Murray
Andy Murray: Foto via Twitter @ChinaOpen
Lo scozzese a Pechino continua il suo percorso di ri-crescita sconfiggendo il nostro Matteo con due tie-break. Fognini vince e resta numero uno italiano

Veder giocare Andy Murray è sempre un piacere per gli occhi: che lui sia n.1 o n.503 del mondo onestamente poco importa, poiché sappiamo che se c’è lui in campo ci sarà da divertirsi.

Per carità sicuramente il povero scozzese ha ancora un conto aperto con la fortuna, dato che non è affatto facile convivere con seri problemi fisici all’apice della propria carriera.

Nell’ultimo decennio a questa parte il buon Andy è stato l’unico ad opinare in maniera concreta le certezze di quei tre mostri sacri del tennis che ancora oggi continuano a dominare la scena.

Anzi, e qui non ci sbilanciamo affatto, quando Murray era al top della forma, i Fab erano quattro.

La vita a volte sa essere però crudele, anche se sei un signore da tre titoli Slam e due ori olimpici in carriera.

In una conferenza stampa, che più scioccante non si può, il britannico aveva annunciato il ritiro definitivo. Ma quando si ha una grande passione e soli 32 anni non puoi assolutamente chinarti dinanzi alle difficoltà.

Poco dopo è infatti arrivato il dietrofront: passato un anno abbondante ad assistere a quello sport che lo ha reso celebre, Murray si è rimboccato le maniche e ha deciso di rispolverare la sua tanto amata racchetta.

Certo che l’iter per tornare ad alti livelli è piuttosto lungo, ma sicuramente uno come lui non dimentica come si giochi a tennis.

Ranking protetto addio, quindi sotto con i tornei Challenger per ritrovare certezze, forma fisica ma soprattutto vittorie.

I primi passi non sono stati affatto facili neanche in tornei minori, le sconfitte arrivavano frequenti, ma lui più determinato che mai ha continuato sulla sua strada.

I tornei di doppio con suo fratello Jaime constatano come la famiglia sia stata sempre lì vicina a sostenerlo e ad incoraggiarlo.

Ora, nonostante il Ranking deficitario, Andy è sulla strada del ritorno. Già a partire dai tornei estivi americani avevamo cominciato a vedere sprazzi di classe, mentre lo swing asiatico sta confermando le nostre sensazioni.

A Zhuhai si è dovuto arrendere ad Alex De Minaur – poi vincitore del torneo – ma non senza lottare e proporre quel gioco che gli ha portato tanti successi in passato.

Nel torneo di Pechino gli si è presentato subito uno scoglio assai duro: il nostro Matteo Berrettini, fresco semifinalista dello US Open.

Non ce ne voglia Matteo, ma vedere Murray tornare in campo ad alti livelli è un avvenimento che riempie di gioia.

Lo scozzese è riuscito poi addirittura ad avere la meglio del tennista romano con un doppio tie-break (7-6, 7-6).

Per lunghi tratti abbiamo rivisto il Murray di qualche anno fa, con grande abnegazione difensiva e ottimi fondamentali al servizio.

Proprio la battuta, uno dei colpi migliori di Berrettini, ha tradito il numero due azzurro. Troppo basse le percentuali con la prima in entrambi i set, così come è stato elevato il numero di gratuiti nell’intero match.

Unica consolazione la palla corta di dritto – ammirata a più riprese a New York – che continua a portare un numero elevato di punti.

Una sconfitta con un tennista forte ma non al 100% lascia un pò l’amaro in bocca a Matteo. A gridare vendetta è soprattutto il break sciupato nel primo set sul 5-3 e i due set point gettati in rete nel secondo parziale.

Berrettini fallisce quindi il sorpasso sul suo compagno di Davis Fognini come numero uno d’Italia.

Per Murray invece nel prossimo turno ci sarà il derby britannico contro Cameron Norrie.

Fognini si conferma numero 1 italiano –

Per mantenere la dodicesima posizione e il primato italiano nelle classifiche mondiali, a Fabio bastava fare almeno un turno in più rispetto a Berrettini.

Già il Day 1 ha dato ragione al ligure: la vittoria su Kukushkin e la contemporanea sconfitta di Matteo hanno mantenuto inalterate le gerarchie.

Di certo il Fognini visto contro il non irresistibile kazako è stato tutt’altro che perfetto – vittoria in tre set – ma è già un aspetto positivo essere tornato alla vittoria dopo i problemi fisici avuti nel corso dell’estate.

Nel prossimo turno affronterà il russo Rublev, che senz’altro gli provocherà ricordi al miele – rimonta e vittoria al primo turno del Masters 1000 di Montecarlo, poi vinto –

Il tabellone completo

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