Domink Paris trionfa sulla Streif di Kitzbuhel

A Kitzbuhel è grande Italia: primo Dominik Paris, quarto Christof Innerhofer e decimo Matteo Marsaglia

Domink Paris si sente a casa. L’aria di Kitzbuhel deve fargli bene tant’è che nelle ultime 6 annate il nostro ha vinto per ben tre volte ed in una è giunto secondo. Con la terza vittoria stagionale Paris raggiunge i 12 trofei in Coppa del Mondo. A 29 anni può dirsi davvero fra i grandi discesisti della storia.

La gara non si sarebbe nemmeno dovuta disputare oggi; è stata anticipata al venerdì a causa delle previste negative condizioni meteo di sabato e, nonostante si trattasse di una giornata lavorativa, nulla ha impedito ad oltre 60.000 persone di assistere alla gara dell’anno, quella che ogni sciatore sogna di vincere sin da bambino. La Streif. Una pista che richiede molto pelo sullo stomaco e molta spregiudicatezza, purché accompagnate da una solida ed acuta mentalità capace di capire quando è il momento di osare e quando è il momento di non farlo. Una pista che nell’annata della vittoria del nostro Peter Fill fece come vittima illustre il crociato del campione norvegese Svindal e pure quest’anno ha compiuto la sua solita selezione facendo sbalzare fuori calibri illustri come Kriechmayr, Roger e Franz.

La discesa che Paris ha condotto è stata magistrale. Nonostante le condizioni meteo non abbiano aiutato i primi 20 discesisti, partiti con l’handicap a causa della nevicata e della scarsa visibilità, l’italiano grazie ad una parte finale di gara ai limiti della perfezione ha messo dietro di sé il numero 1 del momento, lo svizzero Beat Feuz (che probabilmente vincerà la coppa di specialità per il secondo anno consecutivo) di 20 centesimi. Si aggiudica il terzo gradino del podio staccato di 37/100 l’austriaco meno accreditato, Otmar Striedinger autore della miglior gara in carriera. Così facendo ha soffiato un meritatissimo podio all’azzurro Christof Innerhofer che chiude quarto dimostrando di essere tornato in questa stagione ai livelli che gli competono. Attualmente nella classifica di specialità che tiene conto solo dei risultati della stagione, Paris e Innerhofer sono secondi e terzi dietro solo a Feuz.

Come prima accennato, però, la gara non si è detta conclusa fino alla discesa dell’ultimo atleta. Un netto miglioramento meteo ha permesso ai restanti partenti di godere delle facilitazioni date dal sole che ha fatto capolino a Kitzbuhel. Il fondo della pista ottimamente preparato e la bravura degli atleti hanno fatto il resto. Proprio per questi motivi sono stati possibili gli inserimenti da dietro dell’austriaco Daniel Danklmaier che ha chiuso a 94/100 da Paris in quinta posizione, e dell’italiano Matteo Marsaglia (decimo, partito col pettorale 47). Per Danklmaier si tratta del primo grande risultato in carriera, ma era nell’aria viste le splendide prestazione nelle prove cronometrate. Per Marsaglia invece il discorso è diverso. Il romano classe ’85 sembra vivere finalmente un periodo senza infortuni e senza acciacchi, perciò il suo talento cristallino non può non emergere.

Chiude il plotone azzurro il veterano del gruppo, Werner Heel, giunto trentesimo e probabilmente alla sua ultima stagione in Coppa del Mondo. Non ci può essere modo migliore di avviarsi al giro di boa che quello di andare a punti nel tempio dello sci, sentirsi ancora un gigante fra i giganti.

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