Ieri sera a San Siro è andata in scena Milan-Roma, terminata 3 a 3 con un rigore per entrambe le squadre. Proprio sui penalty assegnati dall’arbitro Giacomelli si è da subito innescata una grande polemica: i rigori infatti erano inesistenti. E con una prestazione insufficiente Giacomelli e il VAR Luigi Nasca sono finiti sul banco degli imputati.

Il primo rigore

Siamo al 69′ minuto di gioco del big match, quando Bennacer nella propria area anticipa Pedro, che gli pesta il piede e carambola per terra. Giacomelli decide di assegnare il rigore ai giallorossi e né consulta il VAR e né viene corretto dal VAR. Se da un lato l’arbitro si mostra sicuro del penalty concesso il VAR non richiama l’attenzione del collega in campo. Grandi proteste tra i rossoneri che chiedono un check on field, ma l’arbitro continua per la sua strada ammonendo anche Leao per proteste. Veretout segna così il momentaneo 2-2.

Il secondo rigore assegnato da Giacomelli

Passano dieci minuti e il disastro si ripete. Mancini prova ad anticipare Calhanoglu, ma il suo intervento è sballato e con la gamba alta non prende né il pallone né il turco, che però va a terra. Anche qui Giacomelli indica con fermezza il dischetto, forse per compensare il rigore concesso alla Roma, e nuovamente decide di non consultare il VAR, che non lo richiama. Ibrahimovic porta nuovamente in vantaggio il Milan e poi Kumbulla nel finale ripristina la situazione di parità.


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Giacomelli ha preso due decisioni sbagliate su entrambi i rigori, ma a far insorgere i tifosi è il mancato intervento del VAR: “Il VAR era rotto?“, “Evidentemente hanno chiuso anche il VAR alle 18“. A cosa serve infatti il VAR se non viene consultato in queste circostanze? L’arbitro è tenuto infatti, ogni volta che un episodio rientra nel campo del protocollo, a esaminarlo sul monitor a bordo campo. Disastrosa anche la serata di Nasca che non ha portato Giacomelli all’OFR.

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