Nate Diaz nella cerimonia del peso

Una breve biografia, un tentativo di profilazione di un personaggio decisamente poco inquadrabile all’interno di regole predefinite. Nate Diaz è una delle personalità più autentiche e allo stesso tempo controverse di tutto il mondo delle arti marziali miste. Uno dei pochi veri needle mover della UFC. Un combattente anarchico e antisistema, dentro e fuori dall’ottagono.

Nate Diaz – la breve biografia dell’antieroe della UFC

Diaz è nato a Stockton in California, il 16 Aprile del 1985 da una famiglia di origini inglesi e messicane, non particolarmente abbiente. Costantemente circondato dalla perpetua violenza delle gang locali, iniziò stimolato da suo fratello Nick Diaz a frequentare una palestra di arti marziali a soli 11 anni. Le arti marziali ed il il Jiu Jitsu, divennero da allora attività fondamentali nella vita di Nate Diaz, capaci di distoglierlo dalla criminalità di cui era inevitabilmente circondato.

Dopo aver frequentato senza grande successo la Tokay High School. Nate cominciò a lavorare come cuoco vicino alla palestra in cui suo fratello Nick iniziava ad allenarsi sempre più seriamente, in vista dei primi incontri professionistici. Appena poteva partecipava attivamente agli allenamenti del fratello, iniziando sempre di più ad amare quel tipo di ambiente.

Nate sviluppò un talento naturale per la boxe. Successivamente si appassionò in modo maniacale al Jiu Jitsu. Questa sua ferma passione, si rivelò decisiva per la sua autostima. A causa della scelta definitiva di abbandonare la high school, Nate sviluppò un atteggiamento fortemente anti sociale. Limitando la sua cerchia amicale al gruppo delle arti marziali e ai pochi amici con cui fumava la marijuana.

Nate quando ha compiuto 18 anni ha scelto consapevolmente di non mangiare più carne. Predilige una dieta vegetariana, quindi a base di verdure e legumi. Sebbene in intensi periodi di allenamento, non disdegna mangiare derivati animali – come latticini, uova o miele – od anche pesce, risultando così un pescetariano a tutti gli effetti.

Nick Diaz - Suo fratello
Nick Diaz, fratello di Nate, è stato uno dei combattenti più capaci di intrattenere i fan di tutto il mondo.

Nick Diaz: più di un semplice fratello maggiore

Nella vita di Nate Diaz la figura del fratello Nick è stata fondamentale. Come fratello maggiore ha sempre pensato a Nate, a come proteggerlo dalle insidie di Stockton e a come non fargli mai mancare l’essenziale per una vita dignitosa. Anche quando non aveva un soldo, trovava modi ingegnosi per provvedere a suo fratello minore.

Come quando si accordò con i gestori e i fighters della palestra locale, dove entrambi i fratelli praticavano Jiu Jitsu regolarmente, ricevendo burritos gratuiti per ogni volta che si allenavano e partecipavano alle attività della palestra.

Quando Nick è divenuto un combattente professionista, il suo carisma ha coinvolto Nate, ma non solo. I due fratelli hanno avuto la capacità di conquistare ammiratori e fans, costruendo intorno a loro una sorta di aura. Grazie ai loro stile di vita da gangster e ai loro comportamenti anti sistema. Una forma di proselitismo, una vera e propria armata, come entrambi la definiscono. Non a caso conosciuta come Nick Diaz Army.

I fratelli Diaz sono sostenitori di Cannabis e CBD
Nate è un sostenitore del CBD e più in generale della Cannabis

Nick Diaz, con il contributo di suo fratello, ha creato una accademia di Jiu Jitsu nel cuore di Stockton. Consapevole dell’importanza che aveva avuto per loro, un luogo dove trovare disciplina, rispetto e dove sfogare cumuli di rabbia repressa. In aggiunta, hanno creato una loro linea di abbigliamento e si sono avventurati nel business della marijuana e CBD, nel quale credono molto. Infatti, lo stesso Nate ultimamente ha promosso apertamente in pubblico l’utilizzo della marijuana sia ad uso ricreativo, ma soprattutto per stimolare e migliorare il recupero fisico.

