Tra poco meno di una settimana inizieranno gli US Open. Come ogni anno Flushing Meadows sarà il palcoscenico dell’ultimo slam della stagione. Quest’anno rispetto alle ultime edizioni, ci potrebbe essere spazio per gli outsiders. Per coloro che non hanno il privilegio di appartenere al nobile trio formato da Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer, che ha letteralmente cannibalizzato le ultime 14 edizioni.

Infatti, il trio di leggende che continua ad imperversare su tutte le superfici giocabili del tennis mondiale si presenta a questo slam in condizioni fisiche e psicologiche differenti. Nonostante Nadal abbia trionfato in Canada, schiantando Medvedev in finale e risulti essere il favorito del torneo. La superficie molto veloce dei campi ed un pubblico di New York che lo ha sempre visto come l’anti Federer, rimangono due ostacoli importanti per lui verso la finale. Dal canto suo Djokovic, dopo la storica vittoria di Wimbledon, si è nuovamente trovato a fare i conti con il suo gomito che ha ripreso a tormentarlo proprio nella semifinale persa recentemente a Cincinnati. Mentre Federer, dopo la clamorosa sconfitta contro Rublev e quei due championship point non capitalizzati a Wimbledon, sta affrontando uno dei momenti più duri a livello mentale di tutta la sua carriera e questo US Open potrebbe avere delle ripercussioni inattese anche per un campione come lui.

Daniil Medvedev è una delle possibili sorprese del torneo
Daniil Medvedev con la sua recente vittoria di Cincinnati è uno dei potenziali outsider degli US Open del 2019

Spazio agli outsiders

Nadal e Djokovic potrebbero essere comunque insormontabili, ma questa è l’ultima vera occasione per la nuova generazione di splendere in questa stagione. Niente come vincere uno slam potrebbe dare nuova linfa, speranze ed energie ai talenti che da tempo provano a scalfire il dominio dei tre tenori del tennis mondiale. In primis, Daniil Medvedev,  il quale dopo essere arrivato in finale negli ultimi tre tornei sul cemento rappresenta un vero e proprio spauracchio per chiunque. Nonostante la sua umiltà e la sua fredda logica, gli impediscano di considerarsi tra i potenziali favoriti, come dichiarato in recenti interviste. Con il suo gioco ostico da approcciare, Medvedev potrebbe rivelarsi  come la vera minaccia da evitare nel tabellone principale. Altro potenziale outsider è Dominic Thiem il quale in un 2019 un po’ altalenante ha comunque trionfato a Indian Wells e ha raggiunto la finale del Roland Garros. Per questo, proprio a New York potrebbe riscoprire, superando i primi turni del torneo, la costanza e l’agonismo che gli appartengono. 

Nella nostra potenziale lista, mettiamo anche Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev. Questo US Open potrebbe essere il momento più opportuno per fare quel salto quantico che ormai si attende da troppo tempo da parte di entrambi. Per dimostrare anche a se stessi di poter affrontare quei tre extraterrestri senza aspettare la loro resa

Roger Federer si trova in un momento cruciale della sua carriera
Questi US Open potrebbero rappresentare un passaggio fondamentale nella carriera di
Roger Federer

La paura di perdere Roger Federer

Dopo la finale di Wimbledon e più che mai dopo l’inattesa sconfitta contro Rublev a Cincinnati, tra i suoi fan e gli sportivi di tutto il mondo, è cresciuto un timore, una paura, una sensazione, rimasta nel non detto. Quella che questi siano gli ultimi tornei nei quali possiamo ammirare la tecnica e l’eleganza di Roger Federer sui campi da tennis. Quei due championship points a Wimbledon buttati al vento hanno stroncato il sogno di molti di vedere vincere ancora la bellezza e la leggerezza nel tennis. La sconfitta contro Rublev ha annidato tra i nostri pensieri, il dubbio che Roger non abbia recuperato quella forza mentale che lo ha sempre contraddistinto. Questo potrebbe essere l’ultimo slam di Roger Federer, anche se stentiamo a crederlo. Sia in caso di una clamorosa uscita nei primi turni o forse anche nel caso di una clamorosa sconfitta in finale. Non lo accettiamo, non lo crediamo possibile, perché Federer rappresenta l’ideale del tennista. Infatti, noi uomini abbiamo l’innata tendenza a circondarci di ciò che è bello e perdere Roger Federer significherebbe privarsi della più autentica estetica del tennis.

Questo US Open per Federer potrebbe simboleggiare nella sua psiche molto di più di quanto possa essere dedotto dalle sue dichiarazioni o dai suoi comportamenti. New York ama Federer alla follia ed anche se la sua ultima finale risale al 2015 e gli occhi del mondo saranno nuovamente puntati su di lui, i suoi risultati sui campi di Flushing Meadows potrebbero rappresentare un crocevia mentale importante, non tanto per il Federer tennista, quanto per il Federer uomo. 

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