Berrettini
Matteo Berrettini - Australian Open 2020: Credit by [email protected]
Nulla da fare per il n. 8 del seeding che si arrende a Sandrgen e ai problemi fisici | Fabio rischia la frittata ma prevale su Thompson al super tie-break | Fuori anche Sinner

T. Sandgren b. [8] M. Berrettini 7-6(7) 6-4 4-6 2-6 7-5

M. Fucsovics b. J. Sinner 6-4, 6-4, 6-3

[12] F. Fognini b. J. Thompson 7-6(4), 6-1, 3-6, 4-6, 7-6

Australian Open – Day 3

Si conclude dopo appena due turni l’avventura di Matteo Berrettini all’Australian Open. Il suo primo Slam da Top 10 è da dimenticare, anche se le attenuanti ci sono eccome.

Innanzitutto il rammarico per le tante occasioni sciupate, con le tre palle break consecutive non convertite nel quinto set che gridano ancora vendetta.

Un’opportunità gettata al vento anche nel primo parziale, ma in quella circostanza è stato bravo il suo avversario ad annullare il set point con il servizio.

Ecco, grandi applausi al vincitore Tennys Sandrgen, numero 100 al mondo ma giocatore di ben altra caratura, soprattutto su questa superficie.

A sorprenderci è stata soprattutto la sua elasticità nei primi due set, non a caso quelli in cui è stato più in palla.

Molto accurato con tutti i fondamentali e solido al servizio. Nei primi due parziali contiamo massimo undici errori gratuiti da parte dell’americano.

Al contrario Berrettini sembra in una giornata no: fatica visibilmente negli spostamenti, tanto da richiamare l’attenzione del coach Vincenzo Santopadre.

I problemi fisici che gli hanno fatto saltare l’ATP Cup non sono ancora superati del tutto. Nonostante ciò nel primo set riesce a rimanere ancorato, ma dopo la chance fallita – set point – vede Sandrgen prevalere.

La musica non cambia neanche nel secondo parziale, con il tennista classe ’91 che continua a correre come un forsennato da destra a sinistra del campo.

In più riesce ad arginare bene il servizio di Matteo, posizionandosi ben oltre la linea di fondo campo e facendo partire quasi sempre lo scambio.

Il break decisivo è al quinto gioco, dove un errore con il rovescio di Berrettini regala il break allo statunitense.

Sandrgen non si volta più indietro e vince anche il secondo parziale.

A questo punto il semifinalista dello US Open non ha più nulla da perdere, cercando di velocizzare il gioco il più possibile.

In più ora è arcigno al servizio, e dopo aver annullato una palla break il match sembra girare a sua favore.

Sul 5-4 per l’italiano arrivano forse i primi due errori gravi della partita di Sandrgen, il secondo dei quali permette a Berrettini di accorciare le distanze.

‘Berro’ sbaglia molto meno, anche se il livello di gioco del suo avversario non tende a scemare. Il ragazzo nativo di Gallatin continua a muoversi come una scheggia impazzita lungo tutto il perimetro.

Il crocevia del parziale è il quarto game: Berrettini rimonta da 0-30.

Da lì in avanti inanella altri tre game consecutivi che gli permettono di trovare il pareggio (6-2).

Nel decisivo parziale si comincia con il freno a mano tirato, soprattutto a causa dei nervi e della paura di perdere l’incontro.

Entrambi i servizi si difendono piuttosto agevolmente.

La storia della partita poteva avere un finale diverso all’ottavo game: tre palle break consecutive per Berrettini.

Fantastico però Sandrgen ad annullare le prime due, prima di usufruire di un errore col dritto del romano.

Berrettini tiene la battuta sul 5-4 ma quello resta il suo ultimo acuto: il tennista nativo del Tennessee infila un parziale di 12 a 2 che lo conduce al terzo turno, dove se la vedrà con Querrey in un derby a stelle e strisce.

Grande peccato per Matteo, ma il suo avversario non ha rubato nulla, dimostrando una condizione atletica migliore.

Berrettini ora deve far scivolare via subito il rammarico e concentrarsi sul prossimo obiettivo: la stagione è ancora lunghissima.

Inesperienza e vento fatali per Sinner –

Notte nell’emisfero australe amara anche per Jannik Sinner, che vede il suo sogno a Melbourne Park finire anzitempo.

Ovviamente non si chiede nulla ad un ragazzo di 18 anni ai primi grandi appuntamenti, ma fa sempre male veder un italiano abbandonare il torneo.

L’inesperienza dell’altoatesino è stata determinante – in maniera negativa – sull’andazzo del match. Di esperienza invece, il suo avversario Fucsovics ne ha da vendere.

Oggi però era dura giocare sui campi esterni dell’Australian Open, con raffiche di vento fortissime.

Entrambi i tennisti hanno fatto molta fatica a controllare l’imprevedibile soffio, finendo molto spesso col perdere di vista il contatto con la pallina.