Tutto questo, sostiene Nick, è nato da Stockton e dall’aver convissuto con la sua dura realtà. Un contesto nel quale bisogna essere sempre pronti a combattere, in cui bisogna essere sicuri di se stessi. Dove non vi è spazio per la debolezza, una situazione in cui vige un’unica regola, kill or be killed.

Proprio per queste ragioni i fratelli Diaz sono così amati. Il loro percorso dalla strada all’ottagono, li rende diversi da molti altri combattenti. Loro non appaiono come duri, lo sono. Non sono interessati alla notorietà, gli interessa combattere e quando lo fanno, guadagnare. Una logica da anti eroi, che si oppongono al teatrino, alla promotion della UFC e a tutte le sue strategie di marketing, di matchmaking e di visibilità.

Nate Diaz - Un fighter autentico e irriverente
Nate è un fighter irriverente e provocatorio dentro e fuori dall’ottagono

Nate Diaz, prima di tutto un fighter made in Stockton

Come Nate ha spesso ripetuto, non bisogna credere ai combattenti che dicono che avere un incontro sia eccitante, emozionante o magico. Combattere non può essere magico, nessuno vuole essere preso a pugni. Non solo perché doloroso e rischioso, ma perchè umiliante. Le MMA prima di tutto sono un combattimento, non sono uno sport. Nate e Nick sono abituati sin dall’adolescenza a combattere per qualsiasi cosa. Stockton è stato il loro ottagono. Oggi, come Nate ha dichiarato recentemente, le uniche differenza tra Stockton e l’ottagono consistono nella presenza di un arbitro e che si guadagna nel farlo.

Diventa fighter professionista a nel 2004 nell’organizzazione World Extreme Cagefighting. Successivamente, combatte in altre organizzazioni come Pancrase e WEC. In quest’ultima, dopo un record di 5-1 ebbe la possibilità di sfidare Hermes França per il titolo dei pesi leggeri. Purtroppo fu sconfitto nel secondo round via sottomissione al braccio.

Nate Diaz - Walkout
Nate Diaz in splendida forma in uno dei suoi ultimi incontri

La sua carriera in UFC

Il suo percorso in UFC inizia con la sua partecipazione nel reality The Ultimate Fighter. In questo programma televisivo si fa conoscere, inizia a far intravedere quella sua innata irriverenza e noncuranza nei confronti degli altri e di quello che pensano. Vince il reality e di conseguenza si garantisce un contratto a sei cifre con l’UFC, l’organizzazione di MMA più importante del mondo.

Nate Diaz si fa apprezzare dal pubblico, perchè non fa calcoli ne fuori ne dentro all’ottagono. E’ un combattente e quindi combatte. Sconfigge grandi nomi come Josh Neer, Melvin Guillard, Takanori Gomi e Donald Cerrone. Ma sarà la sua vittoria contro Conor McGregor, con un preavviso di solo due settimane, a renderlo una vera e propria superstar della UFC.

La sua successiva e discussa sconfitta nel rematch contro lo stesso irlandese, per assurdo lo rende ancora più famoso e amato dai fan, proprio per quella sua indole da gangster mostrata anche dopo l’incontro, nonostante la sconfitta. Un combattimento capace di battere ogni record televisivo fino ad allora raggiunto in UFC.

Nate Diaz- Con il suo tipico atteggiamento
Nate Diaz in un evento di promozione

Dopo illazioni e controversie tra lui e il presidente della UFC Dana White torna nell’ottagono tre anni dopo, contro Anthony Pettis dimostrando nell’evento UFC 241 con una vittoria dominante, di non essere per niente arrugginito. Ma soprattutto ribadendo all’UFC, con nuovi ascolti record e consistenti trend di interesse online, di essere un needle mover, uno che muove fan e crea audience. Come solo Conor McGregor e Khabib Nurmagomedov riescono a fare.

Il 2 di Novembre nell’evento UFC 244 ha combattuto al Madison Square Garden di New York. Un incontro ultra atteso contro un altro duro, come lui nato dalla strada, Jorge Masvidal. Si sono sfidati per una cintura appositamente creata per loro, l’inedito titolo di BMF ovvero Baddest Mother Fucker.

