Calcio storico: un calciante bianco nel tentativo di contrastare un avversario azzurro

Questa notte, in seconda serata, su Italia 1 andrà in onda la seconda puntata de “I nuovi gladiatori”, il documentario che Mediaset ha interamente dedicato al calcio storico , l’evento più atteso dai fiorentini. Gabriella Simoni e Irene Tarantelli ci accompagneranno dietro le quinte di questo evento così prestigioso per il capoluogo toscano. Un’intera città si trova divisa in quattro quartieri, ognuno rappresentato da un colore: i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella, i Verdi di San Giovanni. In occasione dell’evento viene allestito uno stadio, con un campo ricoperto di sabbia, nella splendida cornice di Santa Croce. Il torneo è caratterizzato da tre partite, due semifinali e la finale. Quest’ultima viene giocata il 24 giugno, giorno di San Giovanni, patrono di Firenze. Ogni squadra è composta da 27 giocatori, chiamati calcianti. Nel tentativo di mettere a segno la “caccia”, il goal che farebbe sognare un’intero rione, i calcianti si affrontano in vere e proprie lotte.

REGOLE- Ogni partita ha una durata di cinquanta minuti.Il rettangolo di gioco viene diviso in due quadranti identici separati da una linea bianca, e sui due lati del fondo viene montata una rete rialzata.Ogni squadra è composta da 27 calcianti, che si dividono nei seguenti ruoli:Quattro Datori Indietro (portieri), tre Datori Innanzi (terzini), cinque Sconciatori (mediani), quindici Corridori (attaccanti). La partita ha inizio con il lancio del pallone da parte del Pallaio. I calcianti, usando mani o piedi, hanno l’obiettivo di infilare la palla nella rete avversaria, siglando così una caccia, ad ognuna delle quali le due squadre cambiano campo. Sebbene sembri un gioco da ragazzi, il calcio storico richiede grande precisione, in quanto qualora il tentativo di segnare fallisse verrebbe segnata mezza caccia alla squadra avversaria. Vince chi segna più cacce; se al termine del tempo regolamentare il risultato fosse fermo sul pareggio, si procederebbe ad oltranza finché una delle due squadre non siglerebbe la prima caccia.

STORIA-Il “Giuoco del Calcio Fiorentino” riecheggia l’harpastum, un’attività caratterizzata da duelli e continui contrasti praticato dai legionari dell’Impero Romano. Il calcio storico è detto anche calcio in livrea, o calcio in costume, per le sgargianti livree (vesti rinascimentali con colori e stemmi delle casate di appartenenza) indossate dai calcianti. La prima partita disputata risale al 17 febbraio del 1530 quando, durante l’assedio dell’imperatore Carlo V, i fiorentini organizzarono una partita di calcio in piazza Santa Croce come gesto di disprezzo verso il nemico.Dopo il Seicento il calcio in costume cadde in disuso fino al 1930 quando, per la ricorrenza del quattrocentenario dell’assedio della città, venne organizzato il primo torneo tra quartieri. Da quel giorno la tradizione del calcio storico continuò ininterrottamente, affermandosi come la manifestazione rievocativa più importante della città di Firenze.

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