Un vento che viaggia a 60 km/h di media, per ovvie ragioni influisce anche sulla qualità della partita. Infatti i tennisti sono stati autori di continui errori gratuiti (15 di Sinner solo nel primo parziale).

Il match è ingiudicabile, anche se alcune volte escono fuori degli scambi gradevoli. Il primo set è ad appannaggio di Fucsovics, che vince 6-4.

La sensazione è che chi riesce a tenere la palla in campo vince, ma che faticaccia. Anche i rispettivi servizi non funzionano a dovere, ma l’equilibrio resta intatto fino al 3-3.

Da qui in avanti Sinner sbaglia con tutti i suoi fondamentali e regala un altro break al suo avversario, che poi si difende fino al 6-4.

La pulizia di colpi di Sinner oggi non si è vista, d’altronde per il vincitore delle NextGen 2019 la prerogativa principale è mettere la palla il più lontano possibile dalle righe.

Nonostante il nutrito pubblico azzurro ad incitarlo dalla tribunetta laterale, invertire il trend del match era assai difficile.

I 10 anni di esperienza in più del magiaro nel circuito si son visti tutti. Infatti Marton è bravo soprattutto ad attaccare il servizio di Sinner.

Nonostante il break in avvio, con autorità Fucsovics riesce subito a recuperare. D’altronde il n.61 al mondo è più forte, e questo ci sta.

Il numero di gratuiti del 18enne azzurro continua a salire, mentre scende pericolosamente quello dei vincenti.

Sul 5-3 arriva un altro break di Marton, con conseguenti titoli di coda annessi. Finisce così l’Australian Open di Jannik Sinner, ma il ragazzo deve trarre i punti positivi da questa esperienza e continuare il suo percorso di crescita.

Così come detto da lui nel post partita, il primo step deve essere quello di riuscire ad impensierire avversari solidi ed esperti come Fucsovics.

Maratoneta Fognini –

Il maratoneta Fognini colpisce ancora, ma che sofferenza. Poco fa è infatti terminato il match del numero 12 del seeding, che riesce a regalare un sorriso all’Italia tennistica in un martedì nero.

Vittoria in cinque set con il punteggio di 7-6(4), 6-1, 3-6, 4-6, 7-6 contro l’australiano Thompson, in una partita completamente pazza.

Infatti in un primo momento Fabio sembra essersi scrollato di dosso il disastro di lunedì, giocando in maniera divina soprattutto con il rovescio.

Molto bene anche con il servizio, che fa i capricci solo al settimo game.

Il primo parziale pende a favore del ligure al tie-break, vinto per 7-4.

Il motore di Fabio comincia a salire di giri nel secondo set, nel quale si abbatte come un ciclone sul suo avversario: facile 6-1

La partita sembra aver preso la direzione giusta, ma un pò la discontinuità di Fabio e un pò il ritorno del suo avversario, cambiano le carte in tavola.

Il baffuto Thompson – stile molto old school – fa salire di tono il suo match, che poco più avanti diventa infuocato grazie anche all’apporto del pubblico di casa.

La Margaret Court Arena diventa presto una bolgia, e a risentire di ciò è soprattutto Fognini.

In un’ora e venti circa Thompson rimette in parità il match, auto-caricandosi ad ogni punto.

Fabio ora teme di subire lui stesso una rimonta, quindi entra un pò nel pallone. Il tennista di Arma di Taggia è bravo nel quinto set a rimanere in linea di galleggiamento con il match.

In realtà le migliori chance portano la sua griffe: palla break svanita nell’ottavo game e addirittura due match point in un interminabile decimo gioco.

Nulla di fatto, l’australiano anche grazie al servizio si difende.

Due giochi dopo il fato consegna al vincitore di Montecarlo 2019 altri due match point: bravo Jordan nel primo, scellerato Fabio con il rovescio nel secondo.

Si giunge quindi al super tie-break, con il rischio frittata dietro l’angolo.

Qui il 32enne ligure fa valere tutta la sua esperienza, e nonostante i quattro match sciupati, vince l’incontro con il decisivo 10-4.

Grande gioia ma soprattutto grande stanchezza: 10 set giocati nell’arco di tre giorni si fanno sentire eccome sulle gambe di Fabio.

Tra due giorni altra battaglia contro Guido Pella.

Questa notte in campo gli ultimi due italiani, Andreas Seppi e Camila Giorgi. Impegni proibitivi per entrambi: affronteranno Wawrinka e Kuznetsova.

Situazione big –

Nel circuito maschile nessun problema per Djokovic e Federer, che lasciano pochi game ai loro malcapitati avversari. Tra le donne bene Kvitova, Barty, Osaka e Serena Williams. Vincono ancora Gauff e Wozniacki.

Fuori la n.11 Aryna Sabalenka per mano di Carla Suarez Navarro.

Australian Open – il tabellone maschile

Australian Open – il tabellone femminile

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