Nate ha tentato in tutti i modi di arginare Jorge senza riuscirci, in particolare nei primi due round. Incassando duri colpi che avrebbero messo KO qualsiasi altro atleta UFC. Dopo un terzo round in cui Diaz sembrava iniziare a prendere le misure, sfruttando il suo cardio e la sua resistenza. I medici hanno deciso di sospendere l’incontro per le lacerazioni sul volto del fighter di Stockton. Decretando una vittoria, sino a quel momento evidente, per TKO a Masvidal.

Nate Diaz – Un assoluto BMF nell’ottagono

Nate Diaz nell’ottagono ha diversi record. A pari merito con Joe Lauzon, ha il maggior numero di bonus vinti, ben 15. Inoltre con Jim Miller condivide il maggior numero di vittorie per sottomissione nella categoria dei pesi leggeri.

Il profilo di Nate Diaz
Età: 34
Altezza: 182.8 cm
Peso: 70.31 Kg
Nazionalità: Statunitense
Classe: Pesi leggeri e Welter
Record MMA:
20 Vittorie
5 KO/TKO (25%)
11 Sottomissioni (55%)
4 Vittorie via decisione (20%)
12 Sconfitte
2 KO/TKO (17%)
1 Sottomissione(8%)
9 Sconfitte via decisione (75%)

Nate Diaz è conosciuto per essere un grande boxer, uno straordinario incassatore ed un ottimo specialista nelle sottomissioni. Solo una volta è stato messo KO, una sola volta ha subito una sottomissione, mentre tutte le altre sue sconfitte sono arrivate per decisione. Quando combatte lo fa sempre in avanzamento, ama trovarsi in situazioni di dirty boxing, anche se ai più questo stile può sembrare un modo incosciente di affrontare un incontro, in realtà è ciò che lo contraddistingue.

A parte essere una cintura nera di Jiu Jitsu di secondo livello, grazie agli insegnamenti di Cesar Gracie, Nate Diaz vanta un caratteristico colpo, la sfacciata Stockton Slap. Uno schiaffo vero e proprio all’avversario a mano aperta. Un modo per umiliare il suo antagonista, per fargli capire che ha preso le misure e ha deciso volontariamente di non colpirlo con un pugno, prendendosi così, gioco di lui.

Nate Diaz - La gamba destra è fondamentale per la sua boxe
Uno dei punti deboli di Nate Diaz è sicuramente la sua gamba destra fondamentale per il suo stile di boxe

I suoi punti deboli

Nate Diaz è un combattente che si espone molto ai colpi di rimessa avversari, sicuro della sua capacità di assorbire come una spugna ogni tipo di attacco. Quando però si arriva alla decisione dei giudici, questa spesso è influenzata dal gran numero di colpi ricevuti da Diaz, come successo nel rematch con Conor McGregor. Dove il suo volto insanguinato per il gran numero e volume di colpi incassati ha sicuramente condizionato i giudici nella decisione finale.

Inoltre per sferrare le sue combinazioni da boxer, molto spesso in allungo, sfruttando completamente l’estensione delle sue lunghe braccia, espone la sua gamba destra ai calci avversari. I quali provano a colpirla ripetutamente per influenzare l’efficacia del suo striking. Questo è considerato da molti analisti il vero tallone d’achille nello stile di Nate Diaz.

Nate Diaz - il suo boxing è straordinario
Nate si esibisce in una delle sue tipiche combinazioni contro Anthony Pettis (a sinistra)

I suoi punti forti

La sua vera forza sta in un cardio straordinario. Quando non si allena in palestra, Nate ama partecipare a gare di triathlon. Dove per lunghe distanze corre, nuota e pedala, mettendo continuamente il suo fisico alla prova.

Quando il suo cardio inizia a prevalere sull’avversario e la sua pressione costante rende esausto chi lo sta sfidando, Nate può diventare devastante. Entrando in un stato di trans agonistica, dove il suo boxing è preciso e dove inevitabilmente inizia a prendersi gioco del suo rivale. Irridendo, provocando e mandando in tilt l’avversario. In queste situazioni, il fighter di Stockton riesce a chiudere attraverso la sua abilità nelle sottomissione, approfittando della mancanza di lucidità avversaria.

Please follow and like us:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.