L’Italia porta tre squadre alla seconda fase della Champions League. Solo l’Inter, delle nostre quattro partecipanti all’UCL, è costretta a lasciare la massima competizione europea. L’Atalanta compiendo l’impresa in Ucraina, si qualifica per gli ottavi, così come il Napoli che sbarazzandosi del Genk, si qualifica come seconda, alle spalle dei Campioni d’Europa del Liverpool. La Juventus era dal quarto turno che aveva centrato l’obiettivo. In Europa League invece va avanti la Roma, mentre la Lazio lascia la competizione.

In Champions restano le squadre dei cinque maggiori campionati europei

Alla ripresa del nuovo anno, saranno solo le squadre dei cinque maggiori campionati europei: Inghilterra, Spagna, Italia, Germania e Francia, a continuare la loro corsa nella massima manifestazione continentale. E per il numero delle squadre che ogni Paese porta alla seconda fase della UCL, è stata anche rispettata l’attuale classifica riguardante il ranking. Quindi agli ottavi ci saranno quattro squadre spagnole, quattro squadre inglesi, tre squadre tedesche e italiane e due francesi. Tutto dunque secondo una logica. Una conformità che si rispetta pure nel componimento delle teste di serie. Con le prime tre nazioni nel ranking che portano due squadre come teste di serie (Barcellona, Valencia SPA, Liverpool, Man City ING, Bayern Monaco, Lipsia GER) e l’Italia e la Francia che ne portano una (Juventus e PSG).

Lunedì alle 12, nell’urna di Nyon, vedremo a chi saranno accoppiate queste otto teste di serie. Ricordiamo che nel sorteggio non potranno incrociarsi squadre della stessa nazionalità o squadre che si sono già affrontate nel girone. Pertanto, negli ottavi, la Juventus non potrà incontrare l’Atletico Madrid, il Napoli e l’Atalanta e, dall’urna, gli uscirà fuori una formazione tra il Lione, il Borussia Dortmund, il Real Madrid, il Chelsea e il Tottenham.

Qualificazione storica per l’Atalanta di Gasperini

La copertina della settimana spetta di dovere all’Atalanta di Gasperini. I bergamaschi vincendo a Kharkiv per 3-0 contro lo Shakhtar Donetsk, hanno compiuto una vera e propria impresa qualificandosi per gli ottavi di finali di questa edizione della UCL. Non tanto per il valore della squadra ucraina, che sembra un po’ lontana dalla forma della compagine che un tempo allenava Mircea Lucescu, quanto per il modo in cui è avvenuta la qualificazione degli orobici. La Dea, dopo tre partite, si trovava ancora a zero punti e, nella Storia della Champions League, solo una volta era capitato che una squadra si qualificasse alla seconda fase, dopo essersi trovata in quella condizione. Era accaduto al Newcastle di Alan Shearer, nella stagione 2002/03, quando perse le prime tre partite del girone contro Juventus, Dinamo Kiev e Feyenoord e poi passò il turno vincendo tutte e tre le gare.

Per l’Atalanta, inoltre, la qualificazione ha un sapore particolare perché era anche al battesimo nella massima competizione continentale. Complimenti a Bergamo! Complimenti a Percassi! Complimenti a Gasperini! Complimenti alla squadra! Insomma, complimenti a tutti! L’Atalanta ha scritto una pagina, nella Storia del calcio internazionale.

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Solo l’Inter delle quattro squadre italiane iscritte all’UCL non ha passato il turno

Ci è davvero mancato poco perché l’Italia, dopo diciassette stagioni, non ritornasse a fare l’en-plein in Champions League, con quattro squadre su quattro qualificate agli ottavi di finale. All’epoca, i club italiani che passarono la fase a gironi erano stati Juventus, Milan, Inter e Roma. Questa volta l’Atalanta e il Napoli erano riuscite a sostituire i giallorossi e i rossoneri, ma l’Inter ha fallito una qualificazione, che era nelle proprie mani e alla sua portata. Per approdare alla seconda fase della UCL, ai nerazzurri sarebbe bastato battere il Barcellona di Valverde. Un Barcellona, già qualificato al primo posto, salito a San Siro senza Messi, Piqué, Jordi Alba, Busquets, Dembelé… con Ter Stegen, Suarez e De Jong, in panchina. Insomma, una squadra trasfigurata nella sua configurazione originale, una squadra che non sembrava avere tutte quelle intenzioni di volere sbranare il proprio avversario. Ebbene, la “Pazza Inter” non se l’è sentita di farle del male e così ha fatto passare il Borussia Dortmund, al quale aveva già concesso il regalo di farsi rimontare da 0-2 a 3-2.

