Penalità Vettel: i commissari difendono la loro decisione.

Continua e continuerà a far discutere a lungo quanto accaduto domenica 9 giugno al GP Canada di Formula 1 quando, dopo un’uscita di pista e un rientro scomposto con la sua Ferrari, Sebastian Vettel ha costretto Lewis Hamilton a rallentare per evitare il contatto o di finire lungo le barriere, e per questa manovra è stato punito con 5 secondi di penalità, perdendo la vittoria che è andata proprio al pilota della Mercedes. In queste ultime ore, sulla vicenda che sta generando copiose polemiche tra tifosi e addetti ai lavori, sono intervenuti due dei commissari che hanno deciso di sanzionare il campione tedesco.

Mathieu Remmerie e Gerd Ennser nei fatti hanno confermato la bontà della loro decisione, con il secondo che ha lasciato intendere come, in realtà, a Vettel sia andata anche bene, poiché nei suoi confronti sarebbe stata applicata una penalità piuttosto leggera. Procedendo con ordine, Remmerie ha difeso l’operato del collegio dei commissari del GP Canada, dicendo innanzitutto che il loro compito è quello di far rispettare le regole. Detto ciò, ha aggiunto che a livello personale anche lui ritiene che alcune norme della Formula 1 vadano riviste perché, come appassionato di motorsport, è il primo che vorrebbe assistere a delle sfide più appassionanti e combattute tra piloti in pista. Infine non ha nascosto di essere rimasto basito nell’assistere all’eccessiva risonanza mediatica che si è scatenata intorno a questa decisione.

Ennser e Remmerie convinti della sanzione a Vettel.

Rispetto al collega, Gerd Ennser è stato ancor più duro e inflessibile. Il commissario del GP Canada, infatti, ha indirettamente affermato che, in sostanza, il fuoriclasse della Ferrari è come se fosse stato graziato per quanto accaduto sul tracciato di Montreal, poiché il collegio avrebbe potuto decidere per una penalità di 10-20 secondi, se non addirittura per uno stop-and-go. Invece i 5 secondi inflitti al campione tedesco rappresentano la «sanzione più leggera per quanto riguarda queste infrazioni».

Parlando dell’atteggiamento polemico avuto da Vettel al termine della gara, Ennser ha rivelato che anche in questo caso insieme ai colleghi hanno rivisto e valutato attentamente i comportamenti del ferrarista, arrivando poi a decidere di non sanzionarlo ulteriormente «per la reazione avuta a caldo».

GP Canada, la Ferrari ci ripensa e non presenterà alcun ricorso

L’ordine d’arrivo del GP Canada non cambierà. La Ferrari, infatti, avrebbe deciso di non inoltrare ricorso per dimostrare l’innocenza di Sebastian Vettel e chiedere l’annullamento della penalità di 5 secondi che ha consegnato il successo nelle mani di Lewis Hamilton e della Mercedes. La scuderia di Maranello, nell’immediato dopo-gara aveva fatto sapere di non essere intenzionata ad avanzare istanza d’appello, salvo poi ripensarci perché, come affermato dal team-principal Mattia Binotto: «Vettel non poteva fare altro».

In queste ultime ore, però, stando a quanto riportato dal britannico Daily Mail e dal giornale tedesco Motorsport Magazin, il team del cavallino rampante avrebbe deciso di fare nuovamente un passo indietro, rinunciando a formalizzare il suo ricorso e comunicando alla FIA la sua decisione definitiva. Del resto, si presume che questo cambiamento di rotta da parte della Ferrari sia dovuto da una comunicazione giunta direttamente dai vertici della Federazione Internazionale dell’Automobile, che avrebbe definito una «perdita di tempo» un’eventuale istanza avanza dal team italiano, poiché dalla sede centrale di Parigi sarebbero pienamente in linea con la sanzione stabilita dai commissari di gara durante il GP Canada.

Ferrari: nessun ricorso alla FIA.

D’altronde, anche in un caso precedente, ovvero in seguito alla penalizzazione di 5 secondi inflitta a Max Verstappen lo scorso anno a Suzuka, quando aveva ostacolato Raikkonen dopo essere andato lungo alla chicane del Triangolo, la FIA aveva pienamente avallato quanto stabilito dai commissari nel corso della gara.

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