MELBOURNE GRAND PRIX CIRCUIT, AUSTRALIA - MARCH 13: Official Portrait Daniel Ricciardo, Renault during the Australian GP at Melbourne Grand Prix Circuit on March 13, 2019 in Melbourne Grand Prix Circuit, Australia. (Photo by Sam Bloxham / LAT Images)

Da sempre i caschi sono un tratto distintivo per riconoscere un pilota di Formula 1 e, allo stesso tempo, per segnarne lo stile unico e inconfondibile.

Con l’inizio della nuova attesissima stagione tutti i piloti hanno presentato i loro caschi, alcuni li hanno mostrati a partire dai test invernali di Barcellona mentre gli altri hanno preferito aspettare l’inizio della stagione a Melbourne.

Tra chi è rimasto sul “classico” presentato un design già visto in precedenza, a chi ha rivoluzionato completamente il suo stile, nella classifica dei nuovi caschi si inseriscono anche quelli delle new-in di questo mondiale 2019.

Antonio Giovinazzi – voto: 10

Come non dare il primo posto in classifica al nostro italianissimo Antonio. Un orgoglio per tutti gli appassionati di motori in Italia, visto che la sua presenza nel mondiale del 2019 segna il ritorno di un pilota tricolore in pista dopo un’assenza di ben 11 anni.

Per celebrare questa gioia condivisa il pilota della Alfa Romeo Racing ha scelto il più patriottico tra i caschi: le iniziali del pilota, poste ai lati, si uniscono ad una evidente bandiera con i tre colori del nostro paese. Sul retro Giovinazzi ha voluto aggiungere l’ape, il suo simbolo, per dimostrare la volontà di “pungere” in questo momento fondamentale per la sua carriera.

Daniel Ricciardo – voto: 9

Il più sorridente e simpatico dei piloti in Formula 1 si è presentato a Melbourne consapevole che, per lui, il 2019 dovrà essere l’anno della rivoluzione totale. Il cambio di sedile dopo tanti anni nell’orbita Red Bull, il desiderio di crescere e cambiare. Il suo casco, completamente diverso da tutti gli altri, è un inno a questa rivoluzione e all’unicità di un personaggio che si è sempre distinto. Nato dalla collaborazione tra il pilota e il designer Ornamental Conifer, il progetto è stato sviluppato intorno alla personalità di Ricciardo, sicuramente riconoscibile e colorata.

Il suo casco ne è l’emblema e, oltre ai colori sgargianti, riporta il suo nomignolo sul retro honey badger – tasso del miele – il numero 3 e una frase sul lato che ha già destato molte polemiche.

“Stop being them”, una frase, un monito contro il passato e un invito verso il futuro. Forse anche un velo di polemica nei confronti della vecchia squadra ma, sicuramente, tanta voglia di cambiare. Basta essere loro, annuncia il suo casco, come a ricordare fin dalla “testa” che per arrivare all’apice, Ricciardo deve essere se stesso.

Carlos Sainz Jr – voto: 7

Lo spagnolo, figlio d’arte, non ha mai nascosto la passione e l’ammirazione per il suo conterraneo Fernando Alonso. Per lui la nuova stagione di Formula 1 è, in questo senso, molto simbolica: il ritiro del due volte campione del mondo e il passaggio di Sainz a McLaren è una sorta di passaggio di testimone al più giovane spagnolo, un grande momento per la sua carriera. Sainz ha voluto rendere omaggio al suo mito di sempre, scegliendo un casco che ricorda tantissimo quelli di Alonso.

I colori della spagna, uniti a quell’azzurro che ha segnato tutta la carriera dell’asturiano, sono il più bello dei passaggi di consegna per un elmetto che però, alla fine, pecca un po’ di personalità.

Kimi Raikkonen – voto: 4

Poca personalità per il finlandese più amato della Formula 1. Dopo la fine del suo lungo rapporto di amore con Ferrari, Raikkonen è tornato alle origini con il Team ormai ex-Sauber, che lo aveva accolto agli arbori della sua carriera, e che oggi si chiama Alfa Romeo Racing Team.

Il compagno di squadra di Antonio Giovinazzi ha scelto un casco molto più semplice rispetto a quello del collega, con un viola sul davanti che non convince. Gli altri elementi che spiccano, oltre ai simboli degli sponsor e al logo del biscione, sono un grande 7 sul lato e il suo soprannome, ice man, sul retro. Il carattere un po’ retro e il mix di stili non lo rende un casco da sufficienza.

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