Cesare Maldini, cuore di drago

Oggi a pochi giorni dal compleanno di Arrigo Sacchi andiamo a ricordare un altro grandissimo della storia del calcio e del Milan «cuore di drago» Cesare Maldini. Il capitano rossonero è stato un giocatore ed un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. Il difensore del Milan prima e della nazionale italiana poi, ha vinto la Coppa dei Campioni e quattro scudetti, fra cui tre di fila (tra il 1954 e il 1959). Cesare Maldini è stato una della prime grandi bandiere dei rossoneri, con i quali ha disputato 347 gare, mettendo a segno tre reti. Il ragazzo nato a Trieste il 1932 ha iniziato a giocare a calcio in un oratorio cittadino, dove ha impressionato un massaggiatore della Triestina. Quest’ultimo dunque senza perdere tempo lo ha portato in squadra. Cesare Maldini, ha fatto tutte le squadre giovanili dell Triestina, Nereo Rocco vedendone il potenziale lo aveva fatto aggregare stabilmente alla prima squadra. Il 24 maggio 1953, all’età di ventuno anni, per la sfida di Serie A sul campo del Palermo. La stagione dopo è diventato titolare e, nonostante la giovane età, è stato eletto capitano della formazione giuliana tornata dopo tre anni nelle mani di Rocco.

L’arrivo a Milano

Nella stagione 1953-1954 dopo essersi messo in mostra è stato acquistato dal Milan. «Questo ragazzo è da Milan e nel Milan giocherà» con queste parole Béla Guttmann l’allenatore all’epoca dei rossoneri aveva commentato l’acquisto di Cesare Maldini. Il ragazzo di Trieste era stato preso come riserva, ma dopo una serie di infortuni, riesce ad esordire e da lì veniva chiamato spesso fra gli 11 titolari. Impiegato dal tecnico magiaro come centromediano, in seguito alla fine degli anni 1950, sotto la guida di Gipo Viani, sperimentava brevemente la difesa a zona giocando in linea con un giovane Salvadore

AC Milan, Cesare Maldini e Omar Sivori,  Juventus-Milan 1962
AC Milan, Cesare Maldini e Omar Sivori, Juventus-Milan 1962

Cesare Maldini, il grande capitano

Il 1961 è stato un anno importante dal punto di vista professionale e umano, in quanto da una parte ha ottenuto la fascia di capitano del sodalizio rossonero, e dall’altra ha ritrovato come allenatore il suo «padre putativo», Nereo Rocco. I due avevano un gran rapporto e quando Nereo Rocco stanco per i risultati negativi, aveva minacciato di andarsene, dopo aver parlato con Cesare Maldini, rimase ugualmente. Negli anni a Milano il difensore ha messo in bacheca quattro scudetti, una Coppa Latina e, soprattutto, la Coppa dei Campioni alzata il 22 maggio 1963 a Wembley, dopo aver battuto in finale il Benfica di Eusébio: si è trattato di un successo storico, il primo dei rossoneri — nonché di un club italiano — nella manifestazione.

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