Dimenticare il Pipita. Dimenticare Jedda. Questa la duplice missione con la quale il Milan si presenta al Marassi nel penultimo posticipo della prima giornata di ritorno. Missione completamente e perfettamente riuscita. I rossoneri, guidati da Riccio in panchina causa squalifica di Gattuso, si presentano a Genova abbastanza incerottati (fuori per squalifica anche Calabria, Romagnoli e Kessiè), ma con la determinazione necessaria per portare a casa 3 punti fondamentali nella sempre più serrata corsa Champions e per allontanare le voci di mercato su Higuain, agnello spaurito in procinto di migrare verso Londra e non presentatosi volontariamente all’appuntamento odierno. Dal canto loro, i padroni di casa cercano una vittoria fondamentale per la salvezza in uno stadio praticamente deserto causa sciopero della curva di casa, in aperta polemica con le istituzioni calcistiche e politiche per l’orario della partita.

Venendo al racconto delle ostilità, la partenza è tutta degli uomini di Prandelli, che vanno vicini al goal prima con un destro a giro di Biraschi che sorvola di poco l’incrocio e poi con una sassata di Lazovic prontamente deviata in angolo da Donnarumma. Gli ospiti, che al decimo hanno perso Zapata per un sospetto problema al flessore (sostituito da Conti con accentramento conseguente di Abate), riescono a mettere la testa fuori dal guscio solo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, aiutati da un monumentale Bakayoko e un ispirato Paquetà. Proprio quest’ultimo, sul finire di primo tempo e dopo l’ennesimo salvataggio di Donnarumma su incursione di Bessa, centra il palo con un sinistro al volo dal limite dell’area. Si va dunque al riposo sullo 0-0. La ripresa comincia invece all’insegna dell’equilibrio: la foga del Genoa diminuisce e questo permette ai palleggiatori del Milan di emergere e gestire il ritmo della gara. L’espressione massima di tutto ciò è incarnata dal brasiliano Paquetà che illumina il Marassi con giocate che a casa Milan non vedevano da anni. Sua, ad esempio, è la palla che al minuto 64 manda Borini solo a concludere verso Radu: eccezionale il portiere romeno a deviare in angolo il diagonale dell’esterno italiano.

L’appuntamento col vantaggio è solo rimandato. Al minuto 72 lo stesso Borini sfrutta al meglio una perfetta incursione di Conti appoggiando comodamente in rete il cioccolatino dell’ex Atalanta. Sbloccata la parità, il Milan tenta di amministrare il risultato ma deve affidarsi alla provvidenza, travestita da Donnarumma, quando Veloso (76’) fa partire un bolide dal limite dell’area che il nativo di Castellammare devia miracolosamente sulla traversa. Scampato il pericolo, gli uomini di Gattuso trovano il raddoppio con uno splendido contropiede orchestrato da Cutrone, bravissimo a lanciare Suso nello spazio: lo spagnolo in campo aperto resiste al ritorno di Criscito e batte Radu con un diagonale di destro imparabile. È la rete che chiude la partita, suggella il successo rossonero e proietta il Diavolo al quarto posto, con un punto di vantaggio sulla Roma e 2 sulla Lazio. In attesa del pistolero Piatek (domani la fumata bianca), Gattuso torna dalla Liguria con una scoperta importantissima: sul pianeta Milan c’è ancora vita anche senza Higuain.

TABELLINO

GENOA – MILAN 0-2

GENOA (4-4-2): Radu; Biraschi (31′ st Pereira), Romero, Zukanovic, Criscito; Lazovic, Rolon, Veloso (39′ st Dalmonte), Besso; Pandev (13′ st Favilli), Kouamè

Allenatore: Cesare Prandelli

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Musacchio, Zapata (14′ Conti), Rodriguez; Paquetá, Bakayoko, Chalanoglu (34′ st Mauri); Suso (43′ st Castillejo), Cutrone, Borini

Allenatore: Rino Gattuso

Marcatori: 72′ Borini, 82′ Suso

Arbitro: Orsato

Ammoniti: Romero, Zukanovic, Rolon, Paquetá, Cutrone, Borini

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