Il calcio italiano ed europeo è ufficialmente nel caos. Durante l’ultima domenica di campionato è scoppiata una vera e propria bomba. La SuperLega. Tutto il resto è finito in secondo piano, come se un colpo di spugna avesse portato via settimane e settimane di partite, parole, ritiri ed esultanze. Nessuno sa neanche se questo campionato o se le competizioni europee finiranno, né la maniera in cui verranno portati a termine. Senza spendere qui altre parole allora è il caso di far parlare chi sta dentro il mondo del calcio. In questo caso si riportano le parole rilasciate a Radio Rai dall’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, seguono le sue prime impressioni sulla SuperLega.

Cosa ne pensa Carnevali della SuperLega?

“Si sentiva già da un po’ parlare di questa cosa, ora proveremo a capire cosa potrebbe venirne fuori. Avremo una riunione in Lega dove i diretti interessati ci spiegheranno bene le cose come stanno, almeno spero. Quello che stiamo ascoltando in queste ore non ci piace. Noi siamo disposti a cercare di comprendere quello che ruota dietro ad una decisione del genere, ma sappiamo che non sarà piacevole. Purtroppo chi ha scelto di sposare il progetto SuperLega ha una grande responsabilità; il nostro calcio rischia di finire qui”.

È stato un fulmine a ciel sereno? Com’era la situazione in Lega Calcio?

“In Lega si litiga su tutto ormai. Qualche giorno fa addirittura 7 club hanno sfiduciato Dal Pino. Si è parlato tanto tempo dei fondi d’investimento sui diritti Tv ma non se n’è fatto nulla. Ora forse tutto inizia ad avere una spiegazione. Non si sta facendo assolutamente nulla mentre siamo in un momento di grandissima difficoltà. L’esser stati tutto quel tempo dietro alla questione dei fondi d’investimento con un nulla di fatto finale mi fa pensare che in realtà alle nostre spalle c’era un altro progetto che stava nascendo. Qualcuno c’ha preso in giro, chi è ai vertici delle società “Fondatrici” della SuperLega dovrebbe iniziare ad essere onesto con noi”.

La nuova Superlega: la bomba ad orologeria del Calcio

Cos’è che non va nel calcio attuale?

“Beh oggi fare calcio è molto difficile. Ormai con i diritti tv la spaccatura tra grandi club e medio/piccoli è insanabile. Per tante realtà avere un bilancio in ordine è un’impresa, per noi riuscirci è come vincere una Champions League. Va rivisto l’intero sistema attuale, è vero che le grandi saranno quelle che ne usciranno peggio da questo periodo ma ciò non attribuisce a nessuno il potere di togliere la meritocrazia dal calcio. Qua si pensa solo ai numeri e al denaro ma il calcio è un’altra cosa. È passione! Noi in Italia abbiamo una nostra storia, una nostra cultura che altri non hanno. Viviamo da più di un anno senza i tifosi, senza le rivalità, ci stanno portando via l’essenza del nostro gioco. Il Sassuolo non è interessato a questa proposta con cui si rischia di perdere la passione. Il calcio è unione, divertimento, ma soprattutto è sport e non va dimenticato”.

Secondo Carnevali cosa penserebbe Giorgio Squinzi della SuperLega?

“Direbbe che nello sport l’aspetto economico non è tutto, anzi. Secondo me sarebbe molto deluso da tutto quello che sta accadendo. Direbbe che una piccola squadra deve sempre avere la possibilità, il sogno, di battere una big”.

Ma una Serie A senza le 3 big non potrebbe avvantaggiare chi come voi è nella fascia media?

“Non penso. Si tratterebbe di cambiare la storia del nostro calcio, cosa non facile e che rischierebbe di far perdere interesse sotto tutti i punti di vista. I calciatori in primis ne risentirebbero, anche gli investimenti, certo. Sarebbe tutto ridimensionato. Si sta rischiando di travolgere un qualcosa costruito in anni e anni, anzi decenni dopo decenni. È un vero peccato”.

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