Il 2019 si è concluso con in vetta al Campionato Juve e Inter appaiate a 42 punti. Ma la Lazio che segue a 36, con una partita in meno da giocare il 5 febbraio contro il Verona, sembra avere tutte le carte in regola per competere a pieni titoli nella corsa allo scudetto. Più sotto a giocarsi un posto per la Champions League 2020/21, ci sono altre belle e nuove realtà del nostro calcio: l’Atalanta, la Roma e il Cagliari.

Primo titolo della stagione alla Lazio di Inzaghi

Con la vittoria a Riad nella Supercoppa italiana, la Lazio ha portato a casa il primo titolo della stagione 2019/20. L’undici di Simone Inzaghi, in quindici giorni, ha battuto due volte la Juventus, che solo contro il club di Lotito è caduta nelle sue partite ufficiali disputate. I molti meriti di questo momento d’oro della squadra biancoceleste (nove successi di fila) vanno senza dubbio al suo tecnico, Simone Inzaghi. Il fratellino di Pippo si è guadagnato con il successo in Arabia Saudita, il decimo alloro con i colori biancocelesti: sette da calciatore e tre da allenatore.

La Lazio si sta confermando come una delle squadre più solide di tutto il calcio italiano. La rosa non è molto ampia, ma i biancocelesti possono comunque contare su un’organico di primo piano e ormai collaudato. La difesa è guidata dall’esperto Acerbi, che oltre a essere diventato un marcatore implacabile ha imparato anche ad impostare il gioco. Il centrocampo poi può contare su elementi come Lucas Leiva, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, diventato tra i più forti interpreti mondiali nel suo ruolo, fisicamente fortissimo e straordinario nel gioco aereo. Mentre in attacco ha Immobile, un giocatore che ormai da qualche anno garantisce una trentina di gol alla stagione laziale.

Il favoloso 2019 dell’Atalanta di Gasperini

L’Atalanta di Gasperini è ormai dalla stagione 2016/17 che si sta manifestando. Quella nerazzurra è una formazione che oramai ha strabiliato tutti. Pensate che da quando il mister di Grugliasco si è seduto sulla panca di Bergamo ha collezionato ben 29 vittorie con uno scarto di almeno tre reti.

La prima grande vittoria che ci fece un effetto particolare fu il successo in terra d’Albione contro l’Everton per 5-1, che qualificò la Dea alla seconda fase dell’Europa League nella stagione 2017/18. Poi c’è stato anche il 4-1 all’Inter di Spalletti della scorsa stagione, con un gol straordinario del Papu Gomez (il solito tiro a giro di destro da fuori area). Ma in quest’anno solare 2019 l’Atalanta si è manifestata in ogni competizione che ha disputato. In Coppa Italia il 30 gennaio, nel quarto di finale, ha strapazzato la Juventus per 3-0 grazie a una fantastica doppietta di Zapata e un gol di Castagne. Poi in Champions League ha realizzato l’impresa di Kharkiv, andando a vincere con lo stesso punteggio sullo Shakhtar Donetsk e infine, in Campionato, per non farsi mancare niente, ha chiuso l’anno con la portentosa vittoria sul Milan di Pioli per 5-0, cronaca di pochi giorni fa. Se questa non è squadra da far strabiliare gli occhi agli appassionati del pallone, ditemi voi…

La Juve di Sarri

I bianconeri rimangono la squadra da battere del calcio italiano e forse anche del panorama europeo. Fino a che non ha incontrato la Lazio, la formazione di Sarri non aveva subito una sconfitta in questa stagione 2019/20. Che la squadra allenata dall’ex tecnico del Napoli sia stata sempre brillante, in questo principio di stagione, non è vero, ma la Juve rimane una delle compagini più forti non solo del calcio nazionale ma anche di quello internazionale.

Ad oggi solo il Liverpool di Klopp sembra essere una squadra senza alcun difetto, ma vedremo più avanti se l’effetto Sarri darà alla squadra bianconera gli effetti desiderati. La Juve sta cercando di dare una svolta epocale alla sua Storia. La proposta di giocare un calcio totale è una scelta che ha bisogno di un lasso di tempo, per essere concepito e realizzato. Il calcio di Sarri è un gioco che si basa sulla forza del collettivo, in un contesto dove ogni singolo giocatore deve sapere allo stesso modo offendere e difendere. Se Sarri sarà capace di far comprendere tutto questo all’ambiente bianconero: giocatori, Società, tifosi, allora la Juve diventerà una grande realtà del calcio europeo così come oggi è il Liverpool, o è stato in passato il Milan di Sacchi, o come sono il Barcellona e il Real Madrid da sempre. Altrimenti, per vincere la Champions, dovrà continuare ad appellarsi che tutto vada sempre bene come per esempio era stato per Di Matteo, quando ha conquistato la coppa dalle grandi orecchie con il suo Chelsea nella stagione 2011/12.

Conte non molla la preda

Che il salentino come si suol dire sia sempre sul pezzo è quasi una banalità riportarlo. Nell’ultima partita dell’anno contro il Genoa, alla sua squadra mancavano parecchi elementi, ma anche se contro una formazione che era a pezzi come la compagine rossoblù di Thiago Motta, i nerazzurri hanno dimostrato di non peccare di superficialità. La vittoria è stata altisonante (4-0) a dimostrazione che la sua squadra non lascerà mai nulla di intentato in questo Campionato.

Conte come si sa è un martello. L’ex c.t. della nazionale italiana, deve pretendere che il suo gioco sia fatto con un possesso di palla continuo e veloce, fatto di fraseggi ad altissima intensità di ritmo. Quando per qualche motivo la sua squadra effettua quei lanci lunghi alla ricerca del duo Lautaro-Lukaku, la manovra dei nerazzurri diventa banale e poco produttiva e creativa. Conte tutto questo lo sa, ma è anche umano e talvolta uno dei suoi pochi difetti è che si fa prendere dall’ossessione per la sconfitta e va contro le sue stesse idee di gioco. Questa paura atavica per la sconfitta, Conte, se la deve però presto scrollare di dosso, se un giorno vorrà diventare un allenatore da Champions, perché lui vale tutti i Klopp, i Guardiola, i Mourinho, i Pochetttino, gli Zidane di questo Mondo…

Napoli e Milan, sperano nel nuovo anno

Le più cocenti delusioni dell’anno solare 2019 sono il Napoli e il Milan. Se per i partenopei si pensava ad una stagione fondamentale per la completa maturità, con una compagine capace di lottare su tutti e tre i fronti delle competizioni a cui andava a partecipare. Per i rossoneri si immaginava a una stagione in cui potesse rimanere, per tutto l’anno, agganciata al treno delle squadre che lottavano per un posto alla Champions League. Invece i risultati hanno fatto sì che per entrambe queste aspettative siano velocemente colate a picco. Il Napoli è fuori ormai da parecchio tempo nella corsa allo scudetto, così come il Milan che si è presto chiamato fuori dalla lotta per uno dei quattro posti disponibili per la Champions.

Ora entrambe le squadre hanno cambiato la propria guida tecnica, il Napoli è passato da Ancelotti a Gattuso e i rossoneri sono passati da Giampaolo a Pioli. Il Milan ha fatto anche ritornare dopo sette stagioni Ibrahimovic. Ma ci sembra che nelle due società le idee sul proprio futuro non siano ancora molto chiare. In principio del 2020, il Napoli dovrà affrontare il Barcellona negli ottavi di Champions e, ora come ora, un passaggio ai quarti per la squadra di Gattuso rappresenta una vera chimera.

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