https://video.sky.it/sport/calcio/champions-league/video-inter-barcellona-gol-highlights/v560389.vid

Il Napoli batte il Genk, ma Ancelotti non sarà più lui a guidare i partenopei

Al San Paolo, contro i belgi del Genk, il Napoli di Ancelotti, doveva mettere solo più un’apostilla per validare il suo ingresso alla seconda fase della Champions League. Dopo appena 3′ Milik, aveva già definito la pratica, ma a guidare i partenopei negli ottavi della rassegna europea sarà Ringhio Gattuso e non più Carlo Ancelotti. Da tempo era nell’aria che dopo questa gara tra Napoli e Genk, il rapporto tra il tecnico emiliano e la Società azzurra si sarebbe interrotto. La squadra non sentiva più Ancelotti e il feeling con la città e pure con il Presidente De Laurentiis era ai minimi termini. Se questa è stata una scelta giusta, lo si potrà dire solo al termine della stagione. Adesso quello che pretende Aurelio De Laurentiis è il ripristino di un’appartenenza di gruppo, poi chiederà a Gattuso di portare avanti una linea unica che non porti a polemiche o spaccature all’interno della squadra. Così dovrà essere da qui a fine anno, poi si vedrà.

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La Juve vince pure a Leverkusen

Cosa c’è da considerare in questa vittoria della Juve di Sarri in Germania, è la gran voglia di questa squadra di legittimare la propria forza, in questa competizione che troppe volte l’ha vista spirare. Contro il Leverkusen, a parte un dovuto turn over alla retroguardia, sono scesi in campo i migliori attori della compagine bianconera, da Cristiano Ronaldo a Higuain, da Cuadrado a Pjanic (anche se la sua presenza è forse dovuta alla squalifica in Campionato ndr). E tutti hanno giocato al meglio. Ronaldo ha sfoderato una bella prestazione, ed è sembrato atleticamente migliore di qualche settimana fa, quando ha sembrato mostrare un lieve calo nella sua forma. Tra un paio di mesi la Juve entrerà nel vivo della stagione che vuole giocare. L’obiettivo, lo ripetiamo ogni volta, è uno solo: la Champions League, trofeo che la Juve non riesce ad alzare, da quell’ormai fatidico giorno del 22 maggio 1996.

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Lazio, unica squadra italiana a lasciare le coppe europee

A Cluj il Celtic doveva assolutamente vincere per tenere vive le speranze di qualificazione della squadra di Inzaghi. Gli scozzesi hanno perso, ma ugualmente ha fatto la Lazio a Rennes (2-0). La Roma invece si qualifica, pur pareggiando in casa con il fanalino di coda Wolfsberger (2-2). L’Italia perde un pezzo per strada, così come la Germania che smarrisce il Borussia M’Gladbach, eliminato a sorpresa dall’Istanbul Basaksehir. Solamente Spagna e Inghilterra portano tutti i loro club alla seconda fase delle due competizioni continentali. A dimostrazione che il loro calcio è superiore a quello di tutti gli altri Paesi del Vecchio Continente. L’ultima vittoria di una squadra che non sia stata iberica o inglese, in una delle due rassegne internazionali, risale ormai alla stagione 2012/13, quando a Wembley il Bayern Monaco vinse la Champions League, contro il Borussia Dortmund.

Barcellona, Valencia, Real Madrid, Atletico Madrid, Liverpool, Manchester City, Tottenham, Chelsea (Champions League). Espanyol, Siviglia, Getafe, Manchester Utd, Arsenal, Wolverhampton (Europa League), sono le 14 compagini spagnole e inglesi che accedono alla seconda fase delle due competizioni continentali.

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