Dieci partite nella notte NBA. I Lakers, ancora orfani di James e Rondo, perdono il derby di Los Angeles contro i Clippers di Danilo Gallinari. I Raptors di Leonard cadono ad Orlando, mentre i Nuggets di Jamal Murray piegano i San Antonio Spurs

CHARLOTTE HORNETS-BROOKLYN NETS 100-87

Allo Spectrum Center di Charlotte, gli Hornets hanno la meglio sui Nets. E’ il 1° quarto a fare la differenza tra le due squadre, con i padroni di casa che mettono subito in chiaro le cose rifilando un parziale di 33-17 ai bianconeri guidati da un ottimo DeAngelo Russell (33 punti, 4 assist e 2 rimbalzi per l’ex Los Angeles Lakers) con le super prestazioni di Jeremy Lamb e Cody Zeller (15 e 10 punti rispettivamente nel 1° quarto). Il resto dell’incontro è in equilibrio, con i Nets che si affidano quasi totalmente a Russell, e con gli Hornets che controllano, favoriti dallo score di Kemba Walker (29 punti a fine partita), e dalla doppia doppia messa a segno da Zeller (14 punti e 10 rimbalzi). Per gli Hornets (17 vittorie e 17 sconfitte), una vittoria che li tiene agganciati alla zona playoff, così come i Nets (17-20) che seppur al 9° posto dela Eastern Conference, restano in piena lotta per accaparrarsi un posto tra le magnifiche 16

WASHINGTON WIZARDS-CHICAGO BULLS 92-101

Vittoria esterna dei Chicago Bulls nello scontro di bassa classifica contro i Washington Wizards alla Capital One Arena. E’ il collettivo a far trionfare i Tori di Chicago, con ben sei giocatori in doppia cifra. A Washington non basta la grande prestazione di Bradley Beal (33 punti, 7 rimbalzi e 5 assist), e la doppia cifra raggiunta da Thomas Bryan, Jeff Green e Trevor Ariza (12, 11 e 10 punti rispettivamente). I Bulls ( trascinati da Zach Lavine con 24 punti) riescono però ad avere la meglio anche grazie alla prestazione sotto canestro di Lauri Markkanen e Wendell Carter (14 e 13 rimbalzi)

ORLANDO MAGIC-TORONTO RAPTORS 116-87

Cadono i capolisti della Eastern Conference, i Toronto Raptors di Kahwi Leonard, che con la sconfitta dell Anway Center perdono il primo posto di conference a danno dei Milwaukee Bucks. Per i Magic (15 vittorie e 19 sconfitte) la vittoria su Toronto significa non perdere il treno buono per la zona playoff, che ora dista una sola vittoria. Un match che Orlando domina soprattutto nel 2° e nel 3° quarto, che terminano rispettivamente 32-19 e 35-15. E il protagonista è certamente un Nikolas Vucevic da record, che piazze 22 dei 30 punti totali proprio nei due periodi centrali a cavallo dell’intervallo (12 nel secondo, 10 nel terzo). Se a questo si aggiunge una prestazione mostre sotto canestro (20 rimbalzi), è chiaro il motivo della sconfitta dei canadesi. I 21 punti di Kawhi Leonard non bastano a tenere in partita i Raptors, che ora, scavalcati dai Bucks in classifica, dovranno reagire subito nella prossima sfida contro i Bulls

INDIANA PACERS-DETROIT PISTONS 125-88

Non c’è storia tra Indiana Pacers e Detroit Pistons. Sin dal 1° quarto i padroni di casa annichiliscono la franchigia del Michigan, imponendo un parziale di 36-21, grazie ai 23 punti complessivi di Bojan Bogdanovic, Domantas Sabonis e Myles Turner. Manca nel secondo periodo la reazione di Detroit, che pur tenendo, grazie agli 11 punti di Luke Kennard, non riesce ad avvicinarsi. Sono però i Pacers a dilagare negli ultimi due periodi (33-24 nel 3°, 34-19 nel 4°) infliggendo agli avversari un -37 finale a Detroit. Se nei Pistons si salvano Drummond e Blake Griffin (12 punti e 12 rimbalzi il primo, 18 punti e 7 rimbalzi il secondo), tra i Pacers sono in tre ad essere decisivi per la vittoria: Thaddeus Young e Myles Turner con 17 punti a testa, e soprattuto Domantas Sabonis, autore di 19 punti e 12 rimbalzi. Bene anche Bojan Bogdanovic con 12 punti, 5 rimbalzi e 2 assist. Sconfitta indolore per Detroit che resta in lotta per i playoff, mentre i Pacers restano in scia a Milwaukee Bucks e Toronto Raptors nella lotta per i primissimi posti ad est

MINNESOTA TIMBERWOLVES-ATLANTA HAWKS 120-123

Lo scettro di miglior partita della notte va però a Minnesota e Atlanta, che dopo quattro quarti e un overtime, concludono 120-123 a favore degli Hawks. Sono in tanti a meritare una citazione tra coloro che sono scesi in campo al Target Center, primi tra tutti Kent Bazemore di Atlanta, e Karl-Anthony Towns dei Minnesota, autori rispettivamente di 24 e 31 punti. Ma sopra i 20 punti vanno anche Derrick Rose e Robert Covington (25 il primo, 28 il secondo) per i Timberwolves, e John Collins (21 punti) per Atlanta. Vincono i Falchi della Georgia, ma l’incontro, che dopo il 1° quarto sembrava a senso unico (42-27 il 1° quarto, con addirittura 22 punti della coppia Bazemore-Poythress), si rivela più combattuto del previsto, grazie ad un 3° quarto strepitoso di Robert Covington (12 punti in 12 minuti), che riporta in partita Minnesota. Servono i supplementari per risolvere la contesa (anche grazie ad una stoppata a pochi secondi dalla sirena di Justin Anderson degli Hawks). E negli ultimi 6 minuti, ad avere la meglio è Atlanta, nonostante le proteste per un presunto fallosu Josh Okogie che avrebbe permesso a Minnesota di andare dalla lunetta per tre volte, con la possibilità concreta di allungare l’incontro ad un ulteriore overtime

