Credit: UFC via Twitter

Daniel Cormier è stato negli ultimi due decenni una delle icone delle MMA mondiali. Da una parte per il suo straordinario carisma fuori dalla gabbia, ma soprattutto per le sue eccezionali capacità di wrestler all’interno dell’ottagono. Un personaggio che ha fatto sempre discutere gli appassionati, più che mai oggi come commentatore tecnico di gran parte degli eventi UFC.

Non a caso, pochi giorni fa ai microfoni di ESPN, ha dichiarato come la sua carriera sia stata ampiamente condizionata dalla sua schiena, dopo l’intervento chirurgico del 2018. Una dichiarazione che sembra essere un rimpianto, una giustificazione non richiesta, in relazione alla sua doppia debacle contro l’attuale campione dei pesi massimi, che da molti punti di vista ha segnato pesantemente la sua immagine di vincente, nella storia delle MMA.

Daniel Cormier - Nella sfida contro Derrick Lewis
La sfida vittoriosa contro Derrick Lewis, che è costata la carriera a Daniel Cormier Credit: UFC on Twitter

Daniel Cormier, un finale di carriera compromesso dalle condizioni fisiche?

L’ex campione dei pesi massimi ed in contemporanea dei pesi massimi leggeri, ha avuto la possibilità, come tutti si aspettavano, di ritirarsi dai giochi nel 2018, all’apice della sua carriera, dopo la strepitosa difesa del titolo dei massimi, contro Derrick Lewis. Invece, la scelta di Daniel Cormier di continuare creò perplessità in molti, “Perchè non chiudere la sua storia nelle MMA al massimo livello possibile?”, all’età di 39 anni.

Infatti, dopo lo scontro con Lewis, Cormier è dovuto andare sotto i ferri per la sua schiena, punto focale di qualsiasi wrestler di livello. Da quell’intervento, come affermato dallo stesso Daniel ai microfoni di ESPN, non si sentiva più lo stesso, non era più lo stesso atleta. Ma nonostante ciò, decise di dare la rivincita a Stipe Miocic, per poi, dopo una cocente sconfitta, trovarsi costretto a chiudere la trilogia con l’attuale campione, uscendone a pezzi sia fisicamente che moralmente.

Quando ho subito quell’operazione alla schiena nel 2018, dopo Derrick Lewis, era finita […] voglio dire, era assolutamente finita. Da allora ho combattuto due volte e forse non avrei dovuto. In retrospettiva ti trovi a ragionare a queste cose. Ma quando ho subito quell’operazione alla schiena, ho limitato la mia mobilità così tanto, che era praticamente finita. Non ero lo stesso atleta. Mi sono allenato duramente per l’ultimo incontro e Stipe mi ha battuto. Ma non ero più lo stesso fighter dopo l’operazione alla schiena […] È stato un periodo duro, senza dubbio, ci sono state parecchie occasioni durante i camp nel mezzo ai quali ho dovuto fermarmi per giorni, perché la mia schiena era a pezzi

Daniel Cormier ai microfoni di ESPN

Da appassionati di MMA siamo tutti d’accordo della grandezza marziale di Cormier, allo stesso tempo questa ultima intervista lascia basiti. Questo sfogo, proveniente da un campione ormai ritirato, ormai ambasciatore e commentatore della UFC, è forse il risultato di una lunga frustrazione, maturata negli anni. Mettere in cattiva luce l’attuale campione dei pesi massimi Stipe Miocic senza un chiaro obiettivo o senso, in questo modo, è davvero una caduta di stile che nessuno si aspettava.


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