Il wrestler Brodie Lee è morto a 41 anni.

Un terribile e inatteso lutto si è abbattuto sul mondo del Wrestling. A soli 41 anni si è spento Jon Huber, conosciuto da appassionati e addetti ai lavori dell’All Elite Wrestling (AEW) come l’implacabile Brodie Lee, leader e soprattutto “The Exalted One” del Dark Order. La tragica notizia è arrivata direttamente dalla moglie Amanda, la quale ha riportato che il lottatore si è dovuto arrendere ad un tumore ai polmoni.

Huber si era allontanato dal ring dal 7 ottobre, quando aveva sfidato Cody Rhodes, perdendo il titolo TNT che aveva conquistato contro lo stesso avversario ad agosto. Lo scontro del Dog Collar Match fu così combattuto e sanguinoso che venne definito uno dei più appassionanti e violenti mai visti negli ultimi 15-20 anni. E proprio questo combattimento sarebbe stato poi l’ultimo del gigante statunitense.

Dopo aver appreso della sua morte prematura, sono stati numerosi i colleghi e amici che hanno voluto salutare Brodie Lee. Tutti lo hanno descritto come un atleta di grande professionalità e soprattutto come un uomo ironico, scherzoso e solare, decisamente l’opposto dell’implacabile “esaltato” che interpretava durante i suoi match. In una recente intervista, il wrestler di New York aveva rivelato che il suo grande obiettivo nella vita era quello di diventare un buon padre per i suoi amati figli come lo era stato il suo per lui.

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Brodie Lee è stato stroncato da un brutto male ai polmoni.

La sensibilità e la bontà di Jon Huber traspaiono tutte dalle parole commosse della moglie Amanda e dei figli Brodie e Nolan, ma anche dalle affermazioni dei colleghi che lo hanno conosciuto bene e lo hanno anche affrontato sul ring: tanta ammirazione per lo sportivo e per la persona ed anche affetto, nonché un profondo senso di vuoto e sgomento di fronte ad una scomparsa così inaspettata e prematura.

Brodie Lee: chi era il colosso di muscoli del Wrestling

Brodie Lee è stato certamente uno dei lottatori più imponenti fisicamente del Wrestling mondiale. La sua altezza superava i 2 metri e, nonostante fosse un colosso di muscoli e potenza, sorprendeva spesso i suoi avversari per la propria velocità e agilità. Queste caratteristiche gli avevano consentito di imporsi come uno dei combattenti più talentuosi degli ultimi anni. La sua stazza, unita alla fisicità mastodontica, lo avevano reso uno dei “cattivi” del ring.

La carriera di Brodie Lee.

Aveva iniziato in WWE come Luke Harper della tenebrosa Wyatt Family, laureandosi campione Intercontinentale e di coppia. Il massimo della popolarità però l’aveva raggiunta quando era diventato il leader del Dark Order, il leggendario Mr. Brodie Lee, personaggio che aveva interpretato a partire dal marzo del 2020 in AEW. In pochi mesi era riuscito a conquistare tanti tifosi, giungendo al punto più alto della sua esperienza nel mese di agosto quando era riuscito a sconfiggere in appena 2 minuti Cody Rhodes, fregiandosi così del titolo TNT.

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Il 7 ottobre era poi arrivata la sconfitta nel match di rivincita, e da lì era sparito dalle scene. Jon Huber non aveva mai parlato pubblicamente della sua malattia, e così avevano cominciato a circolare diverse voci sulla sua improvvisa e misteriosa assenza: qualcuno aveva ipotizzato un periodo di pausa per decidere se proseguire o meno con la carriera, mentre altri rumors sostenevano che potesse essersi infortunato gravemente durante il Dog Collar Match di ottobre. Ad ogni modo, tutti erano comunque in attesa di un suo pronto ritorno o almeno di qualche comunicazione ufficiale. Invece Brodie Lee stava portando avanti la sua lotta più difficile di sempre contro il terribile male ai polmoni che se l’è portato via a soli 41 anni, lasciando un enorme vuoto nel mondo del Wrestling difficile da colmare.

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