Doping
Robert Farah (in foto) e Nicolas Jarry trovati positivi ad un controllo antidoping: Credit by [email protected]
Il cileno sarebbe risultato positivo ad un derivato del testosterone, mentre il colombiano al Boldenone: “Questa sostanza è contenuta nella carne del mio paese” la risposta del n.1 di doppio |

Periodo decisamente complicato per il tennis: non bastasse tutta la scia di polemiche scaturita dall’irrespirabilità dell’aria attorno a Melbourne Park, ora ci si mette di mezzo anche il Doping.

Un martedì decisamente nero sotto questo aspetto, con addirittura due casi di positività nelle ultime 24 ore. Onestamente quest’altro tuono a cielo aperto non ci voleva affatto, la situazione è già parecchio complicata all’Australian Open.

Giusto per fare una rapida digressione, a Melbourne nella notte si sono giocate solo 16 partite a causa della fitta pioggia. La sospensione degli incontri è durata quindi una schioccare di dita, ma grazie anche al forte vento l’aria che circonda la città australiana si sta pian piano ripulendo.

Almeno una buona notizia per i tennisti, che a gran voce avevano richiesto il rinvio del primo Slam stagionale.

Ma in questo inizio di 2020 nel mondo del tennis non c’è un attimo di pace: dopo aver messo tutti d’accordo – o almeno parzialmente – che a Melbourne non ci siano le condizioni per giocare all’aperto, ecco servito un altro problema con la P maiuscola.

Infatti torna ad abbattersi sullo sport con la pallina verde lo spettro del Doping. Nel giro di poche ore sono risultati positivi ad alcuni controlli Nicolas Jarry e Robert Farah.

In ordine cronologico la prima notizia a venir fuori è stata quella del cileno, n.78 ATP e Top 40 a luglio.

Il comunicato dell’ITF è abbastanza eloquente: il ventiquattrenne tennista è stato sospeso  in via provvisoria ai sensi dell’articolo 8.3.1(c) del Programma Antidoping in attesa della formulazione delle accuse nell’udienza prevista dallo stesso Programma.

Jarry è risultato positivo ad un controllo successivo alla Coppa Davis giocata a Madrid con il suo Cile. In quell’occasione Nicolas ha fornito un campione di urine, poi inviato ad un laboratorio a Montreal riconosciuto dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping.

Gli esami hanno provato la presenza di Ligandrol (metaboliti) e Stanozololo, sostanze proibite dal Programma in quanto ‘non specificate’.

In questi casi è obbligatoria la sospensione preventiva. Il cileno, rientrato in patria dopo il torneo di Adelaide, si troverà a combattere una dura battaglia.

Tuttavia pronte sono arrivate le sue parole, nelle quasi si dichiara innocente ed estraneo ai fatti.

Questo ha colto me e i miei cari alla sprovvista e quello che mi piacerebbe fare, al di là di dimostrare la mia innocenza, è usare quello che mi sta succedendo come esempio per tutti i giovani atleti, in modo che casi come questo non accadano mai più.

Lo dico perché sembra assolutamente un caso di contaminazione incrociata per l’uso di multi-vitamine prodotte in Brasile, che il mio medico mi ha raccomandato di prendere garantendomi che fossero prive di sostanze vietate. Io e il mio team legale lavoreremo molto duramente per dimostrare la mia innocenza e per questo ho offerto la mia piena collaborazione all’International Tennis Federation (ITF)”.

Poche ora dopo il Doping ha fatto un’altra vittima, questa volta Robert Farah. Il colombiano è numero uno al mondo di doppio con lo storico compagno Cabal.

Farah è risultato positivo al Boldenone, uno steroide anabolizzante. Il test incriminato risale al 17 ottobre scorso.

Il colombiano in sua difesa ha ribadito come abbia fatto tanti controlli nel corso della stagione, tutti con esito negativo. In più aggiunge che la probabile sostanza proibita sia contenuta nella carne colombiana.

Come ha affermato il comitato olimpico colombiano nel 2018, questa sostanza è contenuta frequentemente nella carne colombiana e può alterare i risultati di un test Anti Doping. Sono sicuro che sia questo il motivo della mia positività” .

Con il mio team stiamo studiando i passi da seguire in un processo che possa dimostrare che non ho utilizzato alcuna sostanza contraria all’etica che caratterizza il tennis. Questo è lo sport che amo e a cui devo i miei più grandi momenti di felicità. Sono tranquillo e fiducioso sull’esito del processo perché nella mia vita mi sono sempre comportato correttamente“.

Ciò ha puntualizzato Farah in un comunicato sulla sua pagina social.

Per forza di cose il forte tennista dovrà ora saltare l’appuntamento con gli Australian Open. Il suo partner Cabal ha pochi giorni a disposizione per trovare un nuovo compagno, se vuole difendere la leadership mondiale.

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