NEW ORLEANS PELICANS-DALLAS MAVERICKS 114-112

Altra partita combattuta, quella tra New Orleans Pelicans e Dallas Mavericks. E combattuto è anche il confronto tra le due All Stars, Anthony Davis e Luka Doncic. Il primo, nonostante i rumors lo diano vicino all’addio per approdare a Los Angeles, sponda Lakers, mette a referto 48 punti e 18 rimbalzi, e la tripla decisiva per la vittoria. Per il rookie di Dallas invece sono 34 i punti fatti, e la quasi certezza di ottenere il premio di miglior debuttante dell’anno. Non sono le uniche belle prestazioni di serata però, perché i 22 punti e 12 rimbalzi di Julius Randle sono altrettanto notevoli. Come lo so i 15 rimbalzi di DeAndre Jordan, e gli 11 punti di Dirk Nowitzki. Bene anche Harrison Barnes (21 punti) e Jrue Holiday (18 punti). Ma i protagonisti come detto sono Davis e Doncic, che si prendono un quarto a testa (10 punti dello sloveno nell 2°, 11 dell’ala grande di Chicago nel 3°). Per entrambe, la consapevolezza che l’attuale posizione in classifica non rispecchia la forza e la profondità dei due roster

MIAMI HEAT-CLEVELAND CAVALIERS 118-94

La partita tra le due ex squadre di Lebron James rimane in equilibrio per tre quarti, nonostante tra Cleveland (8-28) e Miami (17-17) ci sia una differenza abissale di roster, ambizioni e motivazioni. Se gli Heat stanno lentamente ritornando ad alti livelli ( e la zona playoff per adesso è un obiettivo raggiunto), i Cavs sono in piena rifondazioni, e vivono una stagione assai deludente se paragonata ai fasti dell’ultimo quadriennio. E’ Justise Winslow l’MVP del match (per lui 24 punti e 11 rimbalzi), nonostante nel 4° quarto (quello che scava il vero solco tra le due squadre) sia Kelly Olynik il migliore dei suoi con 9 punti. Miami resta appaiata a metà classifica con gli Hornets, e continua la sua corsa verso la post-season. Per i Cavs invece sarà una stagione avara di soddisfazioni, in attesa che un nuovo Re approdi a Cleveland

PHOENIX SUNS-OKLAHOMA CITY THUNDER 102-118

Sulla strada degli Oklahoma City Thunder di Westbrook e compagni, si frappongono i il fanalini di coda della Western Conference, quei Phoenix Suns che nonostante la prima scelta DeAndre Ayton, sono tristemente ultimi. I Soli di Phoenix però lottano alla pari dei più quotati avversari, e cedono solo nel quarto finale, quando la qualità di elementi come Russel Westbrook (40 punti e 12 rimbalzi) fa la differenza. Non sfigurano però i Suns, che grazie Booker, Tj Warren ed Ayton (25, 19, e 16 punti) limitano i danni ad un comunque onorevole -16 finale, se si considera la differenza tra i due roster. Per i Thunder è una vittoria fondamentale per restare vicini ai Nuggets. Per Phoenix una bella prestazione che da fiducia per il futuro

 DENVER NUGGETS-SAN ANTONIO SPURS 102-99

Continua la marcia dei Denver Nuggets verso il 1° posto nella Western Conference. Questa volta a piegarsi sono i San Antonio Spurs di LaMarcus Aldridge, ancora una volta protagonista di un’ottima prestazione (24 punti), vanificata però dal terzetto di Denver, Malik Beasley (21 punti), e sopratutto dalle due sorprese della stagione, Nikola Jokic (21 punti, 9 rimbalzi e 9 assist) e da quel Jamal Murray ormai leader della franchigia del Colorado (per lui 31 punti, 6 rimbalzi e 5 assist). Una superiorità messa in chiaro sin dai primi minuti, e una partita messa in cassaforte già nel primo tempo, nonostante la reazione del 3° quarto degli Spurs ci sia. San Antonio che ancora una volta si dimostra non all’altezza della concorrenza, con solo due veri grandi giocatori nel roster (il già citato Aldridge e DeMar DeRozan, autore di 15 punti), che se anche basteranno per raggiungere i playoff, non saranno sufficienti contro squadre come gli stessi Nuggets, e sopratutto contro Thunder, Warriors e Rockets

LOS ANGELES LAKERS-LOS ANGELES CLIPPERS 107-118

Seconda sconfitta consecutiva dei Los Angeles Lakers, che nel derby contro i Clippers bissano il tonfo subito contro i Sacramento Kings 24 ore prima. E non sono un dettaglio le assenza dei due più forti e esperti giocatori dei gialloviola, Lebron James e Rajon Rondo. Questa volta il trio Kuzma-Ingram-Ball che pure aveva degnamente sostituito King Lebron a Sacramento, non riesce ad alzare il proprio livello. Sono troppo pochi i 17 punti di Brandon Ingram e i 19 di Lonzo Ball, se dall’altra parte hai un Lou Williams da 36 punti, e soprattutto un Danilo Gallinari in grande spolvero, autore di una doppia doppia da 19 punti e 10 rimbalzi. I Clippers salgono al 4° posto nella Western Conference, e guardano dall’alto in basso i cugini dei Lakers, fermi a 20 vittorie ed ora invischiati in una dura lotta per raggiungere gli ultimi posti playoff

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