va in pausa feriale: doppio fallo, tre prime sbagliate e una steccata di rovescio. Senza sudare particolarmente Federer strappa il servizio e conduce per 4-1. Sul 4-2 l’elvetico mette in campo una volée di rovescio smorzata fantasmagorica.

Questo ragazzone qui è qualcosa di allucinante, di conseguenza il pubblico inglese impazzisce completamente come se avesse segnato la propria nazionale. Infatti noi controlliamo sui vari siti calcistici per denotare se la nazionale inglese si stesse giocando qualche competizione importante.

Negativo, l’ovazione è quindi tutta per questo signore qui. Gli effetti di Roger Federer sulla gente. Il fenomeno di Basilea si rilassa un pò e perde per la prima volta in servizio sul 5-2.

Poco male perché due game più tardi porta il match al quinto set, così come accaduto nel 2014.

Quinto set –

Le ore iniziano a passare, il forte vento pesa, la fatica è una sentenza. Infatti piano piano gli schemi iniziano a saltare del tutto. Federer si rifugia nel back di rovescio, Djokovic dà meno profondità al suo dritto.

I ritmi calano, lo spettacolo neanche per sogno. Due tennisti agli antipodi per qualità e carattere che si incrociano a meraviglia per scrivere la storia di questo sport.

Djokovic è stanco, decide quindi di assaporare – nel vero senso della parola – l’erba del prato più rinomato al mondo nella speranza di nuove energie.

Federer gioca più a briglia sciolta, ma il suo servizio ne paga qualcosa: sul 2-1 tre palle break per Djokovic, che però Roger annulla.

Le gambe dello svizzero iniziano ad indurirsi come macigni ed il rovescio pian piano alza bandiera bianca. Al sesto game due errori consecutivi di Federer danno forse il break decisivo al suo avversario.

Ma laddove non può più arrivare il fisico ci arriva la grande voglia di questo 38enne 20 volte campione Slam.

La posta in palio è altissima, la tensione colpisce anche i milioni di telespettatori da tutte le parti del globo. Nole con un ingenuo doppio fallo sul 30-30 concede una palla del contro-break a Federer, che però sfuma con un dritto lungo. Per far la storia questa partita deve però continuare, infatti il break arriva ugualmente.

Le chance non mancano, ma dopo 4 estenuanti ore di gioco si arriva al 6-6. Ovviamente non c’è il tie-break immediato, si va quindi ad oltranza, e qui comincia un’altra pazza e scellerata partita.

Sul 7-7 Djokovic va avanti 30-0, subisce un dritto di Federer e poi regala palla break con due gratuiti consecutivi. La prima non vuole entrare e lo svizzero va a servire per i Championships dopo un altro grande passante di dritto.

Il match è diventato una montagna russa di emozioni, ma ora il Centre Court è in silenzio religioso, perché il suo beniamino è ad un passo dalla gloria.

Ma qualcuno molto in alto ha stabilito piani differenti: non deve, forse non può neanche finire così. In tribuna con il sorriso stampato in volto iniziano a mettere il giacchetto sul 40-15 Roger, ormai certi che siamo ai titoli di coda. Creduloni. Non si è in vetta al ranking per caso e Djokovic sguaina la spada tirando fuori tutta la forza mentale a sua disposizione.

Il primo match point lo sbaglia Federer con il dritto, il secondo lo annulla Nole con un gran passante. Una manciata di secondi dopo arriva la palla del contro-break, servita su un piatto d’argento, che porta la partita sul 8-8.

Levate le giacche e riaccomodatevi, qui non vuole mica finire. 8-8, 9-9, 10-10, 11-11: ora la protagonista è la paura, si rispettano i servizi, nessuno vuole più rischiare. Il record di 70-68 di quel memorabile Isner-Mahut poteva anche capitolare, ma il board tennistico internazionale non aveva più voglia di partite lunghe svariati giorni.

Infatti continuando di questo passo, il tè pomeridiano sarebbe diventato indigesto per gli inglesi. Come lo andavi a dire poi al Principe William di rinviare tutti i suoi impegni costituzionali?

Bando alle ciance sul 12-12 entra in gioco per la prima volta nella storia dei major il tie-break del quinto set.

In precedenza sul 11-11 Djokovic era stato trascinato da 40-0 fino a palla break dopo un controverso hawk eye, successivamente sulla seconda palla break di Roger pensavamo al raddoppio dell’Inghilterra, prima di ricordarci della nostra accurata di ricerca.

Tuttavia Djokovic si salva e si giunge quindi al tie-break.

Il primo mini-break arriva sul 2-1 dopo un serve&volley sbagliato da Roger. Nole è glaciale sui suoi turni di servizio e si guadagna tre championships point: nel primo arriva la stecca decisiva di Federer e il serbo può alzare le braccia al cielo.

Djokovic - premiazione
Novak Djokovic per la quinta volta campione a Church Road

Djokovic vince per la quinta volta in carriera il torneo di Wimbledon, arrivando a 16 Slam in carriera. Grande delusione invece per Roger, che dopo una finale giocata ad altissimi livelli deve rimandare la nona sinfonia a Church Road.

Uno spettacolo inaudito, caratterizzato anche dalle quasi 5 ore di gioco, il che rendono questa finale la più lunga di sempre a Wimbledon.

Riconoscimento statistico anche per il riconfermato campione in terra britannica, che è il primo tennista dal 1948 a vincere i Championships dopo aver annullato match point in finale.

Numeri inumani per un tennista alieno. See you later London.

Risultati –

[1] N. Djokovic b. [2] R. Federer 7-6(5), 1-6, 7-6(4), 4-6, 13-12(3)

Il tabellone completo di Wimbledon

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