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FINALE FEMMINILE US OPEN: trionfa Naomi Osaka, sfuma il sogno record della Williams

Una finale “rosa” sorprendente, quella giocata ieri sera sui campi di Flushing Meadows. Sono stati sufficienti ottanta minuti per infrangere i sogni record di Serena Williams.

La statunitense, testa di serie numero 17, si apprestava ad innalzare al cielo il ventiquattresimo trofeo Slam e ad eguagliare il record detenuto da Margaret Court. Il 90% degli spettatori avrebbe scommesso in questa impresa, ma nessuno aveva fatto i conti con la forza e la tenacia della giocatrice ventunenne Naomi Osaka.

Origini haitiano- giapponesi, aggressività ed esuberanza. Questi sono i tratti distintivi della tennista che ha espugnato i campi in cemento newyorkesi.

I numeri, di certo, non le erano favorevoli. Sedici anni di esperienza e ventitre vittorie Slam in più per la Williams. Naomi non aveva mai vinto, fino a ieri, un torneo Major; ma, era riuscita ad ottenere un trionfo WTA ad Indian Wells, appena qualche mese fa.

Solo un precedente tra le due giocatrici, quest’anno a Miami.  Evidentemente quella partita, vinta dalla Osaka, andava letta come un buono auspicio per il futuro.

Ieri sera, esperienza e vittorie non hanno fatto la differenza.

Il primo set è stato condotto dalla giapponese senza troppa fatica. Le molte giocate spettacolari da fondo campo la portano, solo dopo 20′, sul 4-1. Altri due break e il primo set si chiude sul 6-2, ai danni della Williams.

Il secondo set si gioca sul filo dei nervi. Serena tira fuori tutta la forza che ha e mette in difficoltà Naomi. Accade però che sul 3-2 a suo vantaggio, innesca una lunga polemica con il giudice di sedia, Carlos Ramos. Dopo averle affibiato un avvertimento per coaching, Ramos le commina un punto di penalità per aver distrutto una racchetta dopo aver perso il servizio.

Da qui, un’ escalation di affronti della Williams all’arbitro, accusato di essere un ladro per averle sottratto un punto. La reazione arriva immediata e un intero game di penalità fa perdere completamente le staffe all’atleta statunitense. Arrivano altre accuse, quella di “sessismo” in primis, contro il giudice e contro l’intera organizzazione del torneo.

E, alla fine, tra lacrime, errori e polemiche, arriva anche la sconfitta.

Un 6-2/6-4 dal sapore molto amaro per Serena, già pronta a vincere il suo primo Slam da mamma, ad eguagliare un record storico.

A fare la storia, invece, è stata Naomi Osaka, la prima giapponese e la più giovane tennista in assoluto a vincere uno Slam.

Ora starà vivendo ore indimenticabili la ventunenne “dagli occhi a mandorla”. Lei è la nuova campionessa degli US OPEN, mai sconfitta da Serenna Williams. Queste e chissà quante altre cose ancora potrà scrivere sul suo diario Naomi. Ne sentiremo parlare ancora per molto tempo, questo è certo.