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Disastro Juventus: terza eliminazione agli ottavi, qualcosa non torna

Ennesima amarezza in casa bianconera. Per la terza volta di fila la Juventus completa l’harakiri perfetto ed esce agli ottavi di finale di Champions League, ancora una volta con una squadra abbordabile. Il disastro della Juventus però non è casuale. 

Disastro Juventus: un problema di mentalità ?

Tre eliminazioni agli ottavi di finale non sono un caso, specie con avversarie abbordabili sulla carta. Per carità, la gara con il Lione è stata particolare e quella con il Porto aveva un contesto tecnico particolare. Nel momento in cui richiami Allegri come salvatore della patria e il risultato è il medesimo, allora c’è qualcosa che non va. 
Un problema di mentalità che le gare con il Sottomarino Giallo hanno evidenziato in maniera prepotente. All’andata la partita dei bianconeri è durata fino al 55’, stasera fino al tiro telefonato di Rabiot. Non è normale un atteggiamento rinunciatario e timido in una competizione crudele come la Champions League. Parlano di mentalità vincente bianconera, ma quella mentalità è svanita anche in campionato. Prima di puntare alla Champions, serve ritrovare quella cattiveria e la voglia di vincere che hanno caratterizzato la Juventus. Perché diciamo le cose come stanno: questa squadra sembra non aver voglia di vincere. 

Rosa e infortuni: troppe lacune

C’è un aspetto da valutare anche in casa bianconera, ovvero l’assenza di alternative valide. Chiellini e Bonucci ormai non danno più garanzie. Rugani, nonostante le buone prestazioni dell’ultimo periodo, non è all’altezza di certe gare. Stesso discorso per Bernardeschi. Eppure Rugani resta l’unica alternativa ai due rocciosi difensori e Bernardeschi l’unico esterno/trequartista che può giocare al posto di Dybala. L’argentino, così come Chiellini e Bonucci, era rientrato solo contro il Villarreal. Il suo problema con gli infortuni apre un argomento più grande, ovvero la grande quantità di infortuni che i giocatori bianconeri hanno subito e penalizzato la stagione. Oltre che ad un reset di mentalità, serve anche un profondo rinnovamento a livello di rosa e una maggiore prevenzione degli infortuni. Una cosa è chiara però: la Juventus è la rappresentazione triste della mediocrità del calcio italiano. Il campionato ha fatto passi in avanti, eppure nel nostro torneo basta usare solo il 50% per vincere. In Europa poi paghiamo questo gap.

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