indycar gateway gara 1

E’ Scott Dixon il re di gara 1 della IndyCar series al Gateway International Raceway. Il neozelandese del team Ganassi ha avuto in Takuma Sato un degno avversario. Il giapponese, reduce dal grande successo di Indianapolis, ha impegnato Dixon in un duello negli ultimi 13 giri. Ma sul miglio e tre quarti dell’Illinois c’è poco spazio per superare, e Scott è bravo a non fare errori.

Terza posizione per Patricio O’Ward, a lungo leader prima di soccombere alla superiorità di Dixon e Sato. Comunque, il messicano dimostra di essere in crescita, e ben supportato dal team Schmidt-Peterson McLaren. Quarto Colton Herta che precede Marcus Ericsson, autore di una delle sue migliori prestazioni sugli ovali.

Rinus VeeKay, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Tony Kanaan e Conor Daly completano la top ten.

La gara del Gateway è da dimenticare per il Team Penske. Will Power, scattato dalla pole, finisce 17esimo a causa di una foratura. Josef Newgarden è 12esimo causa una cattiva strategia. Va decisamente peggio a Simon Pagenaud, rimasto coinvolto in una carambola alla partenza. L’incidente elimina in un sol colpo anche Marco Andretti e Alexander Rossi, che quest’anno pare perseguitato dalla sfortuna.

IndyCar Gateway, la cronaca di gara 1

Sotto un cielo minaccioso, la gara prende regolarmente il via. Alla bandiera verde, Alex Palou esce dalla schieramento per qualche motivo, seguito subito dopo da Pagenaud. Oliver Askew non fa in tempo a rallentare, e tampona il francese. Il risultato finale è una reazione a catena che manda Pagenaud, Rossi, Andretti, Ed Carpenter e Zach Veach a muro. E la gara non è neanche cominciata!

Carpenter riparte e rientra ai box per le riparazioni. Pagenaud e Askew fanno sostituire il musetto, con il pilota Penske che si fa controllare l’integrità della parte posteriore colpita dal pilota McLaren Schmidt. Questi, insieme a Palou, sono ritenuti responsabili dell’incidente, e dovranno ripartire dal fondo della griglia.

La gara riparte (o meglio, parte) al giro 12. Power sfrutta la pole e comanda con meno di un secondo di vantaggio su O’Ward. Seguono Dixon ed Ericsson.

VeeKay è il primo a rientrare ai box per il pit stop, al giro 35. L’olandese punta su una strategia diversa dagli altri: vuole avere pista libera per spingere con gomme più fresche.

Il ciclo vero delle soste inizia al giro 61, con Newgarden e Power primi ad entrare. O’Ward e Dixon rientrano nelle due tornate successive, ed i rispettivi stop sono più veloci di quelli del capoclassifica. Al rientro in pista, “Pato” è il nuovo leader, con quasi due secondi di vantaggio su Dixon. Power scala in terza posizione, mentre Ericsson scivola quasi al di fuori della top ten.

Al giro 66, la direzione gara impone a Pagenaud di rientrare ai box. La sua monoposto è rimasta troppo danneggiata dal contatto della partenza, e non è in grado di guadagnare abbastanza velocità per non creare pericolo (limite del 105%). Il pilota lamenta di non poter tirare le marce, il che fa presumere un danno alla trasmissione.

VeeKay prosegue la sua linea dei pit stop anticipati, fermandosi al giro 98. Power e Newgarden lo imitano, nella speranza di avanzare di classifica. La mossa, però, gli costa un giro di svantaggio.

Al giro 108, l’unica caution della giornata. Iniziano a cadere alcune gocce di pioggia, che fortunatamente non bagnano la pista. Dopo un paio di tornate di attesa dietro la pace car, i piloti rientrano ai box.

O’Ward emerge di pochissimi cm su Dixon, e conserva la testa della corsa. I piloti che si sono fermati prima recuperano il giro perso, e c’è chi ne approfitta per rabboccare carburante ed allungare lo stint. Newgarden è uno di questi.

Il restart del giro 122 vede O’Ward mantenere la testa e cercare di staccarsi da Dixon. Rosenqvist va in sovrasterzo mentre è in bagarre con Herta, una manovra che gli costa ben quattro posizioni.

Power risale 11esimo, ma subito dopo fora e deve fare un pit stop supplementare. Rientra in pista 17esimo, ma ha perso un giro. La sua gara finisce qui.

Nelle ultime fasi emerge Sato. Il pilota del Team Rahal è in top five da inizio gara, ma si presenta in lizza per la vittoria solo nell’ultimo quarto di gara. Il giapponese rimane in pista un po’ più a lungo degli altri, con l’ultima girandola di pit stop che incomincia al giro 164.

O’Ward e Dixon rientrano insieme, in un momento che può decidere la corsa. I meccanici Ganassi sono più veloci di quelli Schmidt McLaren, con il risultato che il leader di campionato sopravanza il rookie messicano.

Sato rientra al giro 173, e si ritrova con gomme molto più fresche dei primi. L’ex di F1 riprende la pista in terza posizione, e sfrutta alla grande il vantaggio di grip. Si mangia O’Ward in un sol boccone, con una manovra un pelo al limite. Il messiciano perde il momento e paga ben cinque secondi dal leader. Sato, invece, recupera due secondi a Dixon in cinque giri, e si preapara all’attacco finale. Tuttavia, la bravura di Dixon, la difficoltà dei sorpassi ed i distrurbi dell’aerodinamica non permettono a Takuma di tentare n attacco. I due tagliano il traguardo distanziati di appena tre decimi.

La manovra di Sato su O’Ward.

Classifica

Il campionato dopo Gateway 1. La classifica di gara è disponibile qui.
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