Manchester 2.0: potrebbe essere stato con buona certezza questo il pensiero di un attonito Daniele De Rossi al termine di Fiorentina-Roma 7-1, gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia. Lui che quella sera di primavera di 12 anni fa era presente nel tracollo giallorosso a casa United, rivive nella più “modesta” cornice del Franchi la stessa umiliante esperienza. Una Roma imbarazzante, indisponente, a tratti presuntuosa nella sua pochezza tecnica e soprattutto caratteriale, affonda sotto i colpi di una Fiorentina esaltata dalle giocate di Chiesa e dalla tecnica sopraffina del colombiano Muriel, l’impatto del quale in questo mese di gennaio è a dir poco sorprendente.  

Affrontare dopo cotanto preambolo la cronaca della gara appare esercizio complicato e superfluo: fin dalle prime battute la Fiorentina, spinta da un pubblico molto caloroso e dall’indemoniato Chiesa in avanti, parte subito fortissimo e passa al minuto 7 proprio con Chiesa, bravo a battere Olsen a centro area dopo la perfetta assistenza di Mirallas, preferito a Simeone. Il goal alimenta la timidezza degli uomini di Di Francesco, incapaci di reagire nonostante l’intraprendenza del sempre propositivo Zaniolo. In una difesa che continua a fare acqua da tutte le parti, al minuto 18, su ennesima combinazione Mirallas-Chiesa, la Fiorentina sigla quindi il 2-0, con l’esterno viola bravo a beffare con un colpo sotto Olsen in uscita. Il raddoppio attenua la furia dei padroni di casa e la Roma approfitta subito di questo piccolo calo di tensione siglando la rete che accorcia le distanze con un bolide di Kolarov dai 25 metri (28’). Sembra l’inizio di una sfida aperta ed equilibrata, è invece l’inizio della fine per la compagine giallo-rossa. Al minuto 33 Muriel sigla il 3-1 con un piatto sotto porta e l’ennesima parata di Olsen su percussione dello scatenato Chiesa segna la fine del primo tempo.

All’inizio della ripresa Di Francesco cerca di correre ai ripari inserendo Dzeko per un impalpabile Pastore e Pellegrini per N’Zonzi. Il primo quarto d’ora è prettamente di marca ospite, con Lafonte eccezionale a negare la gioia del goal a Zaniolo con un miracolo sul colpo di testa dell’ex Inter. La Roma finisce lì: l’uragano viola si alza impetuoso sui resti degli uomini di Di Francesco, con Benassi che sigla il 4-1 su assistenza di Muriel (66). Prima del quinto goal di Chiesa, che sigla la sua personale tripletta, Dzeko si fa espellere per proteste inveendo minacciosamente contro l’arbitro (rischio prova tv per un presunto sputo del bosniaco). Sul 5-1 e con la Roma in 10 la partita è ormai in ghiaccio, ma i padroni di casa, sotto gli occhi di capitan De Rossi, entrato per assistere allo scempio finale, siglano la sesta e la settima rete con una doppietta di Simeone, che si sblocca dopo l’astinenza di un mese e mezzo. La mancata concessione del tempo di recupero è solo un gentile favore di Manganiello, il cui triplice consegna la semifinale alla Fiorentina e l’ennesima storica figuraccia alla Roma. Per Di Francesco sarà una nottata di lacrime e sangue: sull’uscio di Trigoria svetta inesorabile la sagoma di Paulo Sousa, ennesimo cocchiere di una nave alla deriva.

TABELLINO

FIORENTINA – ROMA 7-1

FIORENTINA(4-3-2-1): Lafont; Milenkovic, Pezzela, Hugo (22′ Laurini), Biraghi; Benassi, Veretout, Fernandes; Chiesa (32′ st Gerson), Mirallas; Muriel (28′ st Simeone)

Allenatore: Stefano Pioli

ROMA(4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante, N’Zonzi (46′ Pellegrini); Zaniolo, Pastore (46′ Dzeko), El Shaarawy (32′ st De Rossi); Schick

Allenatore: Eusebio Di Francesco 

Marcatori: 7′, 18′, 74′ Chiesa, 28′ Kolarov, 33′ Muriel, 66′ Benassi, 79′, 89′ Simeone

Arbitro: Manganiello

Ammoniti: Muriel, Zaniolo, El Shaarawy

Espulsi: Dzeko

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